Questo momento è tutto ciò che sei.

siedo con mio padre in una panchina illuminata dalle colonne romane e da un cielo libero  e sereno sopra Piazza di pietra, in un limpido mattino di settembre.

trovo il coraggio di aprire cassetti sigillati che ci rivelano la storia delle nostri anni insieme, tra ferite e separazioni, cose non dette, silenzi troppo lunghi.

il rapporto con mio fratello, la sua vita da marito e da padre, la crisi con mamma, la voglia di ringraziarlo per tutto, senza omettere niente, nè le mie ferite nè la mia gioia di figlio.



forse per la prima volta nella mia vita sento che il rapporto si è capovolto. è papa che stavolta ascolta me, in silenzio.


camminiamo per le vie del centro, ci gustiamo un caffè, ridiamo, papà mi mette la mano sulla spalla e  con orgoglio mi mostra il braccialetto che ha comprato a mia madre. 

prima di lasciarci, mi sorride : grazie per questa passeggiata!!


la mi amica indiana mi manda una foto con le mie lettere... poi  segue un immagine di me,  a bruxelles, piu di 20 anni fa. 

in un attimo, ripercorro quei giorni, quella vita, quell'atmosfera.

io che strappo il dolore dalla mia pelle per rincorrere come un medico in sala operatoria l'unico strumento che cuce e cura una ferita: l'amore.

quando sono partito per quell'anno di volontariato non sapevo niente di me, della vita, del mondo, di quanto sono importanti gli altri, i paesi diversi e lontani, la conoscenza, la vita. 

pixie, la mia amica indiana.. aggiunge : non sai quanto vale per me questa foto.

ci conosciamo da esattamente 23 anni, e siamo ancora uniti come fratelli.


oggi, grazie a  quel viaggio, sono una persona che ama mettersi in discussione e ama ascoltare. 

ma soprattutto, ama.


ho incontrato in spiaggia Teresa, una ragazza che lavorava Al Contestaccio, mitico locale dove ho vissuto anni meravigliosi coi miei amici, tra concerti live e penne all'arrabbiata alle 3 del mattino!

ripercorriamo quelle serate, quella Roma ancora sognatrice e scanzonata, libera, verace, piena di cuore.

i concerti di samuel, silvestri, negroamaro, otto ohm, l'atmosfera di casa, la sensazione ossessiva di non voler mai andare via.

" non era solo un locale, eravamo una famiglia. noi e voi. io non dimentico nessuno di voi. sono stati anni della mia vita unici, mi ha salvato quel posto da momenti difficili, mi ha sempre rimesso in piedi. Quella Roma li non c'è piu. Mia figlia ha 3 anni.. e sa tutte le canzoni degli 8 ohm. "  


viaggio per roma in questi giorni di fine estate, mi accorgo di quanto sia dolce la sera mentre il vento sale e si infila tra i palazzi, posa le guance sulle finestre, cala la sua energia tra i baci su un muretto, al semaforo sullo scooter, sfilando tra le vie del centro. 

tra gli alberi e i balconi mi incanto avedere quanta vita ci sia nelle piccole cose, nei piccoli gesti, quanto armonia invade tutto cio che ci gira intorno. 

la parole sono un delicato ricordo del nostro stare al mondo, un segno tangibile del nostro potenziale, possiamo mettere a posto la giornata di qualcuno con la forza di una voce, di uno sguardo, di un segno.


ogni cosa che crediamo sia fuori ci riguarda. ogni aspetto, ogni riflesso, tutta ha la nostra stessa immagine solo che prende aspetti diversi, cambia forma, ma la sostanza è il risultato di ciò che abbiamo chiesto noi. 

dipende solo da ciò che noi proiettiamo sullo schermo.


ennio morricone mi accompagna mentre viaggio sull'appia antica, de gregori segue il mio passo tra villa ada e villa pamphili, gli incontri in ufficio, le risate lunghe e divertite, i dialoghi nei bar, il fresco tra le gambe, la sensazione di benessere pura e semplice che mi fa sentire figlio di ogni cosa che vedo, fratello di ogni essere che incontro, amante di ogni emozione, anche la piu dura da sciogliere, anche la piu pesante.

incontro un'amica per un caffè sulla spiaggia, lei si presenta con un braccialetto acquistato mentre veniva  a salutarmi.

papà mi prepara la tavola, mi serve la birra e mi mette via i friggitelli da portarmi a casa.

tiziana, la moglie del mio amico gabriele, prepara il farro solo per me.   

se noi ci liberiamo da ciò che abbiamo sempre creduto di essere e semplicemente SIAMO,  la vita entra in casa e ti porta la valigia con dentro un mucchio di tesori.

basta liberare la mente da ciò che abbiamo sempre creduto custodito e costruito, per paura che si distruggesse un castello che non è mai stato reale, ma solo frutto della nostra immaginazione.

possiamo essere cio che vogliamo, non ciò che ci siamo abituati a credere di essere.

in questo istante, possiamo essere infinitamente unici e illimitati, infiniti ed immensi, senza pensieri.

le abitudini e i condizionamenti esterni hanno plasmato la forma di un essere che non Siamo Noi.

noi siamo la realtà che scorre.. la vita vera, che pulsa  e riempie il mondo di luce, energia, amore.

non esiste niente la fuori, esistiamo solo Noi. 

appena togliamo la polvere dagli occhi iniziamo a Vedere Davvero.

allora la vita entra in casa e ci cambia lo sguardo per sempre.

i pensieri svaniscono, le paure escono dalla stanza, resta solo la dolce infinita bellezza del momento presente.


giro con lo scooter per le vie di roma con addosso una sensazione di fresca libertà.


viaggio, conosco, dono e ricevo in un meraviglioso scambio tra anime di passaggio.

infinitamente grato a tutta questa immensità, questo incanto, questa luce eterna che avvolge i passanti, i monumenti, le file al semaforo,  al bar, tra i negozi, tra i cornetti e le spremute, tra il pomeriggio e la sera, tra un anno e l'altro, tra l'estate e l'autunno.


con calma, senza fretta, mi godo il passaggio di un secondo, il filtro di uno scorcio, il rumore di un tuono, il grido di un cane, la corsa di un bambino, la luce di un'onda,  la grazia di un canto, una veste, una distesa di verde. come si può dimenticare di aver vissuto un momento di tale intensità.

come si può dimenticare di essere grati.


entra vita da ogni angolo, da ogni sfida entra un insegnamento, da ogni dolore un maestro, da ogni fine un inizio, da ogni sonno un sogno, da ogni buio una luce, da ogni notte un risveglio.   


prima di andare a dormire dovremmo ricordarci di quante emozioni abbiamo vissuto senza accorgercene. 

e quanto erano preziose, impermanenti, straordinariamente belle.





  








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