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Visualizzazione dei post da Marzo, 2019

Villa Gregoriana

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Dopo aver recuperato le energie necessarie, ristabilito il mio posto nel mondo romano, decido di farmi una camminata nei dintorni della città. Voglio rivedere villa gregoriana, nel cuore del centro storico di Tivoli, a est di Roma. Dopo una ricca colazione, esco con la mia canon, scatto sul primo volto della giornata, Roberto, il portiere del condominio dove abito, tra le persone più disponibili e generose che conosco. Arrivo al forno, pizza bianca calda e ricca di olio. Passo dai ragazzi al bar, caffettino prima del viaggio, un classico. Mentre esco  incrocio lo sguardo di una ragazza che mi sorride e resta a guardarmi, in un divertente gioco di sfida che mi coglie di sorpresa. Per 5 minuti cerco di ricordare dove ci siamo visti, e quando associo il suo volto ad una scommessa di calcio vinta mi rendo conto di aver fatto la figura del maleducato, non avendola salutata. Entro in metro col suo sorriso addosso e la cosa un po' mi è nuova, una sensazione non più così familiare. To

un viaggio fino in fondo.

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A fine anni 50, il Giappone ha regalato all'italia, come segno di amicizia,  2500 ciliegi orientali, i Sakura. un evento che ancora si puo' riconoscere nella Passeggiata del Giappone, un vialetto  che circonda il laghetto dell' eur, a Roma. Questi fiori, rappresentano la breve e luminosa vita, la caducita' delle cose, la fragilita' e la bellezza dell'esistenza. Muoiono quando sono nel pieno del loro splendore ..lasciando in terra il ricordo del loro profumo e il colore del loro passaggio. Sono simbolo di buon auspicio per gli studenti che si accingono a prendere una laurea, sono simbolo di rinascita e purezza, di sacrificio come un samurai che dedica la sua vita ai suoi ideali. sono stato al laghetto per vedere da vicino un angolo di giappone splendere nel verde dell'eur, passeggiando immersi nei petali dei sakura . un'esplosione di colori e luci, tutta la freschezza della primavera  raccolta al centro del parco. il risveglio, la rinascita,

Less is more.

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Guardo i bambini e mi vengono in mente le immagini del Nepal.. e noto le enormi differenze tra ricchezza e povertà, felicità e noia. qui tutti hanno tutto, ma giocano poco, ridono meno e soprattutto stanno poco insieme, non vivono il cortile, non si godono l'aria aperta, la strada, la libertà di correre con gli amici, senza nessun genitore a fianco, sbattere il muso come facevo io, sui muri e sulle serrande, sull'asfalto e sui pali,dietro un pallone, con lo skate, la bici, i pattini. Parlando con mio padre rivivo la Roma del dopoguerra e sembra un altro paese; avevano pochissimo, quasi niente ma quel poco trasmetteva felicità. Una semplicità che scorreva nelle piccole cose,ti accorgevi che un pasto era una fortuna, stare insieme un privilegio. Mio padre vede oggi i bambini in edicola con due telefoni, giocattoli di ogni tipo e continuamente scontenti, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Mi racconta che una volta non esisteva l'abitudine consumistica del natale, non si regal

stare nel flusso.

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la luce di Roma e' una magia che quando te ne vai ti segue con il suo sguardo. ti resta addosso, e quando torno voglio sempre inseguirla, ad ogni ora del giorno. mi piace osservarla di mattina, col fresco, quando i fornai aprono e senti l' odore dell'asfalto. al primo pomeriggio, quando tutti sono in casa o negli uffici, e si cammina piu' liberi. al tramonto, quando gli uccelli si posano sui fori, e il sole cala il sipario poggiando un telo rosso sopra i balconi e intorno ai palazzi. Esco, canon in spalla, mi incammino sull' appia, caffe' e relax. Arrivo a manzoni, tram fino a piramide. Panino con affettato di mopur, pesto di basilico, insalata, mayonese, melanzane, hummus. accompagno il pasto con un  cornetto zucca e arancia. Mi dirigo verso il cimitero acatttolico dietro la piramide, mio rifugio di pace. Siedo sulla panchina. osservo le mani di due angeli che cadono sopra le scritte dei poeti, il volto di un tenero gattone si poggia a me e insieme

La via del cuore.

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La via del cuore è un piccolo centro yoga dalle parti del quartiere infernetto, una zona tranquilla tra roma e la strada per il mare. Una via di mezzo tra la città e la pineta, tra le onde del traffico e quelle del litorale. Una casetta a due piani con giardino, rufugio spirituale dove si insegnano pratiche millenarie ed è possibile sperimentare bagni di gong, canto, danze, massaggi, riflessologia, meditazione, yoga. Harai Banjhan è un insegnante estremamente perfetta, per come io la vedo. Ride, si diverte, insegna, sprona, stimola, carica, ammorbidisce, rilassa, rincuora, ascolta, riflette, racconta, spazia tra cenni storici e fatti personali. La prima giornata del corso la vivo insieme ad un gruppo positivo e brillante, come al solito in prevalenza femminile, una calorosa energia potente e pura. Coosco Sandra, di Ostia, donna coraggio ex istruttrice di boxe che in pochi giorni sposa la causa del Kundalini, senza nessuna esperienza di pratica ma con determinazione da vendere. Ric

Global Strike for Future.

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Ce ne fossero anche solo 100 di politici cosi e avremmo un mondo dipinto di pace. Tutto inizia con urlo che spacca il cuore del mondo: vi prego, salvate il nostro pianeta!! Sembra la supplica di una figlia che ha la mamma in ostaggio dai rapitori, e così è. Lei, come tutti noi, è figlia di madre terra, rapita violentata e tenuta in prigione dai governi e dagli uomini. Greta Thunberg ha preso un sacco a pelo, uno zaino e ci ha messo dentro tutto l'amore del mondo: è iniziata così una rivoluzione gentile, partita dal cuore grande di una ragazza di soli 16 anni. Ha iniziato uno sciopero della scuola per andare davanti al parlamento e chiedere spiegazioni: perché non rispettate gli accordi di Parigi del 2015, perché continuate a mangiare carne, creare allevamenti intensivi, costruire auto, estrarre petrolio, bruciare carbone, disboscare, inquinare mare animali bambini e anziani? Perché uccidete il pianeta e non ci dite niente? ... E quando i politici svedesi hanno invitato questi co

Roma.

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Arrivo all'aeroporto di Fiumicino e trovo il sorriso magico di manuelina ad attendermi. Corriamo al mare.. ci facciamo scompigliare i capelli e il cuore da un vento che lancia in cielo aquiloni e spiriti liberi. La ringrazio per aver viaggiato fino a prendermi, per avermi accolto con un abbraccio che sradica distanze, per avermi dato 3 gioie chiuse dentro una sola immagine: un fresco vermentino e una calda tazza di caffè poggiati di fronte al mare di Roma. Ci raccontiamo di come abbiamo trascorso questo tempo, di come abbiamo vissuto su sponde lontane le nostre giornate. Risate, abbracci, racconti, spensierata leggerezza viaggiando sulle note di Nina Simone e Coldplay. L'aria del mare mi è mancata tanto e rigenera la mente; una nuova energia nell'aria romana mi libera da ogni stanchezza e sento profonda gratitudine per ogni momento rubato al presente. Arrivo in zona, tutto sfuma, non mi fa più un grande effetto trovare la via di casa, non emergono le differenze come

The longest road home.

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I ribelli del Kashmir non vogliono farmi tornare alla vita occidentale, così il volo per Istanbul ritarda e io dovrò dormire in Turchia per partire il giorno dopo. Al cech-in attendo piu' di un'ora per il biglietto, non mi fanno passare il sacco a pelo e dovrò sbrigarmi tutto il resto ad instanbul. Guardo una signora affannarsi nelle pulizie, la guardo e le chiedo se accetta il mio sacco a pelo; lo prende, ride di cuore, va verso il bagno e lo mostra al suo collega, una tenerezza fuori tempo. Ripercorro i momenti vissuti nel viaggio: il mio cuore non finirà mai di essere grato a tutti i nepalesi che mi hanno aiutato in questo cammino. Dalle ricerche delle strade, nel trovare i mezzi, nel tenermi lo zaino, nel riconsegnarmi cellulare e vestiti lasciati nel bus, nell' accogliermi in strada tra loro, nel farmi sentire in famiglia, seduto in strada per un chai, invitato in casa, ospitato in una home stay dove ho potuto vivere tra loro, la loro quotidianità, la loro gentilezz

In viaggio.

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Sono le 5,30, è buio, ci sono solo io e i cani che mi ronzano intorno. Vedo arrivare donne che recitano canti religiosi, accompagnate da monaci. Il Bus parte alle 6, si ferma per la benzina, prendono a calci la serranda per svegliare il tipo del distributore. Aspettiamo interminabili minuti. Un viaggio di 10 ore, tra le solite buche salite e discese. Arrivo a Kathmandu,  non voglio taxi, cerco di comportarmi come un locale, vado a piedi, prendo una via, riconosco un ponte, mi oriento e prendo un bus, dico il nome di una zona che ricordo, arrivo a Gaushala e alla cieca scendo, perdendomi tra i vicoli. Una guardia giurata cerca di aiutarmi, un altro gentilissimo mi fa attraversare vicoli e sorrisi nella più autentica Kathmandu. Proseguo solitario verso l'aeroporto, cerco l'hotel ma non si trova e nessuno sa dove sia. Guardo il cielo sfoggiare una luce tenera sul mio cammino, mi sento ancora in Nepal. Alla fine dietro una costruzione semi distrutta trovo questo hotel dove a

End.

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Oggi mi godo un bellissimo sole in terrazza, poi vado a fare biglietto per Kathmandu e affitto bici per il pomeriggio. Passo la mattinata a cercare un atm che funzioni, alla fine il tipo della guesthouse mi porta in un altra città a pochi lm, in motorino. Ci facciamo questo caldo succo di polvere e finalmente troviamo un atm buono. Mentre aspetto un porridge mela e banana e frittelle con patate rifletto sullo scorrere del tempo. Sulle scelte urgenti che bisogna prendere per difendere il patrimonio spirituale di un'umanità sempre più debole, nel cuore. Togliere un pezzo di carta dalla strada, pulire un giardino, riciclare plastica, conservare foreste, istruire bambini, porgere mani e pasti, dare un letto, una moneta, creare un proprio orto con prodotti freschi, lavorare la terra,andare a piedi o in bici, mangiare amore e non dolore, vita e non morte, vivere nel bosco, camminare sotto il cielo, abbracciare un albero, guardare negli occhi il mondo e la natura, la vita e le perso

Lumbini.

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Mi stavo meravigliando della curiosa assenza di zanzare, il primo viaggio in Asia senza gonfiori, ed ecco che Lumbini ha riportato tutta nella tradizione. Qui sono ovunque, in camera, in strada, nel tempio.. non si scordano mai di te. Matttinata piovosa e grigia, aspetto per uscire, me la prendo con calma, doccia ( fredda, ma hanno i pannelli solari!😎), colazione  e ricche letture. Mi avvio verso il lungo viale, lascio qualche banana alle scimmie che si aggirano tra il fango e le bancarelle, entro e percorro una strada tranquilla tra alberi di sal e corsi d'acqua, una selvaggia zona bucolica.  Faccio il biglietto, tolgo le scarpe e mi avvio nel tempio dedicato a Maya Devi, madre del Beato. Una parco enorme, all'interno del giardino sacro milioni di bandiere si levano tra gli alberi, gruppi di Thailanesi cantano e pregano, una colonna ricorda il famoso imperatore Indiano Ashoka, in visita a Lumbini per  omaggiare i luoghi sacri di Buddha. All'interno del tempio la pi

Loving kindness.

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Salgo per fare colazione e salutare. Conosco il marito di Janika, infreddolito dal vento mattutino e provato dal viaggio di notte. Parliamo di un fatto che ha sconvolto questi giorni il Nepal: un elicottero è precipitato e al suo interno era presente il giovane ministro del Turismo e dello Sviluppo, molto amato dalla gente, per il suo impegno concreto a cambiare le cose. Mi portano un libro dove lasciare una mia foto e alcune righe. Ringrazio, per avermi fatto sentire parte della loro casa. Oggi il mio viaggio porta dove è iniziato tutto: 10 anni fa, una statua in Thailandia, dalle parti di Samui, mi ha fatto cambiare per sempre la percezione delle cose: era tra le palme, vicino sentivo l'odore della sabbia e il vento tra le onde; due occhi calmi, un sorriso senza tempo, la infinita grandezza della pace. In quel volto del Budda, ho capito che tutto era più semplice di quel che credevo. Oggi, finalmente arrivo lì dove tutto è iniziato, dove Lui è nato. Finisco il mio viaggi

Sulla via del ritorno.

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Ultimi giorni da solo. In cammino. In viaggio tra me e il mondo. Un percorso silenzioso, da osservatore e passante, sulla via dell'incanto. Camminando tra i sassi di strade rotte, tra mattoni rossi bagnati dal fango, tra le buche e le pietre, i mercati e le spezie, i suoni e i canti, i calcson e gli uccelli. A piedi lungo scalinate pesanti come macigni, come la storia leggendaria del Nepal, ricca di divinità e fantasia. Una storia che ancora si respira camminando, noncurante dei tempi, né delle necessità moderne. In viaggio dentro me stesso, spegnendo man mano ogni fiammella di un fuoco personale. Un fuoco che arde di desideri necessita un esercito di pompieri. La vita si mosta così com'è. Come sei. Senza filtri. Senza mentirti. Il Nepal è una bella storia. Una storia di famiglie reali, cavalli alati, fregi sui tetti e dipinti sui muri. Una terra antica, ma attuale, una strada per tutti. Una porta da attraversare a piedi passando per ponti, laghi fiumi e valli. Nel

Occhi da orientale.

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Oggi è una fantastica giornata! Vado presto a fare colazione, saluto la tedesca e la famiglia nepalese; mi sento a casa, vengo accolto da una famiglia che mi coccola di gentilezze, e sento che questo è l'unico vero modo per entrare in contatto con il mondo che si vuole conoscere: mangiare con loro, dormire presso le famiglie locali, vedere come affrontano le giornate, come condividono la casa, come stanno uniti in piccoli spazi, come amano mangiare tutti insieme. Janika, la mamma di casa, ride continuamente, quando chiama i suoi figli per cena mi guarda chiedendomi perché deve chiamarli sempre tante volte.. e questo, mi fa pensare che la saggia pazienza della mamma è internazionale.  Mi doccio ed esco per il trekking. Salgo e un ragazzo mi chiama per camminare insieme. Abita in questa zona, mi fa notare come gli alberi che ci circondano siano famosi per aver curato persone malate di cancro, prorio qui vicino c'é  lo United Mission Hospital Tansen,  solo respirare in que