Occhi da orientale.


Oggi è una fantastica giornata! Vado presto a fare colazione, saluto la tedesca e la famiglia nepalese; mi sento a casa, vengo accolto da una famiglia che mi coccola di gentilezze, e sento che questo è l'unico vero modo per entrare in contatto con il mondo che si vuole conoscere: mangiare con loro, dormire presso le famiglie locali, vedere come affrontano le giornate, come condividono la casa, come stanno uniti in piccoli spazi, come amano mangiare tutti insieme. Janika, la mamma di casa, ride continuamente, quando chiama i suoi figli per cena mi guarda chiedendomi perché deve chiamarli sempre tante volte.. e questo, mi fa pensare che la saggia pazienza della mamma è internazionale. 

Mi doccio ed esco per il trekking. Salgo e un ragazzo mi chiama per camminare insieme. Abita in questa zona, mi fa notare come gli alberi che ci circondano siano famosi per aver curato persone malate di cancro, prorio qui vicino c'é  lo United Mission Hospital Tansen,  solo respirare in questa foresta ha fatto miracoli. D'altronde, medici igienisti dai tempi antichi portavano i pazienti a camminare nel bosco senza riempirli di nessun medicinale!!

Facciamo un pezzo poi si unisce agli amici e io proseguo verso la cima. Mi trovo nel cuore di questa foresta, sento solo il vento degli alberi e i richiami degli uccelli, passo tra le foglie e inizio a vedere le cime più alte sporgersi e illuminare il mio passo.



Il riflesso bianco Annapurna come un faro richiama la mia attenzione. Arrivo alla Torre, la stanno verniciando per renderla ancora più bianca, mi fermo per un tè da alcune simpatiche signore che vogliono farmi mangiare samosa a tutti i costi.


Entro nella torre e salgo fino al punto panoramico; da qui, saluto le vette del Nepal, nella mia ultima camminata. Questo scenario resterà impresso nei miei occhi.


Non sono certo venuto qui per le montagne o il trekking, ho camminato per vederle da vicino ma il mio viaggiare in Nepal aveva la sola curiosità di immergermi negli occhi e nei ritmi dei nepalesi, nel loro approccio alla vita, nei loro riti e nelle loro vesti. Però vederle cosi, senza veli, senza cartoline, senza filtri.. è una fortuna per ogni passante. Ora capisco il senso di profondità che i nepalesi osservano davanti a queste altezze, questa poetica e mistica veneranza e devozione di fronte ad una risorsa eterna di infinita saggezza.


 La meraviglia della natura è proprio quando richiama la profondità del tuo essere, quando ti ricorda che ne fai parte, che andrebbe salvaguardata e amata. Davanti a queste rocce, a queste formazioni secolari che trasmettono imperturbabile calma, la mente si fa chiara e limpida come la luce di queste vette. Intorno una gigante macchia verde colora un paesaggio perfettamente elegante, lineare, un riflesso di colori che descrive la vita di campagna. 

Un signore mi fa vedere le sue foto per mostrarmi le qualità come forografo; dopo aver visto tutte le sue personali immagini, ringrazio e scendo per la foresta. Allargo le braccia e sento tutto il prana avvolgermi, respiro questa libertà nella natura, camminando solo.


Alcune persone raccolgono legna, Incontro Hanuman, che mi promette protezione, poi arrivo dall'altra parte a salutare il Budda che domina l'intera valle.


Scendo tra la campagna e i villaggi,


passo da sotto e risalgo, donne sedute intorno al fuoco mi sorridono, mi fermo a  mangiare nel posticino coi tavoli al sole, consigliatomi da Janika. Mi faccio una squisita zuppa vegetale tipica nepalese, mentre due donne vestite uguali mi sorridono e dai loro visi brilla la luce degli orecchini.


Provo a vedere se il Palazzo Reale oggi è aperto. Entro e trovo un desolante stato di abbandono, guardo il museo all'interno e le uniche foto interessanti sono i posti in Nepal che ho già visto.


Conosco un ragazzo che lavora in Qatar, ed é qui in ferie, non ne poteva più di quel caldo afoso. 

Esco sulla piazza che significa " luogo ombreggiato", Sital Pati, con al centro questo padiglione che domina il passaggio ininterrotto di mezzi, moto, gente e canzoni alla radio.


Continuo il mio giro, cammino fino a perdermi; un gruppo di nepalesi festosi durante un picnic mi chiamano e salutano, li raggiungo.
ridono, cantano, musica a tutto volume, allegria e calore umano. Mi invitano a stare tra loro, mi fanno mille domande e ridono di cuore. Torno in macchina con loro tra i  canti e le risate, grato ancora una volta alla gente di questo paese.


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