scegli la felicita'.


Il mestiere migliore è diventare felici.

Mi chiamo valerio, ho 43 anni. Vivo a Roma, ancora con i miei. Sono il classico figlio che non ha mai avuto il coraggio di prendersi responsabilità sia per me che nelle relazioni, una paura fottuta di fare il passo verso una maturità personale e una crescita individuale. 

Mi sono ritrovato grande senza aver vissuto il passaggio di mezzo, quello della stanza e delle bollette, dello studio e delle difficoltà economiche.

Anche  lo studio,ho preso un diploma strappato coi denti dopo aver fatto pagare pesanti rate ai miei in una scuola privata. Poi niente più: la strada, gli amici, lo stadio, la politica, i viaggi, il militare. Timido e rancoroso, non riuscivo più a vivere. Me ne sono andato un anno in belgio, volontariato. Li ho conosciuto un valerio tenero che sa stare al mondo, confrontarsi in altre lingue, aprirsi. Dopo sono iniziate le prime storielle, i primi lavoretti, soldi in tasca e cene fuori, poi tornavo sempre al letto di casa.

Sono stato in spagna, lavorato come animatore, conosciuto e perso la testa per una giovane Argentina.

Torno in italia, vita di sempre, altre storie, trovo impiego in un call center dove ancora lavoro, e inizio a scrivere. Apro un blog, racconto quello che vedo, quello che penso. Cresce una sensibilità nuova, e con lei anche le relazioni cambiano..la rabbia comincia a smussarsi, comincio a prendermi responsabilità delle mie azioni, dei miei sbagli. Il rapporto in famiglia migliora, con mio fratello e con i miei inizio a nutrire sentimenti di gratitudine, mi vivo la mia città, cammino e faccio foto,  la curiosità nei confronti della vita mi fornisce un nuovo sguardo. dopo un viaggio in Tailandia con gli amici capisco che quello che voglio fare nella vita é viaggiare e raccontare, attraverso la penna e la macchina fotografica come vive la gente, cosa sente, come si può convivere insieme serenamente senza soffrire. 

Chiedo un part time al lavoro, che ho tuttora e mi permette di viaggiare ogni anno, facendo esperienze spirituali e di volontariato, cercando di andare a fondo, di capire l'altro e me stesso, cercando una via.

Dopo 10 anni di viaggi in asia, il cammino di Santiago, lo yoga e la meditazione, la scrittura e la solitudine, la vita nella natura e nel silenzio, la passione per le foto e per la vita, ho scoperto che più di ogni altra cosa, più importante di ogni viaggio è capire cosa realmente ci serve per mettere fine ad ogni tormento e rilassarsi da adesso fino alla fine dei nostri giorni.

Una frase di John Lennon mi ha sempre particolarmente colpito: io da grande voglio essere felice.

Per molti può sembrare banale e retorica ma è essenzialmente il cuore della nostra esistenza. 

Se guardiamo ai vip in noi scatta sempre una sensazione di inferiorità come se quelle persone che neanche conosciamo sono importanti perché hanno avuto successo, hanno saputo fare bene qualcosa. 
Ora, io di persone che hanno talento ne conosco molte, ma nessuno le ritiene importanti perché non stanno in televisione o alla radio; sanno fare il loro mestiere benissimo e sono importanti per le vite di chi aiutano o assistono.

Il grande pregio di un vip è che regala emozioni felici agli altri, regala momenti di gioia e di riflessione, e in questo io ci vedo la grande importanza. 

Ma dopo un'ora di concerto o due ore di film tutto torna come prima. Vi siete mai chiesti perché?

Spesso, lo stesso cantante o il grande attore, i calciatori, hanno crisi interiori, rabbia, frustrazione.. eppure, hanno soldi, successo, sono importanti per milioni di persone!!

È proprio qui che voglio arrivare.
La vita che stiamo vivendo non dovrebbe farci sentire meno importanti di nessuno, dovremmo sentirci grati a chi ci fa star bene ma allo stesso tempo non dipendere dagli altri e non far si che la nostra felicità sia condizionata da una canzone o da un film. Il segreto non potrà mai essere esterno al nostro cuore. Che si tratti di gioia o dolore, la causa è da ricercare sempre nello stesso posto, nel modo in cui sentiamo, nel modo in cui ci approcciamo alla vita, come affrontiamo le giornate, i cambiamenti, i lutti, i traumi, gli addii, le delusioni, la fine, i momenti.

È li, secondo la mia esperienza personale, la chiave di tutto.

Io medito da ormai diversi anni, ho fatto diversi tipi di yoga, praticato meditazione di osho, di krishna, di buddismo tibetano, Vipassana, di krishnamurti.

Dopo tante prove e metodi vari quello che oggi più mi rappresenta è il sentiero buddista e la pratica del Kundalini, di cui sto facendo un corso per diventare insegnante.

Se non fermiamo la mente, se non troviamo silenzio e pace, troveremo sempre un motivo per riaprire una ferita, riesplorare il passato, lamentarsi dell'altro, del lavoro che non ci piace, del politico, dell'ambiente,  del traffico, del sindaco, della compagna o del compagno, delle multe, degli amici, dei terroristi.. i motivi per dare da mangiare alla frustrazione interiore sono milioni, e spesso neanche ce ne accorgiamo. 

Ciò che fa leva in maniera più pesante sulla bilancia é il nostro desiderio sempre, incessante, di trovare qualcosa di più, diverso, migliore, che ci dia emozioni, parole, complimenti, soldi, stima, esperienze, piaceri, successo.. e via dicendo. Non si finisce mai. Pensiamo di meritarci tutto e che siamo più importanti degli altri. 
andiamo nel pratico:

Mi chiama il call center del gas per offrirmi una nuovo piano, mi arrabbio.
Vado nel traffico, mi arrabbio.
Sto in fila al bar, mi arrabbio.
Non mi piace la pasta, mi arrabbio.
Mi sgrida il capo, mi arrabbio.
Arriva una multa, e il classico delle reazioni è: ogni giorno ce né una.
Ma anche di bellezza ogni giorno ce né una e se proprio quella bolletta ci mette in difficoltà possiamo iniziare a privarci di : telefono, netflix, televisore al plasma, abbonamento Sky, giubbotti, scarpe, macchine .. etc.

Come le negative anche le notizie positive possono essere milioni, basta solo volerle guardare. Nostro figlio ci viene a trovare, oggi c'è il sole, sono in salute, vivo in una splendida città, posso permettermi il caffè e anche un gelato, ho un lavoro, posso camminare, andare al parco al cinema, incontrare gente, fare foto, scrivere, correre, cantare,ballare, godermi la pioggia anziché pensare al vestito che si bagna, salutare e dire buongiorno, scusarmi e ringraziare, accarezzare un cucciolo, giocare con un bimbo, ascoltare un brano, vedere un quadro... etc. La vita è bellezza senza fine, ma abbiamo smesso di guardarla, o lo facciamo una volta ogni tanto. Lei intanto passa, noi ci invecchiamo e non lo accettiamo, continuiamo ad arrabbiarci, a stare male, a vivere di aspettative e desideri, anziché nel momento presente, respirando pace e tranquillità, ascoltando gli uccelli, le onde del mare, il vento tra gli alberi, il calore del sole, il suono di una voce, il sapore del cioccolato, l'abbraccio di un amico, la lentezza di un passo rilassato, il tempo che ci viene incontro, la paura che scompare appena desideriamo meno, appena spostiamo l'attenzione da noi verso l'altro, verso un dolore da calmare, verso un affanno che ha solo bisogno di ascolto. Se restiamo appesi alle nostre individuali esigenze mai placate finiremo per non gustarci niente. Finché non capiamo che la nostra vita non è separata dagli altri ma è una sola cosa con tutto il resto, ogni cosa ci sembrerà sempre più assurda, ingiusta, inspiegabile.
Ho imparato a vedere il dolore in ogni cosa È proprio questo che ti fa capire la vita. Se vedi un uomo camminare, dalla sua postura puoi leggere terribili pensieri, puoi intravedere la luce o l'oscurità, la paura, la disperazione. ognuno di noi cerca continuamente ogni giorno di relazionarsi con qualcosa o qualcuno altrimenti si sente perso. Per questo sono arrivate in nostro soccorso le tecnologie, per fare addormentare sempre più la nostra parte creativa e vitale per stare li a guardare gli altri fare. Badiamo in maniera ossessiva a chi ci guarda, cosa pensa di noi, poi in maniera ossessiva guardiamo gli altri e siamo noi a giudicarli. Per sentirci vivi ci dobbiamo ad ogni costo sentirci separati, diversi, unici, speciali, in diritto di esprimere condanne e pareri su tutto e tutti. Viviamo di esterno e mai di interno. Guardiamo tutto ciò che sta fuori da noi, ciò che è distante, e non vediamo cosa ci succede dentro, cosa siamo davvero, cosa pensiamo in maniera spontanea e naturale, senza condizionamenti esterni. Ci perdiamo cosa abbiamo davanti, intorno, perdiamo la curiosità di conoscere cose nuove, persone diverse, abbiamo paura di cambiare come se fosse una sconfitta anziché il senso della vita, il passo verso la ricchezza. Il vero talento lo abbiamo dentro, è gia tutto li. Basta andare a scavare, con le nostre mani potremo tirare fuori il nostro meglio e darlo agli altri. E questa scoperta, senza essere dei vip, ci potrà cambiare la vita. Se ho la capacità di ascoltare, anziché farlo una volta sola al mese con un amico, lo posso fare con mille. Se sono un bravo corridore posso rendermi utile a chi non può camminare. Se so fare foto, posso raccontare realtà che non si conoscono, se so scrivere posso tirare fuori parole migliori, se so cucinare posso far felici le persone, se so ringraziare posso iniziare a gustarmi con gratitudine ogni cosa che vivo, ricevo, dono, guardo, assaporo, tocco. Ci sembra ogni giornata la stessa, ogni cielo dello stesso colore, ogni tramonto uguale, ogni persona niente di speciale. Viviamo il meglio quando siamo giovani poi tutto diventa routine: matrimonio, figli, birretta con gli amici, champions league, vacanza a fine anno, stop. Fine della vita. È davvero tutto qui? Come dicevo, ciò che ci rende tristi spesso è la noia, ciò che ci mette a disagio quando siamo soli è che non abbiamo nessuna relazione con noi stessi quindi appena cala il silenzio corriamo a prendere il cellulare per vedere se ci hanno scritto, se è fico quello che diciamo, se la nostra foto piace, se ho amici, relazioni, lavoro, se mi stimano. Nessuna riflessione su dove sbagliamo, tranne quando ci fanno visita gli incubi nella notte. Sono gli altri a sbagliare, il mio Io é perfetto, non ho niente da cambiare, e poi, anche se fosse, ormai è troppo tardi.

Viviamo sapendo di mentire a noi stessi ma preferiamo cosi per paura di soffrire. Preferiamo desiderare tutta la vita la considerazione degli altri piuttosto che una vita soddisfacente, che sia interiormente armoniosa, in pace, equilibrata. Se non attraversiamo i nostri dolori, non capiremo cosa facciamo qui. Se non comprendiamo il senso profondo del nostro infinito legame con gli altri, anche con il più feroce degli esseri, non troveremo mai la via per essere felici. Molti si accontentano, non chiedono molto, basta una vita di coppia e qualche birretta in compagnia, senza far del male a nessuno. Ci sta, è un discorso che ha senso.  Ma è anche un discorso di chi ha sprecato l'intera vita senza mai cercarla, capirla, affrontarla, viverla. Senza rischiare mai, senza andare in profondità, senza fare esperienze con gli altri, ma vivendo solo dei nostri pochi e limitati rapporti familiari,litigando per nulla, sfogando rabbia allo stadio e in tv, con la politica e con la macchina davanti,coi genitori e con la ragazza, a lavoro che ci stressa, contro il capo il collega e il parcheggiatore.. ha davvero senso tutto questo? È davvero questa la ragione della nostra esistenza?Io non credo..

Credo invece in una vita semplice. A contatto con la natura. Camminando insieme agli altri, ma stando anche soli. Amando non solo nostra moglie ma anche il vento che ci soffia sul collo, il cucciolo che corre sul prato, chi ci spinge in metro, il bambino che piange, un altro che gioca, uno che sorride e ci saluta, un signore che ci prepara il caffè, il portiere che ci dà il buongiorno, il nostro corpo che ci permette di camminare e respirare aria libera, pace, cielo e sole, alberi e mare.

La vita è una straordinaria occasione che se restiamo a guardare rischiamo di sprecare senza aver mai provato cosa significhi essere felici.

Ciò che secondo me può davvero aprirci le porte verso la nostra strada è disabituarci a pensarla come abbiamo sempre fatto. Per una vita crediamo di avere idee, carattere, personalità, uniche e speciali, diverse, con pregi e difetti, da accettare così come sono, una natura che non si può cambiare, come si nasce si muore. In realtà, tutto ciò che ha formato le nostre idee pensieri e caratteri è condizionato dall'ambiente esterno, da dove come e con chi siamo cresciuti, chi abbiamo frequentato ascoltato assorbito e subito. Tutto questo condiziona e fa di noi altro da ciò che in natura siamo. La nostra profonda essenziale unicità è dentro di noi. Ha radici nel nostro puro amore, ha una storia dentro profonda e lunga chissà quante vite e quante emozioni, ma nulla a che fare con ciò che abbiamo vissuto in funzione dell'ambiente esterno. Se noi sradichiamo tutto il nostro passato, ci ritroviamo improvvisamente liberi e da quel momento inizia una nuova vita, un nuovo sé autentico interamente da esplorare, che non conosce paura perché era solo condizionata da desideri indotti e condizionati che ci hanno fatto credere per una vita che noi avevamo davvero quei bisogni. Una volta tolta la polvere e abbassato il velo, iniziamo a vedere le cose per cosa sono realmente, in assenza di paura e di giudizio, di desiderio e di egoismo, la sofferenza toglie il suo ingombrante peso dal nostro cuore e ci lascia respirare, calmi e leggeri. La gratitudine è uno sguardo che cambia la vita. Si sposa con l'amore per ogni momento vissuto, per ogni incontro e gesto condiviso. Ogni giornata è una preziosa vita da vivere, non possiamo sapere quando verrà il nostro momento ma se viviamo sereni ci arriviamo senza paura, e senza paura accettiamo che ogni cosa finisca, un dolore come una gioia, una storia d'amore come la vita di un nostro caro, la vecchiaia e la malattia, il nostro corpo che diventa debole e meno bello, meno giovane e sempre più vicino alla morte. ma se impariamo a scorgere il sole in un giorno di pioggia troveremo luce anche in un giorno di morte, non perché sia da festeggiare ma perché è parte integrante di un percorso di amore, non esiste buio o male nella morte, non potrebbe esistere morte senza la vita e la vita senza la morte. Nasciamo per portare amore, riceverlo e donarlo, per purificare il mondo da ogni tormento, da ogni paura e violenza. Viviamo in una fase dove guerra e povertà sono ogni giorno una notizia, e per placare fame di vendetta e rabbia di giustizia, possiamo solo porgere la mano e calmare la sete con la nostra acqua, la fame con un pasto, il pugno con una carezza, curare la guerra con la pace, la rabbia con l'amore. Esistono meravigliosi antidoti per ogni difetto mentale, per ogni pensiero dannoso, ogni gesto malvagio. In ogni istante possiamo ricominciare, mettere nuove scarpe e camminare su una strada diversa. Aprendo il cuore, non serve più nessun coraggio, la strada è già spianata. Le difficoltà ci sono e ci saranno, economiche relazionali ed emotive. Ma con uno sguardo di puro e compassionevole amore come può subentrare la paura? una vita spesa con impegno e gioia affronta ogni difficoltà con la leggerezza di una piuma, un cuore saggio sa che uno sbaglio di ieri può essere curato solo da un nobile gesto di oggi. Non dal rancore, non dalla rabbia. La tristezza é un bene, se generata da un' intenzione di bene.Trasforma un cuore da duro a tenero, da brigante a umile aiutante.

Ad ogni salita corrisponde una discesa, ad ogni dolore una gioia, ad ogni vita una morte, ad ogni nascita un peso da scrollare. 

Siamo qui per unirsi al desiderio di pace di ogni essere nessuno escluso. La felicità è il puro desiderio che unisce tutti. Ma molti non ne parlano, come non parlano mai di morire, né di amare. Ma amore, felicità e morte sono le 3 fondamentali parole che dovremo prima o poi affrontare, ed è sicuramente meglio farlo quando abbiamo buona energia che prima di lasciare questo corpo. 

Ho incontrato maestri spirituali trattare male le persone, altri non sapere dire grazie o chiedere scusa. Ho visto un io ingombrante sulle spalle dei più intelligenti, dei più sensibili. Ho visto rabbia e violenza in ogni accumulo di bene, in ogni casa piena di tutto anziché di amore. Solo un pasto e un letto potrebbe valere una vita di gratitudine per chi ci ha donato amore e calore. 

Ciò che ci accade è sempre più importante di quello che accade agli altri. Pensiamo, sbagliando, di essere più importanti degli altri. Se qualcuno ci critica, soffriamo. Se viene criticato un altro, non ci sfiora. Questo perché non siamo abituati a percepire il dolore dell'altro come fosse il nostro. Siamo identificati con un nostro io reale che merita felicità, diverso dal resto del mondo. In realtà noi siamo il mondo,  siamo l'altro, che come noi vuole essere felice e smettere di soffrire, faticare, dimostrare, aspettarsi, aspettare, pretendere,desiderare. Soffriamo proprio perché ci separiamo dal resto, ci attacchiamo a questo corpo, a questa vita, e morbosamente desideriamo sempre qualcosa di nuovo, di diverso, di speciale. Questo è mio, questo è nostro, il mio corpo, la mia casa, la mia famiglia... una vita di illusioni con sopra un carico enorme di dolori. Comprendere l'altro avviene solo attraverso la compassione non l'intelletto, ed è proprio la compassione la chiave per la felicità. E la chiave è dentro di noi. Per svilupparla dobbiamo pensare che l'amore muove il mondo, non l'amore di nostra moglie o nostro figlio, ma l'amore universale. È cio che regge il mondo, ed è proprio non capire questo che genera divisioni, rapporti malsani, furti, uccisioni, fazioni politiche, da stadio, bianchi e neri, ricchi e poveri, nord sud, cristiani mussulmani, rabbia, guerra,  ingiustizia, potere, odio. Se iniziamo stringendo la mano di chi non conosciamo il cuore inizia ad aprirsi come un fiore di loto e capiamo che donare felicità è fonte di felicità. Non ci occorre leggere libri né fare chissà quale viaggio, la realtà profonda dell'esistenza la scopriamo guardando cosa proviamo, cosa sentiamo, senza condizionamenti, liberi da ogni abitudine mentale e fisica. E li sta tutta la verità del mondo. Non serve aver ragione, ricevere applausi o sentirsi migliore. Serve solo donare amore. Senza mai stancarsi. È l'unico lavoro che premia con lo stipendio certo, la felicità.

Un giorno ho letto un libro, "vela bianca", di Sergio Bambaren.

E da lì ho iniziato a capire che sprechiamo la nostra esistenza senza fare quello che il cuore sta cercando di dirci da quando siamo nati.

Dentro di noi, c'è una inestimabile ricchezza, un tesoro illimitato, prezioso, immenso.

Non dobbiamo vederci come gli altri credono che siamo, ma ascoltarci e tornare alla nostra vera natura. Cambiare i pensieri può avvenire in un attimo, basta volerlo. Se siamo abituati a suonare il clacson al semaforo, possiamo dal secondo dopo non farlo più nella vita.

Vela bianca è un viaggio che una coppia di sposati in crisi affronta con amore e coraggio per liberarsi una volta per sempre da ogni paura, da ogni legame con una vita fatta di schemi e controlli, orari e uffici, rabbia e giudizi, un muro costruito con pesantissimi mattoni che una volta crollato ci fa tornare a vivere.

Il contatto con la natura, lo spirito, la semplicità, l'incontro con l'altro, una connessione profonda e pura con ciò che circonda, che non giudica né 
parla. La natura intorno é il silenzio del mondo, dentro quel silenzio respira la nostra vita, la nostra libera e pura essenza. 

Meno abbiamo meno abbiamo da perdere. Come dice Dyer, veniamo tutti da un minuscolo puntino, e in quell'origine c'è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. 

Il monaco che vendette sua ferrari è un altro libro di grande ispirazione. Robin Sherman guida il lettore in un percorso di vita fatto di piccoli passi che diventano un cambiamento enorme e duraturo. Dai pensieri alle abitudini, dall'alimentazione all'esercizio fisico, dal sorriso come arma di distruzione di ogni negatività. 

Un altro libro per me illuminante è stato la via del guerriero della pace. Dan Millman affronta la mente dell'uomo moderno con un prezioso insegnamento: non sei altro che questo momento. Vivi qui e ora, goditi ogni cosa e butta via dalla tua testa tutta la sporcizia accumulata.

Un papà  in fin di vita ripensa di non aver mai parlato con il figlio, un marito si tormenta per tutte le volte che ha tradito sua moglie, un poliziotto gira tra le vie del quartiere e vorrebbe parlare coi ragazzi delle comitive come fossero suoi fratelli, un ragazzo cresce senza genitori, uno senza gambe uno si butta dal quinto piano .. milioni di domande potrebbe toglierci il sonno, milioni di risposte potrebbe unire tutte le strade e portarle alla stessa casa, alla stessa meta. Ricordo di aver pianto quasi senza respiro davanti al corpo di mio nonno, proprio perché avrei voluto sentire cosa aveva da dirmi, avrei voluto dirgli che non ce l'avevo più con lui. Quando ti vengono a mancare i tuoi cari, genitori fratelli amici nonni, il tuo cane, devi fare i conti con il silenzio, il vuoto, la solitudine, la fine, il dolore in fondo al cuore. Ma poi tutto passa, una canzone un film una storia d'amore un viaggio una gioia un'emozione. Alla fine dei nostri giorni solo l'amore verrà a chiederci il conto. In quel momento, fai il giro della tua esistenza e senti di aver perso troppo tempo badando a soddisfare la tua pancia e i propri bisogni. Perché il pensiero più devastante sarà proprio dedicato a tua madre, tua moglie, tuo fratello, il vicino che ti passava davanti, la signora in finestra, hai guardato troppe cose con indifferenza e freddezza, hai dato per scontato cose che adesso, in punto di morte correresti come un pazzo per andarle a vivere, toccare, ringraziare.


Dove c'è amore non può esserci paura, prova a ricordarti il momento in cui ti sei innamorato e senti quanto eri forte, senti se c'èra residuo di una qualsiasi preoccupazione. Quella straordinaria infinita sensazione di estasi la perdiamo quando torniamo a sentirci separati, divisi. Perché è proprio quella connessione profonda, quel senso di unione con l'altro e con tutto il resto che fa dimenticare ogni sfumatura, ogni pensiero, ogni senso di inadeguatezza.
A volte sentiamo di aver dentro di sé un mondo di amore ma non sappiamo dove metterlo, o forse lo sappiamo ma ci sembra più facile continuare a recitare la parte di quello che gli altri credono che siamo. È più comodo da li, continuare a vivere. Prendere l'amore e donarlo è una responsabilità, ci vuole coraggio per dire al nostro instancabile e onnipresente Ego: non ho più bisogno di te, del tuo nome, del tuo corpo, delle tua aspettative infinite e dei tuoi pensieri pieni di giudizi e illusioni; ho bisogno solo di agire per il bene di ogni attimo di questa vita, per ogni lacrima da asciugare, ogni viaggio da attraversare, vestendo solo di Immacolata comprensione, assoluta compassione, aldila di ogni pensiero egoista, di ogni abitudine malsana, vittimistica e lamentosa. Un bambino cresce senza sapere cosa sia credere in sé stessi, cosa sia sognare una vita tranquilla in presenza del silenzio, in compagnia della propria armonia, e dell'altro. Gli si dice cosa deve fare,  dove sbaglia, quanto sbaglia, quanto è sbagliato, e non si tira fuori dal suo cuore un inestimabile valore che può essere prezioso all'intero mondo. Quello che ci viene detto, che viene fatto, condiziona il nostro modo di pensare e sentire, ma sopratutto reagire. Reagiamo ad una spinta, ad un giudizio, ad un clacson, ad un attacco, a chi ci dà torto, soffriamo ogni volta che ci criticano perché in noi torna il dolore di quando eravamo "bambini che sbagliano."

Per mettere a tacere tutto ciò, per porre fine ad ogni dolore bisogna ascoltare il proprio cuore e nessun altro pensiero o giudizio. Una giornata inizia con un buon caffè in silenzio, aprendo la finestra e guardando fuori la vita che scorre. Ringraziare e rendersi responsabili della vita che viviamo. Responsabili di agire con saggezza, consapevoli di avere un corpo e una mente che possiamo mettere a disposizione per gli altri. Se impariamo a dire no a ciò che non ci appartiene iniziamo.a vivere rilassati, senza rabbia, seguendo ciò che è giusto, perché una volta che l'amore diventa il motore di ogni nostra parola o azione, nessun dubbio potrà sfiorarci. La libertà vera è seguire il proprio posto nel mondo senza andare contro nessuno ma.semplicemente facendo delle scelte importanti e coraggiose che diano senso al nostro scopo in questa vita, che è diventare felici,ovunque ci troviamo, e qualsiasi cosa stiamo facendo. 

Uscire dai propri schemi, dalla vita di sempre, dalle abitudini mentali, da ciò che impone il sistema, da ciò che possediamo e ciò che crediamo, uscire da tutto questo richiede impegno, determinazione, coraggio ma soprattutto amore. Quando scegliamo cosa ci appartiene rischiamo di restare soli, ma una volta dato frutto ad un cambiamento cosi rivoluzionario nella propria vita, dando retta solo sempre ed esclusivamente al proprio cuore, la vita esploderà di allegria e leggerezza, inizieremo a prenderci meno sul serio, a possedere meno, a vivere di poco e con semplicità, e riducendo i desideri in automatico la paura di vivere, invecchiare, ammalarsi e morire svanira' come polvere.

Tutto ciò che pensiamo sorge e svanisce,il tempo scorre nel momento in cui stiamo respirando, ogni cosa inizia e termina, incessantemente da un tempo senza inizio. Non ha alcun senso attaccarci alle cose, ha senso comprendere la caducità di ogni cosa, la fragilità di ogni corpo, pensiero, idea, vita. Se realizziamo che tutto è impermanente comprendiamo la reale natura del sorgere condizionato di ogni cosa. Ogni cosa dipende da un'altra, così come noi dipendiamo dai nostri genitori, a loro volta da altri. Dipendiamo dall'amore e dalla gentilezza dell'altro, questa comprensione può in un attimo distruggere ogni errata concezione di separazione dall'altro e da tutto il resto. Siamo connessi al respiro del signore che sta uscendo di casa in un paese del Vietnam, al ragazzo che brinda in un pub di berlino, alla coppia che passeggia  nel centro di  Roma, alla signora in finestra, al papà che prende in braccio suo figlio, all'attore in tv, tutto è connesso, tutto è un solo respiro, siamo una cosa sola, nessun confine, nessuna divisione, siamo per accorciare ogni distanza. E per farlo,non dobbiamo trovare il giusto lavoro, la giusta moglie, la giusta casa, la giusta città dove vivere.  Basta smontare pezzo dopo pezzo l'enorme castello costruito con secoli di illusioni, rabbia, divisioni, egoismi, critiche, giudizi, paure, desideri, attaccamento, avversione, continua avversione. 

Siamo qui per unire la nostra mano con quella dell'altro, è li la radice del vero cambiamento, ognuno dentro di noi possiede una scintilla, quella scintilla la troviamo cambiando i nostri pensieri,i nostri gesti quotidiani, le nostre parole, unendo ogni nostro bisogno 
al bisogno dell'altro.

Nel momento in cui ci svegliamo i pensieri partono e decidono che direzione prendere. Se non abbiamo strumenti per controllare la mente ci ritroviamo in un limbo da cui non sappiamo come uscire. Ci chiama l'ufficio, non c'è acqua calda, arriva una multa, traffico in strada, non si trova parcheggio, il capo ci pressa, non so cosa mettermi,  il lavoro ci pesa, le spese, nessuno si accorge di noi, piove, la strada è piena di buche, il collega ci è antipatico, quello la pensa così, i sindacati sono così, il governo peggio, mi sfogo sui social, contro i vip, contro la squadra di calcio, contro il politico, contro contro contro. Arrivo a a casa, nostra moglie ci chiede cosa vogliamo per cena e la aggrediamo con risposte così dure che neanche noi riusciamo a spiegare. Se accumuliamo così tanta negatività in una sola giornata quella negatività farà parte di noi e cominceremo ad esprimere pensieri che non sono ciò in cui crediamo ma sono condizionati da fattori esterni e abitudini mentali quotidiane. 
Quando ci identifichiamo nel nostro io da difendere e proteggere come un santuario, intoccabile e integro, li inizia una scalata di errate credenze che ci vivere a fatica ogni giorno. Portiamo il peso di aspettative mai soddisfatte, sempre nuove, continue. 
Diciamo spesso di meritare amore, che non riceviamo ciò che diamo. ma se noi proviamo amore abbiamo già ricevuto dalla vita il massimo che potevamo chiedere. Il segreto dell'amore sta nel darlo non nel riceverlo, dobbiamo imparare a consegnare la nostra vita nelle mani dell'altro, ma senza attaccarci a nulla e nessuno. Quando abbiamo qualcuno di fronte dovremmo pensare di donare il nostro migliore potenziale a quell'incontro, anche se solo di pochi minuti. Ciò che avviene ogni istante nella nostra testa è una reazione ad un pensiero improvviso, ad una cosa vista che ci riporta al nostro sé, ad una cosa letta, viviamo.e vediamo le cose condizionate dal nostro limitato e separato punto di vista, che mette sempre l'Io al centro. Un pensiero scatena una sensazione sul corpo, il corpo comunica un dolore, una resistenza, sempre connessa alla mente. se ad un pensiero che sorge non associamo nessun giudizio, nessuna reazione, e restiamo ad osservare, noteremo che ogni pensiero, ogni sensazione, ogni emozione, sorge e svanisce, continuamente. In questo svanire c'è un fresco e pulito soffio di libertà che accarezza il viso e lascia che tutto scorra, perché anche se proviamo a trattenere, tutto continuerà a passare. Una volta messe a tacere le nostre resistenze, il corpo si rilassa e la mente non sarà più la padrona delle nostre giornate ma sarà guidata dalla nostra saggia consapevolezza.

Desideriamo vivere in eterno, questo desiderio genera la paura di morire. Questa paura blocca il nostro volo verso la più profonda verità, che è la vita di questo preciso istante.

Una donna, morto il suo bambino, si recò dal Budda per chiedere un rito purificatorio che potesse garantire al figlio pace eterna e salvezza in cielo;

Il Budda le rispose che avrebbe fatto un rito per il figlio, ma lei sarebbe dovuta andare a chiedere il sale in una casa del villaggio dove non ci fossero stati morti. 

Busso' a tutte le porte, chiese ad ogni famiglia se ci fossero stati dei morti; chi aveva perso il fratello, chi il padre, chi la figlia, ogni casa aveva conosciuto la morte. Con questo
semplice insegnamento, il Budda dimostrava alla donna che non siamo più speciali di altri, che non accade solo a noi, accade a tutti e va accettato come un passaggio inevitabile, un ponte verso la liberazione.
Questo non vuol dire che non dobbiamo curarci della vita, dei nostri affetti o dei nostri cari, ma che se viviamo serenamente ogni istante affronteremo serenamente ogni fine.

Gesù, in punto di morte, restò a guardare i suoi assassini senza esprimere nessun giudizio, senza aver mai fatto cenno a nessuna reazione. Un cuore puro, immacolato e avvolto dalla pace universale, non sa cosa sia la paura di perdere la vita. Un uomo che ha conosciuto dentro di sé l'amore per il mondo, per il vicino o il piu lontano prossimo, per il mare e l'animale, per il fiore e per il tronco di un albero, per il dolore e la gioia, per il corso di un fiume e il silenzio di un bosco.. un uomo che ha conosciuto dentro sé un tesoro cosi vasto e luminoso, come può vivere preoccupato, come può aver paura di restare solo, povero o ammalarsi?

"La felicità può dimenticarsi di noi, ma noi non dobbiamo mai dimenticarci della felicità", così Roberto Benigni, con queste semplici parole ha dato senso alla nostra intera esistenza. 

Se cambiamo il nostro modo di pensare, se ci disabituiamo a pretendere cose gesti e parole per noi e iniziamo a pretendere da noi il massimo da dare agli altri, tutto si trasforma, tutto si riempie di luce, infinita bellezza, calma e stupore. 

Abbiamo questa vita, ma ancor più immediato abbiamo questo momento, non ce lo ridanno indietro, non ci danno altre vite, non ci danno un tempo infinito. Possiamo rendere questo momento eterno come fosse l'ultimo, perché se fosse l'ultimo e lo abbiamo accolto con serenità sarà stato il migliore che abbiamo vissuto. E ci renderà infinita pace.

Iniziamo a vivere senza mente, in connessione profonda col cuore. Lì tutto tace, tutto ha una risposta. Il cuore risponde solo a richieste di amore.

nel cuore di un giardino beato,
canto di uccelli, vento, sole sulla testa,  bambini che giocano.
La vista del verde insieme a quella dei bambini infonde quella tranquillità che più di ogni altra cosa necessitiamo. 
Penso sia fondamentale trovare quale sia il proprio spazio nel mondo. Uno spazio di libertà in cui poter scegliere dove andare e verso chi. La missione di una intera esistenza alla ricerca della felicità può essere racchiusa nella parola 'Amore'. Una volta scoperto dentro di sé, si mette in valigia e si viaggia.

Non ci resta che donarlo e vivere di quello. Ti da soldi, pasti, bevande, è il tesoro della vita, l'oro di tutto il mondo. 

Con quello in mano hai tutto ciò che ti occorre, è una sacca piena di diamanti, puri e introvabili. È un tesoro da accumulare e da portare con sé, ogni giorno,oltre la pensione e la vita stessa.



A pochi passi dalla tua paura risiede la risposta ad ogni domanda. 
Puoi camminare mille anni vedere fiumi e laghi e tutti i mari del mondo, ma il solo viaggio che non conosce ritorno è quello che fai dentro di te. Puoi pulire con un soffio secoli di sofferenze e guarire innumerevoli cuori. Con la sola forza dell'amore. Da quel momento il tuo lavoro è quello che farai con quel tesoro che hai in mano, la tua casa é il mondo, tuo fratello ogni incontro. 

Non hai più nulla di cui preoccuparti, né di vestire, né di morire. Sei dentro l' altro, dentro ogni cosa che vive. Troverai da mangiare negli occhi di chi conoscerai, bere nei sorrisi di chi abbraccerai, da dormire ovunque ci sarà una stella.

Chi apre gli occhi per la prima volta vede il mondo e sembra brillare come uno sconfinato mare. Cosi lo vede chi nasce, chi ritrova la vista, chi scopre l'amore.

C'è una liberazione senza confini nel palmo della nostra mano. 

Tutto è impermanente, tutto è amore.

L'amore purifica ogni azione.

Qualsiasi cosa hai fatto ieri, ora puoi ricominciare.

Sulla via della bellezza.
Viaggi, cammini, scrivi, scatti foto, ti guardi dentro e ti incanti ad ammirare fuori. Non esiste paura di morire, né stanchezza di vivere. Non è  più un peso vivere, è un dono. 


L'amore puro non chiede nulla in cambio. Se realizzi e sperimenti in te l'amore incondizionato la nostra ricerca della felicità è giunta al traguardo. 

Tutto cambia e passa.

La vita è il paradiso che non aspetta la morte, dobbiamo viverla col sorriso, la fine è alle porte.

L'amore che non conosce tempo né condizione, brilla come oro e pone fine alla nostra smania di desiderare.


Se svuoti la mente, troverai cristalli, troverai visioni beate. Senza me e te, senza io e mio, l'essenziale si mostra in tutto il suo splendore. In ogni istante, possiamo osservare i pensieri che sorgono e trasformarli.Possiamo cambiare e migliorare gesti pensieri e parole, all'istante, senza rimandare a chissà quale domani. Secondo dopo secondo, possiamo continuamente trasformare la vita fino a fondersi nella più beata quiete, quella dove non c'è più sforzo, uno stato di assoluta pace. Ci sono innumerevoli antidoti che possiamo usare per trasformare un'emozione negativa in positiva. La rabbia può diventare amore, l'attaccamento trasformarsi in pace, la confusione sposare la tranquillità, la violenza sciogliersi nella compassione, l'odio nella gentilezza, la dualità in unione, l'agitazione in calma, l'avversione un comprensione, l'arroganza in ascolto. 

Se la rabbia sorge non va repressa, ma nemmeno espressa; va semplicemente osservata mentre arriva e va via, in un ritmo di incessante impermanenza, che è la natura di ogni cosa.
...
Ho imparato a non lamentarmi, a prendermi la colpa. E a dire grazie: Al grande amore che non ho saputo tenere. Alla gentilezza amorevole dei miei. 
Agli incontri della vita, agli amici di sempre, ai viaggiatori lungo la via, alla complicità di mio fratello, alle sorprese, alle cose semplici, ad un piatto caldo ed ad un letto senza rete, ad un sole improvviso, un sorriso senza avviso, un saluto, un abbraccio, uno chiedersi scusa guardandosi negli occhi. Ad un gol della Roma e ad un brano di Battisti. Al tramonto sopra i fori, alla passeggiata al parco, ad una mano che prende l'altra, al  perdono che diventa un dono, alle lacrime piene di tenerezza.

Ognuno di noi è una preziosa storia d'amore. Una storia da raccontare, vivere, condividere e raccontare.

Non esiste una pillola per la felicità, non ci sono magie, terapie, analisi e persone giuste che la possano trovare per noi. 
Quello che ho capito, nel mio profondo, è che ho iniziato davvero ad amarmi amando l'intero mondo. Quando in noi due occhi diventano milioni e il nostro corpo è un minuscolo protoplasma parte di un infinito. Il nostro respiro é del mondo, non nostro. Il mondo è parte di noi. Possiamo cambiare la vita in un secondo, la felicità la perdiamo quando pensiamo ad altro e non ci accorgiamo di questo momento.
Non dobbiamo attendere la persona giusta, il lavoro ideale, la macchina, i soldi, le esperienze, la reputazione, il successo .. non rimandiamo la felicità, la felicità esiste ed è dentro di noi. Attendiamo una vita sempre qualcosa che mai arriva. Non arriva perché è già li. Ma non lo vediamo.

Qui, in questo momento, noi stiamo avendo il successo di tutta una vita. Non è mai esterno il traguardo, la ragione di ogni dolore e di ogni gioia siamo sempre noi. Non ci fa bene pensare a cosa fanno dicono o pensano gli altri, ci è utile solo dedicare tutto il nostro cuore a cosa diciamo pensiamo e facciamo noi, in ogni momento, con saggezza e continuo sforzo. Questo è l'unico lavoro che va fatto per essere felici: concentrare la nostra massima attenzione a vivere ogni momento condizionati solo da puro amore. Amor per gli altri che diventa per sé, donare agli altri è donare alla propria vita. 

Ho trovato risposta nell'amore, e da quando mi dà ogni risposta, il mio Io fa sempre più fatica ad avere la meglio.

Un giorno, verso sera, mi trovavo a Tarquinia, e vado in una terrazza a gustarmi un tramonto magico.

Una signora anziana si avvicina a me, 92 anni: scusa, dove ha tramontato il sole? Sai, mio marito diceva sempre che al tramonto va fatta una preghiera, io chiedo solo di morire come lui, senza soffrire. Lui, morto un anno fa, aveva 91 anni. Hanno vissuto una vita intera insieme, ammirando i tramonti sopra il mare, camminando sereni e restando  innamorati della vita. Lei mi dice che ormai vede poco ma ha ancora voglia di camminare, per gustarsi un tramonto o solo per ricordare.

 A Gaeta,  in un bar, conosco un signore del posto. Mi parla di sua moglie scomparsa da anni dopo un lunghissimo periodo di dura malattia:" sono stato al suo fianco ogni giorno per lunghi anni, anche quando non parlava più, anche quando non mi riconosceva. Per tutto quello che mi ha dato, per la vita che mi ha fatto conoscere, era il minimo che potessi fare, accompagnarla fino al suo ultimo respiro, con tutto il mio amore."

Ecco, è proprio così che l'amore trasforma. Ti fa vivere un momento triste con la gioia nel cuore, con un sorriso di tenerezza puoi riempire una giornata di gratitudine anziché di rabbia o sconforto.  

La compassione è l'essenza della nostra natura, nasciamo dall'amore dei nostri genitori e come potremmo non ricambiare vivendo con quell'amore che abbiamo dentro? In ogni cuore vive amore puro, a volte lo dimentichiamo e pensiamo di essere sfortunati, quindi generiamo rabbia e insoddisfazione. Tutto ciò che ci accade ha una ragione e ci mette davanti occasioni per trasformarle. Se ci accade un evento tragico o perdiamo qualcosa di importante il solo nostro salvagente che ci permette di accettare la realtà è l'amore. Se proviamo amore davanti ad un dolore stiamo seminando i frutti della nostra felicità. 

La mente non può farci correre veloci, ma può farci velocemente arrivare in pace davanti ad ogni evento della vita. Proveremo gratitudine prima di mangiare e serenità prima di dormire.

Come ? Sviluppando gentilezza amorevole, comprensione per gli altri e duratura immacolata compassione.

Il desiderio genera paura, la paura rabbia, la rabbia divisione, la divisione violenza, la violenza guerra, la guerra povertà. 

Non si può sfuggire alla semplice realtà di come viviamo e come potremmo cambiare.

Se sviluppiamo fiducia nell'altro la vedremo crescere in noi, se crediamo nella bellezza infinita della vita scopriremo tranquillità e benessere.

Doniamo amore e freghiamocene. Riceviamo amore e ricordiamocelo ogni giorno.

Un sorriso che sorge dal cuore appena svegli é il miglior regalo che possiamo fare agli altri.
...


vado a fare due passi al parco, sento gli uccelli, ascolto il vento, mi siedo per scrivere, apro il libro ed improvvisamente le nuvole tolgono ogni ombra dal viso del sole e tutto si apre, tutto si illumina. 

mi fermo al bar per un caffe', il sorriso di Marcello mi scalda il cuore, saluto roberto, il portiere sempre gentile del condominio dove abito.

cammino e mi guardo intorno, osservo gli alberi e i bambini correre. 

vado in libreria, poi verso il centro, passo un pomeriggio a guardare fotografie, quadri, leggere poesie. infine al tramonto, mi rilasso in una piazza  ad ammirare la vita, la sua luce, la sua infinita armonia. 

a pochi passi dal nostro respiro scorre  nello sguardo dell'altro il nostro luminoso e  beato cammino.
   
scegli la felicita'. adesso.  sviluppa amore per ogni cuore e la pace verra' a prenderti.

sara' il viaggio di tutta la vita.     

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grazie.