Tropea.

Ho scelto di venire qui a tropea per recuperare un po' di forze, elaborare e lasciare uscire liberamente la voce del cuore dopo un silenzio così prolungato. Non siamo abituati neanche per un ora a stare zitti, figuriamoci un giorno o addirittura 10!! Pian piano, quando si torna alla vita normale, mentalmente ristrutturiamo le abitudini, riprendiamo a comunicare col mondo, ci riaffacciamo alla vita degli altri, quello che tutti fanno ogni giorno, anche quando di parlare non ce ne sia molto bisogno. Tornare al rumore, alle macchine, alle grida, ai clacson, al cemento, ai palazzi, tutto fa sembrare nuovo il mondo e io un alieno. Tropea è la mèta migliore per riprendere con calma il proprio posto nel mondo; in questo periodo gira poca gente, pochi turisti e poche macchine, si vive la spiaggia insieme a 4-5 persone. È la mia prima volta in Calabria, e mi ci trovo bene. Mi avevano parlato di gente poco accogliente, invece riscontro con gioia un approccio positivo e gentile. Tropea me la giro a piedi e con in spalla la Canon, vado a vedere la chiesa del Gesù, corso Vittorio corso Umberto passo per via duomo e la cattedrale romanico normanna, attraverso i vicoli, le terrazze, il cannone, i forni, le bandierine appese alle finestre, osservo la natura intorno e un brillante blu del mare sempre come sfondo. C'è una bella atmosfera, i giovani sono allegri, si ascolta continuamente musica, gli aperitivi in piazza vanno di moda e mi incuriosisce osservare le comitive, occhiali a specchio e gelatine sui capelli. Molte case sono antiche, alcuni palazzi del centro storico sembrano cedere, si notano crepe e scritte sui muri ma le strade sono pulite, cestini per la differenziata sono ovunque. Vado in 3 diverse spiagge, mi piace sedermi sugli scogli, godermi questi momenti di pace ascoltando le onde, leggo, scrivo un po', e poi cammino lasciando i piedi nella gelida acqua che splende di un cristallino blu.

Le rocce intorno, il paesagggio circostante, la luce del tramonto, i colori delle case, stromboli in fondo, tutto rende perfetta questa mia sosta in calabria.

Oggi si festeggia la festa del borgo.
“ i Tri da Cruci”. Una festa molto antica che sarebbe la ricorrenza della cacciata dei saraceni dalla città: Enormi figure, sorrette da giovani che ballano al ritmo di tamburi, sfilano intorno le vie del centro rallegrando le persone ai tavoli di fronte al mare, in attesa di un magico tramonto.


La mattina mi alzo con calma, ho la stanza tra la stazione e il centro, un ricco buffet in terrazza con vista mare, una scrivania per scrivere e un piccolo spazio per fare yoga. Di fronte a me, un calzolaio, un forno, un fotografo, signore in finestra e motorini sulla strada, bambini che giocano, si respira una vita tranquilla.

Dopo i primi giorni di relax a tropea mi dirigo verso la stazione, direzione Capo Vaticano. Zaino in spalla e cuffie alle orecchie. Salgo in salita, passo sotto l'antico ponticello e arrivo alla stazione. Stavolta, faccio il biglietto online, dopo l'esperienza a briatico, dove non c'era anima viva sia in paese che alla stazione e ho dovuto far biglietto online per non restare a piedi.

Ossevo la stazione, in attesa del treno mi sdraio in terra, testa sullo zaino, culo sul cemento, e viso al sole. Parte Rimmel di De Gregori, davanti a me i binari e la scritta Tropea, l'immagine si fa nitida e ha il sapore della più pura e profonda libertà. Parte il treno, siedo dalla parte del finestrino e osservo fuori la vita. Oltre gli alberi il mare trascina lo sguardo fino alla Sicilia, mi incanto a vedere ciò che è più grande di me, ciò che non ha ferrovie né stazioni, che non ha limiti ma sconfinata bellezza.

Qui, ovunque mi giro vedo coppie, innamorati turisti o famiglie italiane. Mi intenerisce vedere una figlia che tiene per mano la madre mentre entrano in chiesa, un papà che bacia un figlio, una ragazza che rincorre il suo amato in spiaggia, e mi accorgo che sono l'unico single dell'isola.😀

Sceso a ricadi, incontro una signora austriaca, Anna. parliamo, lei non sa dove andare, io le dico  che vorrei raggiungere le spiagge a Grotticelle, cosi aziono google maps e ci incamminiamo insieme.

Facciamo circa 2 km a piedi, tra i campi, il risveglio dei colori, il mare splendente e un sole che brucia. Lei ha 55 anni, divorziata, infermiera, viaggiatrice da sempre, 3 figlie e un grande amore per l'Italia e la lingua italiana.

Arriviamo giù alle spiagge e lo spettacolo vale la giornata. Due simpatici genovesi ci accompagnano al Belvedere...


 da li saliamo a Punta Faro e ci fermiamo per un caffè. Qui la vista spazia su tutta Grotticelle, le Eolie, arriva fino a Reggio Calabria e lo stretto di Messina.


Torniamo al mare, ci rilassiamo. L'acqua è gelata, lei vorrebbe ma non se la sente. Così mi alzo e mi tuffo. Nuoto, mi guardo intorno ed è un puro amore questo scorcio, la vita si lascia osservare in tutta la sua bellezza. Resto ad ascoltare il gelido scorrere di questa limpida acqua turchese, in pochi secondi mi sento rigenerare, apro le braccia e sento riattivare il cuore e la circolazione. Esco dall'acqua e mi sento rinascere, in vigore e in forza.


 Lei trova coraggio, e dopo di lei altre ragazze vicino a noi. La spiaggia è quasi deserta, incantevole sabbia bianca, scaldata da un potente sole che ci stende al tappeto rilassati e abbronzati. Torniamo alla stazione, tutto chiuso. faccio biglietto online per me e Anna, mangio una mela osservando la scritta Ricadi. Arrivati a tropea la luce è da cartolina, camminiamo fino al cannone, ci sediamo al bar, una corona e alcune noccioline in attesa che il sole scenda a baciare il mare. Lo spettacolo richiama tutti a fare foto e selfie. Ci salutiamo, lei torna in camera, io mi faccio una pizza al vecchio forno. Finisco cotto in camera, guardo la luce della sera prima di perdermi nei sogni.


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