La via del cuore.

La via del cuore è un piccolo centro yoga dalle parti del quartiere infernetto, una zona tranquilla tra roma e la strada per il mare. Una via di mezzo tra la città e la pineta, tra le onde del traffico e quelle del litorale. Una casetta a due piani con giardino, rufugio spirituale dove si insegnano pratiche millenarie ed è possibile sperimentare bagni di gong, canto, danze, massaggi, riflessologia, meditazione, yoga.

Harai Banjhan è un insegnante estremamente perfetta, per come io la vedo. Ride, si diverte, insegna, sprona, stimola, carica, ammorbidisce, rilassa, rincuora, ascolta, riflette, racconta, spazia tra cenni storici e fatti personali.

La prima giornata del corso la vivo insieme ad un gruppo positivo e brillante, come al solito in prevalenza femminile, una calorosa energia potente e pura. Coosco Sandra, di Ostia, donna coraggio ex istruttrice di boxe che in pochi giorni sposa la causa del Kundalini, senza nessuna esperienza di pratica ma con determinazione da vendere. Riccardo, conosciuto anni fa, condivide con me la stessa insegnante che ci ha fatto conoscere il Kundalini, abitando vicini andiamo insieme e ci troviamo in sintonia sulle nostre sensazioni e il nostro approccio a questa avventura. Lui è una persona aperta, gioiosa, fiduciosa e sincera. Meditiamo, cantiamo, balliamo, recitiamo mantra, rotoliamo il nostro corpo in posizioni ribelli che tentano di farci uscire dal nostro comfort. Il nostro respiro di fuoco libera nell'aria la nostra energia e si fonde nel movimento dell'altro, la pratica prosegue mentre ognuno di noi esprime le proprie emozioni. Mangiamo fuori io sandra e Riccardo in compagnia di Hari Bajhan, lenticchie con spezie, riso allo zafferano, insalata, noci, lupini, farro e pomodoro, acqua calda con limone e zenzero. Ridiamo, conversiamo, scambiamo opinioni, ci conosciamo in profondità senza i soliti schemi che proteggono dalle paure. Entro dentro e siedo sul divano, assaggio il pane, le mandorle e i taralli, il gruppo parla delle malattie che possono essere curate sbloccando i centri energetici avvolti nei nodi delle nostre ansie. Prendo una tazzina di caffè e me lo gusto fuori, in solitudine, al sole. Il pomeriggio le meditazioni e i canti si prendono cura del nostro cuore e ci portano in dimensioni spirituali dove potersi arrendere definitivamente. Mi affascina ascoltare le origini dello yoga e della storia indiana, dei maestri e degli insegnamenti, vedo il sole dietro la finestra e il sorriso di Hari Bajhan, il respiro di tutto il gruppo ha il colore bianco dei nostri completi, e in questa luce accolgo una secchiata di gratitudine.  Penso che a volte, la paura, ci fa credere che se avanziamo sulla strada della conoscenza, non troveremo mai sollievo, e che solo restando dove siamo finiremo per stare bene.

Questa comitiva vestita di bianco salta felice sopra il passato come ballerini che danzano sopra ricci, i pensieri volano via come aquiloni e resta solo il mare da ammirare, senza nessun tempo da cronometrare. Questo momento non è calcolabile in numeri o ragionamenti, è l'estasi dell'universo, è la perfetta fine di ogni preoccupazione.

Finiamo beati e stanchi, provati e calmi, grati e vivi. Vivissimi. Ci salutiamo rimadando a domani il ritorno sul tappetino. Mi accompagna Luciana, ex insegnante di greco latino, appassionata di trekking e viaggi solidali, esperta di IYengar Yoga.

Arrivo a casa stremato e leggero. La mente, una volta srotolati i pensieri verso il loro destino, si risveglia fresca e vitale.

È iniziato un nuovo viaggio. Verso nessun paese stavolta, verso me. Nel cuore della più incantevole e profonda gentilezza, un lavoro che richiede impegno e amore.


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