Granada.






































































 Proprio nel mezzo di questo viaggio, ho sentito la gioia che mi accompagnava nei miei lunghi soggiorni in Asia.


Come quando hai sete, appena trovi una fontana, ti sembra di aver finalmente raggiunto il paradiso. Così è la sensazione di felicità.


Chi ha sete, sa cosa cerca, chi la trova, sa cos'è il paradiso.


Arreso al destino, l'uomo che è libero dal tempo, si lascia guidare dal cuore, in ogni pensiero, parola, azione.


Nel viaggio verso Granada, scrivo leggo, ammiro il paesaggio collinare, la coltivazione dei campi, penetra nei miei occhi la luce della natura rigogliosa. Al mio fianco, una signora mi sorride mentre attenda preoccupata la prossima fermata. Mi infonde tanta tenerezza.


Arrivo a Granada e capisco immediatamente che questo è il mio posto. Quando viaggi per tanti anni impari dalle piccole, dall'energia del luogo, dalle sensazioni del tuo corpo, dal primo istintivo passo che fai e dal primo sguardo.


Sopra la stazione le montagne innevate circondano un aria fresca e leggera, ragazzi in bici e volti sorridenti nei bar, sole primaverile, gente bella, dai baristi ai controllori sul treno.


Arrivo a destinazione, Manuela, la ragazza che mi ospita, è sposata con Luca, di Ostia, ora in Francia per lavoro. 


Mi rilasso in camera, leggo e allungo il corpo.


Esco quando la luce del cielo scende sulla cattedrale e sulla cappella reale disegnando lievi ombre e dolci pennellate di rosa e rosso.


Mi fermo proprio lì, nello spazio che mi sembra perfetto, per un bicchiere di birra locale. 


Cammino nelle piazze, nella zona universitaria, tra cupole e vicoletti, respiro una luce che brilla ovunque, mi commuove il tramonto che sfiora i sorrisi dei passanti, degli studenti, ridono tutti, questa luce mi lascia incantato, fermo l'istante e lo metto nel cuore, come un rosa 🌹 da lasciare sul letto prima che lei sia sveglia.


Centri yoga, librerie, punti ristoro vegan, maioliche, gotico e arabo, nei pavimenti e nei negozi, il Bianco delle case, viaggio in un luogo che amo conoscere entrando dentro.


Proseguo lungo il fiume, artisti suonano in piazza, la passeggiata è un via vai di sguardi rilassati e cani che giocano. Un dolce camino tra ponticelli e alberi, ruscelli poggiati sotto il quartiere arabo, nel cuore del centro storico.


La sera vado nel quartiere ebraico, cerco un murales del Nino, un artista di strada qui famoso. Una ragazza con il cane mi porta in un bar a vederne uno, poi mi indica un ristorante vegano dove mangio un seitan al curry indimenticabile.

Nel locale i ragazzi sono squisiti come le crocchette e la maionese. L'arredamento sono i murales del Ninho.


Il secondo giorno faccio colazione in hotel, un posto vegan. cammino fino al cattedrale, poi alla cappella reale, mi perdo in queste affascinanti epoche, mi perdo nelle perfezione degli organi, degli scettri, delle colonne, dei dipinti, del significato profondo dietro ogni preziosa pietra incisa.


Mi fermo in piazza per un caffè. Proseguo in alto verso l' Albayzin, quartiere arabo. Passo salendo tra le vie incantevoli del quartiere ebraico.


Le piazze e le pavimentazioni, tutto antico e intatto, cammino beato nella storia dalle mille influenze che si ritrovano nell'apertura delle persone che incontro, serene e gentili.


Arrivo in alto, il quartiere arabo è un gioiello di arte e tradizioni, ogni vicolo emana calore e pace, il mercato e le signore che si chiamano da una pescheria ad un chiosco della frutta, sono l'emblema di questo mondo che vive in alto, di fronte all'Alhambra.


Mi fermo a mangiare un boccadillo con salsiccia  e formaggio vegan, da un ragazzo che brilla amore negli occhi. Mi augura di vivere al meglio, ogni cosa del mio viaggio, spera che Granada mi sia gradita, e mi consiglia di mangiare su in alto in una grande terrazza.


Così vado su scale antiche fino alla terrazza panoramica che accoglie tutti con sorrisi e musica. 


Resto rilassato con la birretta e il panino, incantato davanti al mondo che ride e canta, di fronte allo splendore dell'Alhambra, sotto il sole e le montagne innevate.


Dopo il pranzo riprendo il cammino fino al vero incanto di tutto il mio viaggio: l'estasi dei palazzi islamici, delle fontane e dei giardini, delle terrazze e dei palazzi storici, una visita di 3 ore con gli occhi spalancati sulla bellezza del mondo, tra le meraviglie lasciate da chi aveva il Divino scolpito nelle mani e nell'ingegno. 


Durante la visita conosco due ragazze di Ibiza, una delle due viene spesso qui per via del padre, originario di Granada. Non finisce mai di restare incantata.












































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