ritorno a Roma.

 il mio amico Roberto viene a prendermi, ce ne andiamo al pub, una bella birra fresca davanti al volto di Daniele De rossi. 


ci facciamo una chiacchierata, racconti e risate, confronti e una buonissima pinsa rossa!


parlo con la ragazza delle origini del nome al locale  birra16, omaggio al calciatore per me piu importante di sempre.


la prima cosa che sento puntando i piedi a terra è la vibrazione diversa.


dura, pesante come il piombo.


le prime conversazioni che sento al pub sono : io ho fatto la seconda, la terza, ieri il mio ragazzo positivo, molecolare, rapido etc .... 


bentornati in italia! 


tutto il sorriso assorbito respirato e bevuto per 10 giorni...svanito via in un soffio!


vado a letto distrutto, poche ore di sonno, apro il pc con gli occhi ancora chiusi e inizio a lavorare.


finisco e vado a camminare, ho il frigo vuoto, mi vado a afre una pasta in una trattoria sulla via ostiense.

al mio fianco sento parlare spagnolo, mi volto e lui mi fa, sorridendo : buon appetito!


sono una coppia di Siviglia!!


un vino rosso della casa, patate al forno e rigatoni con un buon sughetto piccante e basilico.


mi vedo con il proprietario della casa, andiamo a farci un caffè, finalmente un vero espresso!


proseguo la passeggiata, non è tempo da maniche corte come a malaga, il vento picchia sulla pelle e l'aria è rigida.


vado a trovare antonio, porto i miei pensierini. 


parliamo rilassati di questo mio viaggio e del mondo che ci gira intorno.


mi torna alla mente la mia camminata nei vicoli, dentro la roccia, nei boschi, al parco.. la mostra di Picasso vissuta con la gioia di un bambino, e poi appena fuori, con la luce giusta.. dirigermi fino al mare, per prendermi la luce blu del mondo, li dove tutto resta calmo.. anche quando il mondo impazzisce. 


Leggo Murakami e penso proprio a questo: la mente, se mantenuta calma come un mare aperto e sereno, non può farsi condizionare da nessun evento esterno, osserva  senza giudizio, senza entrarci dentro, senza farne parte.

siamo nel mondo, non del mondo.


siamo aldilà, in uno spazio vasto e senza confini.


mi resta ancora alle orecchie la chitarra di Santana, la luce sul teatro romano, gli artisti a Granada, il flamenco a Siviglia, i sorrisi della Signora al mercato sul fiume, la donna del forno, la coppia del Belgio, Isabel di Siviglia, la ragazza del risto vegan, la tedesca conosciuta in ostello con la sua bici e il libro poggiata in finestra, vicino alla tazzina. 


i sorrisi, contagiosi e splendenti come il sole.


l'aria leggera, spensierata, i pomeriggi senza mai guardare il tempo, senza fare niente, solo un bicchiere di sangria davanti al sole e un taccuino dove scrivere grazie.


credo che tornerò presto in questo paese che insegna al mondo  un valore semplice:

siate leggeri, grati, sorridenti, godetevi la vita, divertitevi! 


cammino per il quartiere, due ore tra le strade e i bar senza mai incrociare un sorriso.


sono cresciuto nella contagiosa allegria di mia madre, sempre grata alla vita, ad ogni piccolo dono che riceve. e questo tesoro me lo porto in giro per il mondo, e quando non lo vedo, sento spengersi le luci, si chiude il sipario, si perde il senso.


Ieri trovo la recensione di Isabel che mi colpisce ed emoziona. 




vedo volto incupiti, tristi, arrabbiati, sempre a testa bassa sul telefono. Si perde la vita chi non ha voglia di un nuovo incontro, uno scambio, mai una testa incantata verso il cielo, verso le finestre, verso altri occhi, altre luci, verso un palazzo, un monumento, una casa colorata, un vestito a fiori, un bambino che corre, salta.. insieme ad un cane,,, inseguiti da un gabbiano.. che si perde nelle lontane nuvole, bianche e belle, perfette.





come la vita.




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