il dono di vivere.

 mi sveglio ed è un mattino bellissimo.

l'aria è fresca, il cielo misteriosamente incerto.

il sole passa timido tra i balconi mentre io mi allungo nei 5 tibetani.

golden milk arricchito con cereali avena mirtilli banane fragole e scaglie di cocco.

faccio un caffè, scrivo in balcone godendomi il silenzio di queste ore calme e liete.

Leggo, ascolto musica, faccio i piatti ballando,   pulisco casa canticchiando.

non deve succedere niente di speciale ad un uomo che è contento di vivere.

dove tu sorridi, anche le piante rispondono a questa danza felice, ogni cosa nel mondo si muove e reagisce a quel tipo di energia.

cammino e parlo al telefono con il mio amico cristian, mi chiama gianluca il fotografo per giocare a padel, una delle ragazze che puliscono il quartiere mi guarda e canta mentre con la scopa toglie le foglie dalla strada.

il barbiere che ho scelto stavolta è diverso, mi aveva incuriosito la serranda con le scritte dei Poeti del Trullo. 

Conosco questo simpatico ragazzone che mentre mi taglia con cura i capelli, mi racconta di suo fratello tatuatore e postino, che ha scelto di restare in strada piuttosto che andare in ufficio per sentirsi piu libero. 

il simbolo del negozio è stato fatto dal fratello, che ha anche tatuato tutto il suo corpo.

" volevo che la mia serranda fosse diversa, che fosse un messaggio per la gente,  per me questo non è un lavoro, è un gioco.  starei tutto il giorno a tagliare capelli, il mio sogno è aprirmi un salone sia uomo che donna."

ridiamo, scherziamo, parliamo dei parchi per i cani, della pandemia e la guerra, del quartiere e dei tatuaggi, dei murales che ho  visto in spagna, dei barbieri che ho conosciuto in india, dei tatuatori che vivono viaggiando e che ho conosciuto in asia.

cammino dentro garbatella,  chiamo mio fratello, mi fermo ai tavoli in piazza per un caffè.

una signora dalla finestra grida: Barabba, ce sò le macchine da spostà!!"


vado al banco della frutta, guardo i balconi e lo stile dei palazzi, lascio lo sguardo negli angoli nascosti dei cortili, ingressi senza sbarre che conducono a spazi condivisi.


























Una giornata di sole, al centro con mio padre.

andiamo al Mausoleo di Augusto.

ridere, chiacchiere, abbracciarlo, ascoltarlo, sentire la vita nei suoi occhi, stringergli le spalle, la gioia nell'ascoltare i suoi racconti, il silenzio dei suoi occhi che raccontano milioni di emozioni, scorgere nel suo sguardo tutto l'amore per la vita, per suo figlio, per Roma.

faccio le scale in questo angolo di mondo antico che torna ai romani, dove una volta si esibivano musicisti di tutto il mondo ora si può ammirare la preziosa tradizione di una bellezza millenaria.

Giornate cosi mi restano dentro il cuore.

Vedo papà sorridente, emozionato.





















vado a dormire dai miei. 

una cena serena e amorevole, chiacchierate e risate, il calore del vino rosso e le prelibate orecchiette alla barbabietola di mia madre, racconti e un film tutti insieme.

resto a parlare con mamma fino a tardi.

mi sveglio presto, mio padre è gia in piedi, preparo la colazione, metto le tende in camera mentre mamma regge la scala e ride, di un allegria contagiosa.

vado al parco con mio padre, prendiamo un caffè e facciamo due passi. 

Sediamo al sole, incontriamo amici, giochiamo coi cani, ci rilassiamo al sole.

Al rientro, incontro la mia amica Elena che da poco perso il padre. Lei mi abbraccia e scoppia a piangere; capisco il momento, la stringo piu forte che posso e piango insieme a lei. Restiamo in silenzio per interi minuti, poi lei si riprende, chiede scusa e si presenta a mio padre.

Andiamo a prendere il latte, poi rientriamo.

chiamano gli amici, manuelina, i parenti dalla francia, germania, trentino, citofona mario ed esco.

ci ritroviamo sotto casa io lui e lele, scaldati dal cielo piu bello del mondo.

Arriva Daniela e sua figlia, mia cugina giada porta sempre il sole in casa, passiamo una Pasqua serena e divertente, tra racconti e musica, colombe e lasagne, uova e soprese, gioia che fa quasi lacrimare.

Il giorno di Pasquetta io e mio padre usciamo presto per andare a fare la spesa, poi ci fermiamo alla sala giochi dove ci accolgono con prosecco e colomba, l'affetto di questo quartiere resta il vanto e la fortuna della mia vita.

Dopo pranzo andiamo tutti in centro, per una passeggiata rilassata dentro villa borghese, in una giornata di sole primaverile, passando tra i fiori e pini, nel risveglio della stagione dei colori.

Un caffè, due chiacchiere seduti, ammiriamo il mondo che sorride beato in una giornata di pace.

Andiamo da Fassi per un gelato, al rientro io vado da mario in enoteca,  e poi tutti a casa per vedere la roma.


E vorrei tanto, prima che il sole vada via, portarti al mare    .....
























































































 

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