Ancora Marocco.

Al mio lato destro siede un ragazzo marocchino che vive a ponte di nona da quando ha 12 anni. È sposato, ha una figlia. Sua moglie non lavora, è figlia del cugino di sua madre. Mi racconta che in marocco è usanza sposarsi tra cugini, cosi si resta in famiglia e si è piu al sicuro, ma ultimamente lo stanno facendo meno per via dei bambini che nascono malati o con malformazioni. Lui lavora come facchino in un hotel e come magazziniere in un supermercato. Non ha finito gli studi, sta tornando a fez per rivedere sua nonna, che ha 95 anni ed è malata. Vive a roma a casa della madre con sua moglie e la figlia appena nata, si chiama Ryaan, che significa basilico. Alla mia sinistra siede una programmatrice romana che viene spesso in marocco, ama la Cultura che si respira qui, ha diversi amici dalle parti del deserto. Mentre scrivo, per le strade di Fes, un interrotto concerto di corna muse circonda l'abitato di un rimto tribale, sembra quasi echeggiare nell'aria la forma di ...