Vita.

Mi diverte molto osservare i passi di chi non conosco, mi affascina fantasticare sulla loro solitudine, mi piacerebbe ascoltare ogni bisogno di dolcezza e penso che il più grande incontro che possiamo fare con noi stessi sia proprio attraverso l'altro. Parlando con persone solitarie che incontro camminando mi accorgo del loro bisogno di farsi ascoltare, un grido di aiuto che riesce molto più facile se indirizzato a chi non sa nulla della tua storia, non c'è pericolo di nessun giudizio condizionato dal pensiero che si sono fatti senza badare al dolore che giace in profondità e al bisogno di felicità. Incontro donne che si godono la spiaggia, uomini che cercano educazione nei giovani, baristi che raccontano esperienze di vita, ragazze lasciate e smarrite, cani che vengono trascinati e non più accarezzati, bambini che ti chiedono di giocare, cantanti di strada senza soldi, lenzuola che coprono uomini sdraiati in terra sotto colonne di chiese, anziani così ansiosi di affetto che guardano con gioia un piccolo gesto di un estraneo. C'è un lago di amore non vissuto, un bisogno disperato di ascolto lungo intere vite, un dolore che cammina al fianco di ogni sguardo e rintracciarlo è una pratica ormai sconosciuta alla nostra esistenza frettolosa. A volte, basta uno sguardo, un sorriso, prendere la busta della spesa e aiutare, per quel che possiamo, a posarla in casa, insieme alle preoccupazioni e alle paure. Il mare fa da specchio ad una generazione di giovani che non riesce più a parlare coi grandi, più a stare in famiglia, più a vivere con poco, divertendosi nella semplicità. L'estate romana la sto vivendo in bellissimi parchi che attraverso alberi mostrano il nostro buon cinema che ancora sa raccontare il vivere quotidiano attraverso le difficoltà della politica e della situazione economica. Un vivere quotidiano che mostra sempre quanto sia difficile incontrarsi, conoscersi, stare insieme. È proprio qui, in un contesto freddo che genera distanze, il terreno fertile dove far sorgere facili sfoghi di anime bisognose di amore. Non conoscendo questo bisogno che si manifesta attraverso l'altro, si cade nel più antico degli istinti umani, quello di sopraffare, odiare, farsi nemici, dare da mangiare ad una rabbia mai coccolata e analizzata. Tornare nella società occidentale e vivere secondo le regole imposte da un mondo che parla di libero mercato ma mai di libertà, mai di condivisione, mai di felicità, è impresa ardua come scalare una montagna senza attrezzatura. Un mondo gelido, incrostato da leggi economiche e non più preoccupato dalle leggi morali, del buon senso, del vivere in comune, della vita intesa  come alto valore spirituale da  condurre col cuore in pace.
Non si tratta di voler a tutti i costi disprezzare il luogo in cui si vive per giustificare una continua fuga, piuttosto fare i conti con una realtà che porta le anime in cerca di una vita tranquilla ad allontanarsi il più possibile da condizionamenti e ambienti così intrappolati nell' indifferenza e dell'individuale sopravvivenza che inquinano ogni possibilità di convivenza serena. Allontanarsi da una società che è ormai economica e sempre meno umana per avvicinarsi in luoghi e realtà dove è incentivata e ricercata una dimensione esistenziale più connessa alle origini del proprio essere, alla più profonda essenza, ad una visione spirituale che unisca nel cammino ogni creatura. Nel tempo libero cerco di dedicare a me stesso lo spazio necessario per non farmi risucchiare dalla frenetica corsa senza mèta, mi alzo prima per meditare e fare yoga, mi ritaglio ogni giorno una camminata all'aria aperta, un libro al parco, alcune ore dedicate agli insegnamenti spirituali e almeno una alla scrittura. Nelle ore che restano cerco di approfondire il mio rapporto con la fotografia, vivendo Roma da viaggiatore, scoprendo ogni giorno magie e tesori nascosti. Ogni mia passione che vorrei far diventare un secondo lavoro richiede soldi per fare corsi o master, siano essi fotografia, animali, bambini. Bisogna fare estrema attenzione a ciò che capita sul web. Ho partecipato ad alcuni concorsi e sono stato contattato per sentirmi prima apprezzare per alcuni scatti e poi invitato a sborsare 300 euro per partecipare ad un progetto di e -book fotografico. Così per ogni richiesta di corso che ho inviato. Capisco che non si può vendere la propria professionalità a costi zero ma vorrei capire come fa un ragazzo che vorrebbe imparare nuovi mestieri ad avvicinarvisi se non ha disponibilità. Cerchi un lavoro e non lo trovi se non conosci, se non sei laureato, se sei stato in carcere,  se non hai amici di amici, iscrizione ai sindacati .. uffici impolverati di noia in giacca e cravatta, senza nessuna utilità sociale e di crescita personale, senza che ci sia un impatto tra la propria competenza e la difesa della società in cui viviamo.  Se una persona volenterosa di cambiare se stesso e la società, di migliorarsi e migliorare, non ha opportunità economiche, come può restare dove non viene accettato ad entrare? Siamo dentro una scatola magica da cui possiamo uscire in un attimo, con un soffio di vento. Spengiamo la tv, chiudiamo i conti e gli abbonamenti al digitale terrestre, viviamo. Non ci danno indietro il tempo che è trascorso. La vita passa, e va vissuta nel momento presente come il più importante, come l'ultimo, come fosse il primo dopo anni di ospedale o di prigione, come il più prezioso, come quello che abbiamo aspettato da sempre.

 "Niente finisce quando vivi davvero".

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grazie.