Il cielo del mondo.

 Marco da giorni pensa di allontanarsi per sempre da tutto quello che lo ha reso felice:

Viola, la figlia di 8 anni; Giulia, la moglie che ama più di ogni altra cosa.


Marco e Giulia camminano per le vie del centro di Roma, si fermano come al solito a Piazza Santa Maria in Trastevere per un aperitivo.


Lui la guarda incantato come sempre, mentre lei lo trascina nei suoi pensieri, i progetti come architetto di costruire una casa immersa nel verde, seguendo il suo modello ideale, Mies van der Rohe:

" vorrei un giorno portarti a Casa Farnsworth, farti respirare gli appunti della signora Edith mentre sorseggiava un tè e si godeva il bosco dalle ampie vetrate. Sogno di vivere con te e Viola, in un luogo dove possa dimorare in pace l'armonia tra uomo e natura."


Mentre Giulia parla della casa di Neruda dove ogni stanza affacciava sul mare, Marco sgranocchia due noccioline e non sa come dirle di volerla lasciare.


Ha scoperto da poco di avere un cancro che ha aggredito in maniera irreversibile i suoi polmoni.


Attraversano Ponte Sisto, stanno per raggiungere via Giulia, la via che adorano percorrere a piedi, quella che Giulia sente come una dedica di Roma alla sua nascita.


Giulia attraversa prima di Marco per mostrargli la cornice di un balcone sul Lungotevere, Marco non fa in tempo ad urlare ..


da una piccola traversa sbuca un auto che la prende in pieno.


Marco si getta sul corpo di Giulia ormai senza vita, con la smorfia del sorriso ancora intatta.


Resta in ginocchio con la testa sul petto di Giulia e le mani unite come quando la casa ti va in fiamme e non ti resta più niente.


Poi pensa a Viola, a come dirle che mamma non c'è più.


Nel giro di un anno Marco viene sconfitto dal Cancro, poco prima di morire stringe la mano di Viola, il suo ultimo desiderio è liberarla dal dolore:


" Ti chiami così perchè il giorno che ti abbiamo portato nel mondo tutto era viola, nel cielo di Varanasi: i sari delle donne, gli abiti dei Sadhu, i tessuti, le nuvole, le polveri e le essenze, i tappeti, il colore dei templi. La vita non era come gli altri giorni, non potrò mai dimenticarlo.


Fa che il mio amore per te e tua madre sia la scala cui ti reggerai quando sentirai di cadere, fa che il cielo del mondo brilli sempre nei tuoi occhi. Porta con te, ovunque andrai, l'amore che hai conosciuto. L'amore che ti ha partorito. "


Viola cresce coi nonni, insegue il sogno della madre, diventa architetto.


Proprio durante una visita a Farnsworth House conosce Hugo, un fotografo cileno che viaggia zaino in spalla.


Insieme girano il mondo, finiscono a Varanasi, per cercare quella luce magica che ha generato Viola.


Oggi hanno una figlia scrittrice, Serena. Il suo primo racconto è la storia dei suoi genitori.


Vivono tutti insieme in una casa che galleggia sulle acque del fiume Velino, l'unico rumore che li raggiunge è quello della cascate delle marmore. La casa è completamente open space, ogni spazio si apre alla luce del paesaggio, le pareti vetrate sono un tutt'uno con l'ambiente circostante. Dietro la casa una struttura in legno tinteggiata di bianco ospita pazienti da tutto il mondo per affrontare il cancro con la musicoterapia.

Ci sono orti interattivi per bambini e camminate nei boschi organizzate da Hugo per conoscere l'habitat naturale e la vita degli animali.


Non prendono più la macchina per spostarsi, hanno scelto di vivere lontano dalla città.


Viola, mia madre,  è riuscita a realizzare il progetto ideato e sognato da Giulia, la nonna che non ho mai conosciuto.


Questa casa oggi si chiama IL CIELO DEL MONDO, dove tutti i viaggiatori possono fermarsi e collaborare per dare un piccolo aiuto al pianeta.


Per dirla con mio nonno :  " Porta con te l'amore che ti ha partorito."









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