Estate Romana.

 esco da casa come se uscissi da un abergo in asia... e via ostiense diventa kaoshan road, le luci e i locali, la palla del gazometro, ristoranti asiatici e romani, musica jazz, discoteca, cinema all'aperto.. ovunque la vita brilla di visi abbronzati e  mini gonne, la luce dell'estate mi appare da un tavolino dove ormai adoro passare il tramonto, li dove la luce del cielo viaggia dal mare e finisce tra i palazzi di via ostiense, tra san paolo e garbatella.

esco dalla lezione di yoga con la luce negli occhi e il sorriso della mia insegnate sempre pieno di vita.


musica jazz sorseggiando vino e ammirando la piramide, sdraiato tra gli alberi in un arena di garbatella, in piazza del mio quartiere tra gli amici di sempre, lizio che diventa papà e le lacrime che fioccano come fiori.


trovo la luce dell'estate tra i vicoli dietro piazza navona, tra un gelato a monti e una pizza in piazza, in una mostra a colle oppio che mio scuote il cuore fino a farmi sentire dentro un sogno.

dietro casa ho trovato una spiaggia senza mare e amo passare le ore del mattino nella pace di un oasi cittadina, sopra il tevere. dall'altre parte del ponte marconi, un altro giardino mi accoglie con lettini di legno e passeggiate curate dove possono giocare bambini e cani.

scherzo con le cassiere, coi baristi, dentro gelaterie o osterie, con chi incontro nei viaggi in metro e a piedi, bermuda  e infradito, cuffie alle orecchie, sole sulla pelle, vento della sera che accompagna un lieto sentire l'estate come fosse la prima di sempre, una gioia fanciulla di apprezzare e gustare un caffè, un buon vino, una buona musica, un sorriso, la ragazza toscana che viene qui a roma per studiare cinema e ora lavora in un chiosco d'estate, una turista in metro resta con il vestito appigliata alla scala mobile, di corsa perdo la metro e l'equilibrio, tolgo il vestito e trovo lei con la mano sul cuore e il sorriso ampio.


siedo e una ragazza di colore mi sorride e balla, passo per piazza venezia e una turista bella come una modella spalanca le braccia e mi sorride togliendo gli occhiali, l'aria allegra di chi viaggia a roma contagia anche gli uccelli che si bagnano nelle fontanelle create da chi ama la loro salute. 

pantheon, colosseo, colle oppio, monti, trastevere, marconi, ostiense, testaccio, le atmosfere serene di chi ti vede tornare al bar e ti  accoglie con un Bentornato, la pasticcera che ti accoglie con un "é sempre un piacere vederti.." e ti parla di viaggi in toscana meditando tra gli ulivi, la cassiera che racconta i viaggi in montagna, la barista, il clochard, la giovane dell'est, i bambini che ti strizzano l'occhio e giocano con te, una piccola mora che ti sorride e aggiunge... " ammazza che occhi belli" e ti spalanca un sorriso come fosse una donna grande.


il caffè di mattina presto, all'ombra, tra gli alberi.. roma come fosse il paradiso, nel totale silenzio, nella pace dei cucchiaini che si accostano alla tazza, la barista che canta e ride.  

incantato e beato cammino tra edicole  e bar, tra gli alberi e uccelli, solo come se fossi tra molti, se in compagnia di te stesso sai divertirti è perchè ami la tua compagnia, e ognuna che vi si aggiunge è un nuovo miracolo che accogli con gratitudine.


ogni giorno è un piccolo viaggio.


gabriele mi invita  a casa, è un giardino dove mi sento sempre nel mio habitat ideale, tra i fiori e gli alberi, i palloni e gli amici,  nella pace del verde.


tocco ogni cosa con amore.

parlo con sabrina e davide, paola e maurizio. 


vado da tiziana, mi piego per ascoltarla,  le paure di un genitore  sono un mondo che va accarezzato con cura, scoppia in un tenero pianto .. poi si illumina in un sorrrsio dolce... 



" a valè, io se rinasco,voglio fa la vita tua."

- " si ma tu hai tesori che io non ho, una famiglia e tutto l'affetto intorno. "

" si valè, ma la completezza non è materiale, è dentro di te. "


" sono d'accordo, anche in una relazione, se ci vai che ti manca qualcosa, non potrà funzionare."


gioco tutto il giorno con il cane, con il figlio, facciamo i rigori.. gli chiedo dei suoi amici, della scuola, del calcio... poi gli racconto tutta la storia del nostro quartiere, di come calciava suo padre, di come erano suddivise le comitive e le zone, lui mi fa mille domande, e mi ci rivedo, curioso ed emozionato.

poi vedo la mamma di gabri in sofferenza, la accompagno all'ombra, ci parlo, la aiuto a respirare, le porgo acqua in testa e sui polsi, sulla fronte il viso le orecchie,  le accarezzo la schiena, la tranquillizzo e la ascolto.

i nostri genitori, quando diventano anziani.. iniziano a intravedere il viaggio in altri mondi, a noi spaventa questo cambiamento, ma in realtà   loro si stanno avvicinando a casa, stanno tornando in un luogo senza piu affanni, senza piu preoccupazioni,  dove esiste solo amore e gioia.

siamo in questa vita per toccare con il cuore ogni cosa che incontriamo, che viviamo e vediamo.




















































































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