Vivere una favola.

 la vita mi scorre davanti e dentro, ogni cosa che mi riflette è cio che ho trovato dentro di me.

parlando col mio amico Bob, facevo notare come è semplice e matematico  capire se stiamo veramente creando la realtà che ci troviamo a vivere : "se rimuovi ogni crosta dentro, se vai in profondità e agisci su ogni macchia, quel lavoro di pulizia interna lo troverai fuori. Ciò che hai fatto dentro lo troverai fuori, non si può scappare da questa legge,  non è teoria ma pratica,  se dentro è stata rimossa ogni paura, fuori sarà riflessa la vera natura di cio che sei, la libertà."


il mio amico cristian riprende  a lavorare in spiaggia,  e si affacciano le solite dinamiche familiari ed interne che gli creano un disagio potente... : "

caro brother, tu sai quanto malessere mi ha provocato il lavoro che faccio, un dolore che per anni mi ha accompagnato fino a farmi sentire inutile, schiavo, fallito.

Poi, c'è stato uno scatto, il lavoro è  restato lo stesso, cosi come la citta in cui vivo, e la famiglia.

Ma ho iniziato a vedere il bello in tutte le cose; nella strada che mi porta in ufficio, nel lago, nella gente in metro, nelle persone che incontro, nei colleghi, nei clienti al telefono che sono diventati nuovi incontri.  nei responsabili che prima vedevo come parte del sistema, sono diventati amici, spesso persone che si sono avvicinate a me, per " stare un po rilassati, tranquilli, sempre col sorriso." 

e anche la stessa direttrice, sempre vista come qualcosa di distante e parte del potere, me la sono ritrovata davanti che mi mostrava i figli, le foto del mare, la passione per i fondali e la vita tra gli scogli.

la gratitudine fa il lavoro di tuta una vita in un solo sguardo, in un attimo. 

cosi ho iniziato a ringraziare l'azienda per ciò che mi ha concesso, i miei per l'amore che mi hanno donato, Roma per la luce che mi regala ogni giorno.

Ho visto il bello dove prima non lo vedevo, perche non c'era in me. 

La situazione non è cambiata, è cambiato  il mio sguardo.   

come ho detto oggi a bob .. " non fare quello che vuoi... ma quello che la vita vuole per te. "



Mi piace molto ultimamente giocare a padel in divertenti doppi misti, dove si mischia l'energia maschile con quella femminile, un mix tra forza e dolcezza, pazienza e precisione, l'istinto maschile e la determinazione femminile, la competizione dell'uomo e la fantasia della donna.

Di ritorno dal match mi fermo al sole nel cuore della Garbatella, per un pranzetto affacciato sugli archi e i balconi tipici degli anni 30, un delizioso spazio di libertà e relax. 



Vado a farmi un panino al bistrot vegano a re di Roma. Prendo lo scooter, metto la musica alle orecchie e mi dirigo verso le stadio. 

mi inoltro libero per le vie della città. Da San Giovanni arrivo alla stazione, dalla stazione al muro  torto. all'altezza di villa borghese sento l'odore di primavera  provenire dal parco. Un'aria fresca mischiata al traffico che si dirige verso la stadio.

Ad ogni semaforo mi incanto a guardare i palazzi, gli angoli, le luci diverse ad ogni quartiere.


Dopo diversi slalom giungo su lungotevere, l' atmosfera calda si fa sentire, i vigili deviano le cose tra l'obelisco e la palla. 


Il ponte dell'Auditorium brilla di bandiere giallorosse,  intorno si sentono petardi e sirene, l'aria è incandescente.


Tutto mi è così familiare che potrei proseguire ad occhi chiusi. In queste strade ho vissuto gran parte della mia vita; ho sognato, sono cresciuto, cambiato,  incontrato gente, mi sono emozionato, commosso, arrabbiato, ho scavalcato e mi sono scontrato. In queste strade ho visto generazioni darsi il cambio, passarsi di mano una bandiera, una passione che si tramanda.


Arrivo allo stadio, panino e acqua. 


Mi raggiunge Andrea, che  mi porta una birretta che ci gustiamo in pace, tra il magico ponte Milvio e la piazza.


Camminata serena tra le statue dello stadio dei marmi. Appena entriamo un brivido spalanca il Cuore, tutto lo stadio è in piedi, a cantare l'inno. 


Con André andiamo in mezzo alla ciurma, dove si canta e si scalda l'ambiente. 


Cori, Brindisi, risate e goliardia.

Il capo del gruppo, si volta.. guarda gli occhi di cha dietro, poi con lucida determinazione e una voce calda:  mani per aria, tutti!!!

e in quel momento, mentre tutta la curva viene trascinata da questi 10 ragazzi scalmanati, torno bambino, con gli occhi lucidi dall'emozione. 


La partita non decolla, conosco Rafael, un simpatico ragazzo inglese che non salta  neanche un coro e canta a squarciagola.


Lui vive a Balduina, anche la sua compagna è inglese, hanno un figlio. un altro al mio fianco è invece di Garbatella. 

Con loro parliamo dei quartieri, le piazze che ci piacciono, i baretti, lo stile dei lotti.


Nelle prime file, due ragazze  con zuccotto, giubbotto North Face, jeans e new balance. in perfetto stile ultras, cantano e battono le mani. 

 segnano gli olandesi e  iniziano scaramucce con la tifoseria avversaria.


Mi mancava tanto quest'atmosfera familiare di tifo e passione, di vivere la partita insieme, tifando e scambiando conoscenze di vita.


Proprio allo scadere, la Roma pareggia.. scoppia il finimondo... finisco abbracciato a persone che non conosco, un istante di pura gioiosa follia durato un eternità.

Le mani si alzano in cielo, le bocche spalancate, i gesti di invito alla casa verso gli avversari, le sciarpe sventolano fino ad accarezzarmi il cuore, scendo gli scalini per non perdermi il signore che ride felice, lo abbraccio fino a spostargli lo zuccotto, rid come un bambino. 

Abbraccio tutti, e tutti si abbracciano, come una famiglia. 


Emozioni a mille.


Canti e risate, allegria sugli spalti. Mi diverto  come non capitava da anni.


Ci salutiamo con Andrea, riprendo lo scooter.


Guardo Roma di notte, i semafori che riflettono il cielo, le strade vuote, i parchi silenziosi, le signore a piedi. 


Penso alle macchine che vanno verso trionfale e quelle che vanno a Monteverde, alle vite passate da queste parti, alle persone incontrate, tante speciali, e mi chiedo che fine abbiano fatto. Che fine ha fatto quella vita, quella Roma li, quel me li.


A Balduina passo davanti il portone della mia ex.. dopo 20 anni. Provo a vedere se c'è ancora la mia scritta sul muro del portone, ma è tutto bianco. 


Faccio le strade interne, quel periodo mi torna alla mente e al cuore, e mi sembra di rivivere tutto in un attimo. 


Lei è stata la ragazza  con cui ho fatto l'amore per la prima volta.


Certe strade ti restano addosso per sempre.

 

Passo per Monteverde e anche lì ho lasciato emozioni infrangibili.. ogni angolo di Roma ha un po' di me che ha pianto e riso sulle sue vie, sui suoi muretti, dentro i portoni, sulle scale,  sulle sue grandi e piccole strade.


" Siamo soltanto bagagli.. viaggiamo in ordini sparsi "



Torno verso casa, con il sorriso di chi ha vissuto una serata di gioventù, tra i gradini di una curva, le canzoni di una volta, gli abbracci di un umanità ancora autentica, le strade di un amore.


Ad ogni semaforo, nel viaggio di ritorno, ho guardato di notte la bellezza della vita.


Ed era così accecante il riflesso della sua bellezza da farmi dimenticare che intorno era tutto buio.




















































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