Nel mondo ma non Del mondo.
La verità
quando mi chiedono: ma se davvero questa vita è preziosa e va vissuta come un dono raro e unico, come devo vivere il fatto che mio figlio si uccide a 20 anni o un bambino muore a 3 anni per un malore ?
io non ho la risposta.
io non so.
ed è una grande forza liberatoria ammettere a se stessi di non sapere.
è un inchino.
io l'unica cosa che posso fare e sento nel mio cuore è affidarmi alla vita.
mi affido non come un cieco e obbediente credo religioso, mi affido perche io credo che la vita non si sbaglia mai, credo che ogni evento sia perfetto, anche quando è terribile e devastante da accettare.
io credo alla bellezza della vita, alle sue leggi universali, ad un ordine sacro, ad una giustizia che non possiamo comprendere con la mente o con le emozioni, la dobbiamo incarnare dentro.
farla nostra, diventare la vita stessa e sentirla dentro le ossa.
come ho detto ad una mia amica che mi ha confessato il rapporto difficile con la sua rabbia , la relazione con un figlio ribella, la paura di non sapere come uscire da un blocco troppo piu potente di lei.
io le ho risposto che non doveva giudicarsi e che suo figlio riflette la sua rabbia, è sempre uno specchio ogni nostro rapporto.
la rabbia è un fuoco, ma se ci comanda, finirà per schiacciarci.
una mamma che si libera siede accanto al figlio, lo abbraccia e le mostro un alibertà che avvolgerà anche lui.
una mamma libera scioglie un nodo karmico di piu generazioni.
e come ci liberiamo?
perdonarci è il piu grande passo della nostra vita.
finche non ci perdoniamo continueremo a credere di non meritare amore perche quel male ricevuto, in fondo, ce lo siamo cercato.
e una volta perdonato noi stessi possiamo perdonare il mondo intero, cominciando da chi ci ha riempito il corpo e l'anima di cicatrici.
ma il perdono non deve essere nella mente, deve entrarci nelle ossa, scavarci dentro fino a farci sentire la pelle che si alza ed esce dal corpo.
attraversarci, come un fuoco che divampa e trasforma l'aria.
una donna che entra in quel fuoco ne esce rinata, come se fosse appena uscita dalla pancia della madre.
ogni anima sceglie quanto stare e cosa viversi, se abbiamo la fortuna di capire il senso di questo cammino terreno, faremo tesoro di ogni passo, con gli occhi lucidi e meravigliati da ogni polvere che alza il nostro piede.
la parte di me che preferisco non è tanto quello che mi viene detto e che ovviamente fa piacere alla personalità, quando mi vengono sottolineate determinate qualità.
cio che piu amo di me è quando sono calmo, gentile, quando mi mostro leggero e caloroso, quando nutro rispetto per ogni essere che mi passa accanto o che incontro, quando ad ogni scambio mostro amore, anche senza conoscere l'interlocutore.
mi piace quando entro in ascolto, quando sono educato e sorridente, ad ogni mia gentilezza sento il corpo scaldarsi e mi sento migliore, in armonia con il creato, ogni mia atto di generosità splende sul mio volto e sulla mia pelle, gli occhi cambiano perche rivestiti di amore.
è questa la parte di me che adoro, quando non reagisco ad una spinta o un insulto, ad un silenzio, quando vengo aggredito e provo amore, compassione, accettazione.
quando vedo Dio in ogni forma, luce, angolo, odore, movimento.
la dolcezza di un mio andare lento e grato, l'attenzione nel curare parola e respiro, pensiero ed emozione.
la gratitudine che mi sconvolge il cuore per ogni secondo che vivo.
il mio giocare con bambini persone animali, con me stesso, con la vita.
il mio danzare, il mio alleggerire, ridere, divertirmi, cantare, gioire.
il mio andare leggero per le vie del quartiere,
le mani in tasca e gli occhi commossi dalla bellezza di un cielo pomeridiano, dai cortili dei lotti, una signora in finestra, una veste a colori, un canto, un bambino che corre, le luci dei lampioni, i balconi, le stelle in alto, il sole, un canto, i negozi, le strade, un caffè al parco, un libro, un film al cinema.
il silenzio, scrivere ai tavoli di un bar, la tranquillità di camminare senza tempo, senza telefono, senza niente, tutto cio che posseggo è la padronanza della mia gioia interna.
la libertà vera è quando esci dal tempo, tu non ci sei piu ed esiste solo questo momento.
la morte vera è quando la personalità cessa di resistere al Divino che sei, e quale altra morte potrà piu raggiungerti una volta vinta quella resistenza ?
è la paura a tenere in vita l'ego, quando ti affidi, sei nel mondo ma non ci sei piu dentro, non ne sei parte, sei parte dell'eterno, del vento, del tutto.
quando dalla tua carta d'identità, sei libero.
ma libero per davvero.
e puoi arrivarci solo se stai dentro le tue ferite fino a farle esplodere in cielo come fosse stelle ricoperte di oro.
solo attraverso tutto cio che hai tenuto in vita, puoi raggiungere la vetta e uscire per sempre dall'eterna ripetizione.











































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