è tutto nella mente.

 Mi piace guardare la vita dal balcone, vedere il mondo che mi scorre sotto e che mi offre sempre uno spinto, uno sguardo nuovo.

dall'alto, le cose si vedono meglio.

cos'è che veramente ci fa stare male?

da dove parte ogni dolore del mondo?

da dove sorge la sofferenza, qual'è lorigine.

anche se ogni syoria ha condizione e cause diverse, c'è una fonte originiaria che accomuna tutte:

se ci siamo liberati o mneo  di una credenza che si è imposessata del nostro ondo interiore.

tutto ha origin nella nsotra mente, è lei a guidare il nsotro mondo emotivo e fisico, è lei a guidare i nsotri passe e a proseguire su una stessa strada aggrappata alle ferite comefosse casa. 

andrebbe indagata la mente, non le malattie, andrebbe indagato cosa avviene nel nsotro icnoscio e da cosa proviene tutto il bagglio che ci portiamo qui, che accunlumia con la nsotra inanzia che poi condiiozna il nostro divenatre adulti. 

sclete, errori, passi, tutto ha fatto si che ora, fossimo qui, a fare questi incontri, a cercare amore in nuovi incontri ed esperienze, quell'almore che è liberaizone, ma come puoi linberarrti se non hai liberato un karma che giace indistrubato denbtro la nostra mente ?

rcordo un incontro a varanasi, nell'ultima paseggiata mattutino dentro ilbli del cielo e gli odori del gange-

un ragazzo, giovanissimo, mi viene incontro dopo aver visto che avevo aiutato un senza tetto:

" Quello che hai fatto è il senso della vita. Vuol dire che hai un cuore grande e questo gesto renderà ricco il tuo karma."

Ricordo che siamo rimasti a parlare per un oretta, al tramonto, davanti al gange. Mi aveva anche invitato nella sua casa per una festa, ma dovevo ripartire.

Non potrò mai dimenticare i suoi e quel sorriso. Un ragazzo che era li a cercare di rimediare qualcosa per arrivare a fine giornata, eppure, si è seduto vicino a me e mi ha raccontato storie di saggezza indiana come se fosse un anziano del villaggio, un maestro giovanissimo.


La libertà è dalle distrazioni.

La sofferenza nasce nel nostro desiderio di sentirci amati, visti, riconosciuti, accettati, approvati, avvoltoi, integrati.

La paura nasce dal non essere abbastanza, all'altezza, dal non essere perfetto, bravo, bello, giusto, nella ragione, immortale.

Tutto questo altissimo palazzo si sbriciola come fosse polvere appena ci rendiamo conto che quella struttura non ci appartiene, non esiste un io in cui identificarsi e neanche un per sempre in cui sperare.

La tranquillità è nel respiro del proprio mondo interiore. Un silenzio di pace che giace da sempre al nostro interno e ritrovarlo ci conduce a cosa veramente siamo.


La luce del parco. La chiesa. Il sole del risveglio. La gioia che prende la forma della primavera che splende in cielo e brilla su ogni cosa, sui passanti, sulle foglie, sui fili d'erba.


Un sorriso che splende sul mio volto, una gioia improvvisa e senza motivo apparente.

So di non sapere. 

Questo diceva Socrate. 

Non posso sapere da dove provengono tutte le mie ferite, cosa è accaduto nell infanzia per portarmi oggi a reagire o essere in un certo modo.

Quello che so, le uniche certezze che ho è che se aiuti un' altra persona fai del bene a te stesso. E lo senti nel corpo.

Non è spiritualità o magia. È pratica.


Se apri il cuore, se ti perdoni, se ti metti al servizio, la vita non vede l' ora di mostrati all esterno quello che hai trasformato all' interno.

Sei un mago quando trasformi un ombra in luce, un angolo di buio in una strada illumina dal sole.

Questo è il mago.

Se non sai cosa ti sta insegnando un evento , apri il cuore e amalo, senza metterci la testa.

Questo è ciò che ho sperimentato.

Ti affidi .. anche in mezzo alla tempesta, e splendi di quella certezza che tutto è perfettamente bello e profondamente eterno.

Niente permane ma questo momento è puro oro.

Ogni cosa sorge e svanisce, il corpo come un filo d'erba. Ma la nostra pura essenza è eterna, intoccabile, immortale.

Una serie di momenti d'oro fanno di un corpo un palazzo che illumina le strade.

Soffriamo quando non accettiamo quando resistiamo quando ci lamentiamo quando siamo vittime quando siamo contro.

Se impariamo ad essere fratelli di quel nostro se interno, di quel bambino interiore che allunga la mano per ricongiungersi al me adulto.. quell' unione ci rende uniti e fratelli di ogni essere, siamo uniti alla vita da una certezza di amore.

Questa fede non cancella le sfide ne i dolori ma ci apre la strada al incanto, alla bellezza, alla sorpresa, continua, al viaggio dentro di noi, ad una scoperta che ci mantiene bambini, ad un gioco che ci diverte e ci rilassa, viviamo dentro un sogno e non siamo più identificati con il personaggio del sogno. Siamo chi sta sognando. 

Non identificarsi ci libera da desideri e attacamamenti, dall' ignoranza che ci vieta di accettare che tutto è imperpanente, di cosa abbiamo paura se tutto sorge e svanisce, continuamente, a cosa ci aggrappiamo, cosa desideriamo in eterno? 

Desiderio e attaccamento creano la sofferenza, il dolore è un maestro, la sofferenza è una scelta della mente. Che coinvolge fisico ed emotivo.

Ma noi siamo colui che sogna non il sognatore. 

Siamo libertà senza tempo e senza 

spazio.

Senza paura..

"Un giorno può racchiudere una vita intera .

Nessuno muore mai davvero.

Tieni gli occhi spalancati. 

Così aperti da trattenere il fiato .

Solo un barlume di conoscenza mentre cammini il nuovo sentiero."












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