Rabat.

 Decimo giorno di viaggio, dieci giorni di occhi emozioni odori musica incontri incanti cultura preghiere gentilezza incredibile introspezione silenzio ascolto incontro dialogo conoscenze riflessioni apertura, lavoro interiore, Gioia Libertà relax tempo per me.. per stare nel presente con tutto me stesso .






rilassato ma mai distratto

 concentrato e attento su tutto ciò che mi muove dentro e ciò che posso fare.. per farlo al meglio.

 resto con me e quando senti Dio con te hai vinto ogni paura ogni dolore. 

se sei privo di aspettativa puoi essere pieno in quello che hai e quello che sei.. tutto è dentro di te.

 esco di casa e cammino lungo il mare. Che bellezza passeggiare di mattina per respirare il mare e guardare gli ampi spazi, gli orizzonti aperti il giardino le persone camminare e osservare i movimenti lenti dell'inizio del giorno.

Faccio colazione davanti al mare che guarda la moschea.. latte di cocco mango fragole datteri mandorle noci anacardi semi di chia pane tostato tahina e semi di sesamo.

 tornando guardo una scena che unisce 3 mondi: una turista con un libro sulla spiaggia una donna con il velo che guarda il panorama e un uomo che pesca.

 prima di lasciare la stanza lascio un piccolo pensiero a noufel, una scoppola che avevo comprato in Sicilia. 

lui se la mette subito e mi abbraccia.

 prendo il taxi un signore mi viene incontro dicendomi che ha degli amici in Italia.

Il tassinaro mi dice che questo signore è ora in pensione e ha avuto una carriera da militare nel deserto del Sahara.

 questo giovane tassinaro di famiglia berbera mi racconta delle sue origini nel deserto, mi augura buona vita mettendo una mano sul cuore, non vuole nessuna mancia da me, ha un figlio che fa lo stesso lavoro.

 Sul treno vedo una donna con il velo con il bambino in braccio ma tutti i posti sono occupati, così le lascio il mio posto mi metto sulla valigia e guardo il paesaggio ..  cantando Battiato Lucio Dalla e Calcutta.

una donna con il velo in un viso bellissimo mi chiama per dirmi che si mette suo figlio in braccio per farmi stare al suo posto.

 saluto il piccolo che ride .. gli do 3 leccalecche che scarta come un regalo, ride e la madre con lui. 

mentre ero sul taxi con il simpatico Samir pensavo a  quanto sia bello viaggiare.. cercare di farsi capire e poi trovare in un sorriso una lingua internazionale. 

la bellezza che non ha prezzo nel vedere una piazza una luce una tenda una stazione una veste la gente gli spazi grandi conoscere e arricchirsi di una luce che si posa nel fondo degli occhi .. un senso di meraviglia che una volta conosciuto e vissuto ti resta dentro e diventa una una droga .. è una sorta di Estasi viaggiare.. il viaggio è la vita più bella che si possa desiderare , conoscere e scoprire ti dona dentro il cuore un senso di meraviglia che ti cambia gli occhi.


Ho ripensato a quando di notte io e mio fratello sentivamo mio padre e mia madre parlare della giornata trascorsa.

parlavano di lavoro soldi di cose da comprare per casa e poi di noi, di quello che ho fatto e quello che ha fatto Fabrizio, poi parlando di amici e racconti vari iniziavano a ridere .. io e mio fratello in silenzio ridevamo dietro loro. E  in quelle risa in quei racconti a bassa voce c'era tutta la nostra vita intima, il calore di sentirsi una famiglia. 

 Ci sentivamo a casa protetti dentro una bolla di tranquillità e calore, protetti da un amore che abbiamo sempre dato per scontato Ma che ci ha fatto sentire al sicuro anche da grandi. 

 sentirsi famiglia, una cosa sola è una ricchezza che ti apre il cuore.  

 Al tramonto ho scritto una poesia ad un cuore romano che mi brilla dentro ..

La luce di quel sole sul mare mi ha fatto vibrare tutto il corpo di brividi.

"raggiungimi con gli occhi e non pensare al domani.. 

 senti la brezza sul viso 

Sfiorami le mani

 prendi questa luce che tramonta e lascia che cada 

tra le onde di un pensiero ti raggiungerò 

Ovunque tu vada.


 sarà un bacio a farci ritrovare ..

Avrà il sapore del mare. " 

Poi una poesia ad una ragazza che siede al mio fianco.

 lei ha gli occhi del mare entra in acqua con lo sguardo e si lascia dondolare..

 tra le mani muove il rosario

 E inizia a recitare 

 tra le onde posa gli occhi in silenzio e si lascia amare

  da questo silenzio 

 da questo mare.. 

 da questo momento.. "



Arrivato a Rabat conosco il gestore del Riad dove alloggio che è un regista di film documentari irlandese che si è preso una pausa per lavorare su un film di storia spagnolo.  parliamo di Sorrentino Garrone il cinema italiano e mi racconta che preferisce fare e raccontare storie di vita di vita vissuta e di raccontare storie sul sociale. 

questa mattina quando eravamo insieme a stendere i panni su un terrazzo mi racconta di un suo progetto a Milano in cui ha lavorato per la moda  e mi confida di quanti  quanti scandali ha potuto registrare lavorando all'interno di quel mondo che ha potuto vivere guardandolo da fuori. Tante  esperienze particolari.. "  io  non voglio fare film per raccontare la moda Io voglio  fare  film per raccontare l'umanità dietro quel mondo,  perché non mi interessa della moda a me  interessa degli uomini degli esseri umani.

 esco di casa cammino e arrivo fino alla Medina entro dentro la Medina così subito mi immergo in quello che ormai è il mio Marocco. respirare il Marocco dal punto di vista dei vicoli delle stradine delle focacce vendute per strada della  signora  che mi vende il muffin il ragazzo che mi vende i pasticcini alle mandorle o al pistacchio il ragazzo con la maglietta della Roma che fa il succo di frutta fresca.

 passeggio  per i veicoli mi fermo a vedere gli occhi delle ragazze dei ragazzi nei vicoli delle signore che escono dalle case.. questi occhi  che escono dai veli sono quadri di realismo, pura essenza dell'anima. 

nella Medina passo lungo il viale i giardini le passeggiate lungo le mura e poi scendo giù al mare e  mi incanto in questa passeggiata mi fermo ad una spiaggetta solitaria sono da solo davanti al mare mi fermo a leggere a scrivere a meditare.

 faccio una lunga meditazione che mi porta ad approfondire il senso di libertà e di gioia come se in quella meditazione io stessi nuotando in mare.

 da lì continuo a camminare e  mi diverte vedere questo mondo che gioca a pallone dalla mattina alla sera per le strade fino a oltre il tramonto vedo tre ragazzi che continuano a giocare intorno ad un faro al tramonto vedo questi campi disegnati come facevamo noi un tempo questi lunghi campi e partite  oltre il tramonto con i giacchetti a fare le porte.  anche le  ragazze con il velo che palleggiano e giocano a calcio come dei veri professionisti. 

ovunque trovi i ragazzi e ragazze con il pallone in  mano. Ovunque si gioca a calcio ed è un continuo correre in tutte le spiagge i parchi le strade c'è sempre questo giocare con la palla che mi ricorda veramente l'Italia di una volta. 

da qui proseguo salgo sulla Kasbah e mi inoltro in queste stradine dove tutto è bianco sembra di essere tornati in Andalusia.

 t c'è una grandissima terrazza panoramica dove ci sono dei simpatici ragazzi coi dread che ascoltano musica. 

da qui scendo giù arrivo fino ai souk ai mercatini e poi risalgo per raggiungere la terrazza panoramica e godermi il tramonto.

La luce del tramonto da questa posizione mi appare unica e indimenticabile. Resto  completamente immerso in questa meraviglia mi incanta a tal punto che in quel momento devo scrivere una poesia ad una ragazza che è ancora brilla nei miei occhi .

 volto lo sguardo  alla mia destra e trovo questa ragazza con il velo con due occhi che sono specchiati nel mare,  immediatamente inizio  a scrivere una poesia per lei , finita la poesia La vedo che sta sgranellando   un rosario e  recita a bassa voce delle preghiere le chiedo se stia recitando un mantra o una preghiera e mi risponde che sono  tre piccole preghiere a Dio che si ripetono continuamente,  le perle  sono 99  33 per parte ,   il  Rosario è diviso in tre parti. si chiama Cristina ha una luce sul volto meravigliosa.  anche lei ama scrivere e ha un taccuino,  si è accorta che stavo scrivendo.. " Ho visto che stavi scrivendo, sei un poeta ? No, la ti ho dedicato dei versi.

 l vorrei tanto sapere cosa hai scritto-

 la leggo- 

 - Sono incantata. 

  è spagnola ha un tatuaggio con un fiore di loto su una mano e  medusa sull'altra. 

 mi dice che sono della sua vita passata perché nel 2024 è venuta qui in vacanza e parlando con uno del posto è rimasta colpita dalle sue spiegazioni e vedendo le persone pregare e inchinarsi le ha aperto il cuore, ha capito che quella era la sua strada.

 così da due anni ha cambiato vita si è separata ed è diventata musulmana e ora è qui in vacanza, quando le chiedo che cosa fa  in Spagna mi ha risposto " ora sono divorziata non faccio nulla."  

 ci salutiamo ci auguriamo buona vita. 

Anche lei come me ama scrivere di quello che vive durante il giorno di quello che sente e  insieme ci siamo goduti questo  tramonto  indimenticabile.

Marcus il regista mi chiede "  Ma qual è il tuo piano dopo Rabat ?

rispondo il mio piano è che non ho piani .

lui si mette a ridere " Questo si che  mi piace, mi piace come piano."


Altra giornata di colori , emozioni, incanto.

Ho camminato, mi sono fermato in un caffè, poi davanti alle barche, ho proseguito ai giardini della Kasbah, camminato intorno alle mura, ho cantato, mi sono incantato, mi sono sdraiato su una spiaggia.. 

Ho letto, scritto, seduto nei souk a bere tè.

Ho mangiato dolcetti alle mandorle, limone e anacardi, guardando il mare. Sono stato alla torre, al parco, ho cenato tra le persone del posto. 

Un marocchino che mi aiutato con l ordine per via della lingua, mi ha ringraziato dato il Benevento e augurato buona cena. 

La ragazza che mi saluta in spiaggia, due giovani che mi fermano ai giardini, due alla Kasbah, una si ferma seduta vicino a me nella terrazza panoramica. 

E poi un palestinese, che vive negli stati uniti e ha la moglie marocchina. Si incuriosisce del mio viaggiare da solo. " Ma come sei finito qui, in un ristorante marocchino nascosto che nemmeno io conoscevo. E come ti muovi, treni e bus, che bello!! La cosa migliore del viaggio ! Così ti muovi tra le persone del posto. Ma viaggi sempre da solo? 

La mia famiglia è in Palestina, ogni giorno vivo con la paura. So quello che avete fatto in Italia per noi. La gente sa chi governa , vogliono distruggere il mondo. " 

Il ragazzo del pane, la signora dei biscotti, la ragazza in spiaggia, la pasticcera, il ragazzo della frutta, i ragazzi della cena, il barista la cameriera l'edicolante .. io non ho mai ricevuto così tanto calore sorrisi e gentilezza. 

dall'Italia mi è arrivata una notizia che mi porta a fermare il mio viaggio per tornare a casa. 

Il più grande insegnamento di questo viaggio è che la gioia non è il risultato di ciò che accade fuori, o grazia ad un evento bello. È un stato dell'essere che una volta raggiunto non ti abbandona più. 

Resti in questo stato di estasi e di amore anche quando tutto crolla e il cuore è in lacrime.

Il più grande traguardo della vita è aver raggiunto quella strada.. quella luce tanto sognata.

Una tranquillità che ti fa dire sempre Grazie.












































































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