Casablanca.

 Arrivo a Casablanca senza sapere nulla di questo posto ma solo di una moschea che affaccia sul mare. Oggi quando ho partecipato ad una visita guidata mi ha colpito la frase del simpatico marocchino... " Dio veglia sulle acque.. "

Oltre alla meraviglia architettonica di un capolavoro per gli Occhi .. ciò che veramente mi ha rinnovato il senso del mio viaggiare è il cuore di questo posto. Come si può arrivare qui con un pullman fare le foto alla moschea e andare via e dire sono stato a Casablanca. Non ho mai capito questo viaggiare che anziché donare e ricevere, consuma. 

Ci si perde il cuore, non lo si sente battere dalle finestre, dagli occhi, dal cibo, dai tappeti, dai mercati, dai sorrisi, dai panni stesi.

Cosi, sbagliando una porta, ho trovato il sorriso di una ragazza senegalese che in francese mi ha aperto il suo sorriso splendente come il sole...per dirmi che non c'era nessun problema. O una famiglia di cinesi che mi hanno ridato i soldi della camera, tanti figli e tanti sorrisi , stretti di mano. L'incontro di un umanità che viaggio, il viaggio di un umanità che da secoli cerca di incontrarsi , di colmare le distanze ma non ci riesce. 

E allora la mia mente si perde e va oltre il conosciuto, il preconcetto, prestabilito. 

Si perde in altri mondi.. entra dentro le storie delle case, dentro l'amore che leggo negli occhi. 

Cosi, noufel, sapendo che ero senza stanza.. mi chiama... " Valerio, resti anche stanotte da me e ti do anche la camera grande, ad un fratello romano non faccio pagare niente. Lo faccio con il cuore." 

Ha vissuto a Firenze ed ha un cuore gigante.

La mattina mi i prepara il caffè , mi abbraccia, ha il sorriso che ti fa sentire a casa. 

Così, mi ritrovo da solo, unico straniero, per le vie della medina, tra i banchi i mercati.. le case, i chioschi.

Vengo chiamato da alcuni ragazzi.. che mi invitano per un caffè.. e mi dicono che qui batte il cuore della curva ultras. Ci facciamo foto mi chiedono il contatto.. mi cantano l inno della Roma. 

Poi vado dentro i vicoli.. 

Delle donne mi chiamano per andarmi a sedere con loro.. 

Mi abbracciano .. poi una di loro chiede al ragazzo di portarmi le focacce.. il ragazzo va a prepararmi il tè e quando arriva mi fa.. è tutto offerto da lei. E indica che questa simpatica donnona che lavora coi tappeti.. mi mostra le foto della famiglia, mi dice che suo marito lavora nei trasporti. Un altra mi chiede di sposarla. Un altra mi accarezza e dice alle persone che passano.. lui è " mon cherie.." 

Mi fa vedere le foto di sua figlia.. campionessa in Marocco di lotta libera. 

Resto tra loro a ridere e giocare.. la gente che passa sorride nel vedere uno straniero tra le donne della medina.. nel cuore della città vecchia.. dove la gente a paura ad inoltrarsi ma dove per me è il cuore di ogni mio viaggio. Entrare dove batte la storia e il vissuto di ogni giorno. 

Nella parte nuova è divertente vedere le ragazze giovani che guidano auto, occhiali da sole e vestiti alla moda che ti guardano ridono e ti chiedono la foto, e poi nella parte vecchia queste donne piene di allegria e generosa semplicità che ti invitano a sedere con loro e sono curiose di conoscerti, sapere tua storia, come io sono curioso della loro. 

Mentre mi incanto a vedere la vita nei vicoli.. donne con bambini sulle spalle, cesti di frutta in testa, chi prega chi stende i panni chi vende dolci.. tutti che ridono e mi salutano mi danno il Benvenuto.. mentre sono commosso da questo amore.. mi si avvicina un uomo dagli occhi profondi e la faccia stanca. .. " non ti sembra il Brasile ?"

Samil, vive in strada , ha vissuto in Italia lavorando coi tappeti poi è tornato con la famiglia in Kurdistan. Ora la famiglia è in Egitto con la chiesa lui vive in strada, dorme nelle case abbandonate e si arrangia sperando di tornare in Italia. 

" Quando vedo italiani ripenso a quello che ho perso. E penso a come va il mondo. Non mi importa di mangiare , sono un invisibile , quello che cammina è un corpo, ma non c'è altro. Voglio riprovare a venire in Italia, mi nascondo tra i motori della navi. " 

Gli do un aiuto economico anche più di quello che potrei e spero anche stavolta che gli possa essere utile. 

Lo guardo andare via.. 

Due ragazze da una macchina mi guardano commuovermi. 


Di tutta questa storia, di questi due giorni a Casablanca... Mi resta nel cuore l'allegria della gente, i loro saluti da una casa un angolo uno scalino un bar una piazza un chiosco.. il loro dirmi continuamente benvenuto in Marocco.. i bambini che mi fermano in strada , i sorrisi i dolci i te alla mente il mare che guarda alla moschea e quei canti al tramonto che fanno tremare le onde. Come se quel pregare incessante e chinarsi al Divino smuovesse le acque dentro ognuno di noi e lasciare parlare il mare , con le sue vibrazioni di amore. Con quel suo canto che mi ha fatto contemplare la vita da uno scoglio ieri pomeriggio, notando come l'uomo davanti all'infinito splendore della natura sente nel suo cuore grandezza dell'esistenza e una voce che ci accomuna tutti: l'origine di ogni movimento è un desiderio di pace, si trovarsi uno con tutto , parte del miracolo, della meraviglia di ogni secondo, del disperato grido di amore nel viaggio di un respiro.



































































































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