Essaouira.
Cammino fischiettando per le strade di Essaouira.. beato e grato.
Grato al mondo, alla vita. .
A questi viaggio, a questa libertà, questa infinita bellezza, del vivere, conoscere, ammirare, splendere .
Vivrei così. Trasportato da una città all' altra. Occhi sotto il cielo, musica alle orecchie, il sole negli occhi. Sentire vibrare il corpo e la terra, sentire Dio in ogni cosa.
Nelle persone, in me, nel vento nel mare dentro ogni suono luce sguardo movimento evento.
Ogni lingua, ogni profumo, mi arricchisce lo sguardo, mi allarga la mente
Davanti al paesaggio scrivo, lungo il viaggio. È ciò che so fare meglio, viaggiare e raccontare la bellezza. Titti, una ragazza conosciuta su Instagram, mi ha scritto: per me raccontare la bellezza è terapeutico.
E la penso come lei.
Lungo il tragitto, in mezzo ai campi, all'ingresso di un grande casolare ci sono dipinti di ogni genere, da gabbiani a natura o sguardi umani.. come un invito a meravigliarsi, a vedere oltre le staccionate della mente, li dove lo sguardo si fa più ampio si apre un grande telone verde, un paesaggio mozzafiato che calma e rilassa, dolci colline ondeggiano sotto il cielo e rasserenano lo sguardo colorando di verde ogni forma di vita e donando incanto all'anima.
Vivrei ascoltando storie di altri popoli e razze, scrivendo dei loro sogni e indagando se possano incrociarsi coi nostri. Se questo essere umani sia ciò che dia un senso alle nostre vite, se siamo qui su uno stesso pianeta è per rincongiungersi e darci la mano riconoscendoci come fratelli, abbattendo le barriere che sono solo gli ostacoli della mente. Le differenze non dovrebbero portare allo scontro ma alla ricchezza. Ci portano negli occhi uno sguardo nuovo come fosse la lettura di un libro mai aperto. Siamo legati da un filo che restituisce il senso ad ogni nostra vita che sembra diversa ma è nata dallo stesso desiderio di pace, libertà e felicità.
Ogni essere umano scopre la gioia nel realizzare e nel donare amore. È tutto qui il senso di questo viaggio. È l'inizio e la fine .
Sul pullman, la ragazza vicino a me porta un velo rosa sul capo, e rosa è la sua pelle, candida, come quella di un bimbo.
La sua eleganza nei modi è di un femminile antico, dove grazia e dolcezza sono una danza, un muoversi lento, posando le mani sulle cose con delicatezza e armonia.
Sulla strada, noto un signore anziano che spinge un ragazzo su una sedia a rotelle. Una ripida salita che farebbe scoraggiare anche il più esperto camminatore.
È una scena commovente, di puro amore.
Mira mi ha detto che qui, i marocchini se ti vedono in strada ti danno sempre un passaggio, non ti lasciano mai a piedi.
Due ragazzi sul motorino guardano verso il bus, un pastore ripercorrea strada verso casa, le colline dietro giacciono in silenzio, come a riportare una tranquillità confortevole alla fine della giornata di ognuno, ognuno con la sua storia torna a casa con il desiderio di un bacio, un pasto caldo, un letto.
Appena arrivo ad Essaouira mi ricordo perché ci ho lasciato il cuore. La luce del cielo, il colore dei vicoli, i sorrisi gentile, l'accoglienza, il mare, la musica Gnaoua per le strade, un poliziotto che prega insieme ad un commerciante, il mare, le mura coi suoi cannoni, i baci al tramonto. Ogni vicolo è poesia, ogni negozio una galleria d'arte, mi perdo con gli occhi dentro le viuzze bianche, le porte dipinte, gli infiniti gioielli di artigianato tra le bancarelle. È un museo questo camminare tra i volti i dipinti e il cielo che tende la mano verso le case unendosi in una grande sfumatura di blu e celeste.
Conosco un simpatico ragazzo francese, della Bretagna, che è qui per imparare kite surf . Alto, bello e biondo come un surfista californiano.
Esco a camminare, mi fermo per una pizza marocchina. L'allegria del fornaio mi fa gustare ancora di più questa delizia con le verdure, calda e piccante .
Una ragazza si avvicina e ride, nota la mia gioia ed esclama.. " bon appetit!"
Giro tra vicoli e negozi, tra grandi tappeti e souk di artigiani berberi, respirando allegria e musica. Simpatici ragazzi senegalesi suonano bonghi e ridono, donne dai volti arrossiti dal sole vendono bracciali, passo nel punto dove anni fa ho incontrato Laila.
Raggiungo il castello, giusto in tempo per un tramonto mozzafiato.
A cena torno da Omar, dove anni fa incontrai Sonne ragazza olandese, silvia di Torino, Adele di Cuneo, e joel della Francia. Un vicolo magico, un atmosfera hippy, dove cultura e amore per la vita si fondono, mi ricorda le serate vissute a Chiang Mai.
Omar mi riconosce e viene ad abbracciarmi, " bentornato!!!"
Mira, mi scrive alle 7 del mattino per dirmi che è appena rientrata.
Mi addormento con la luce di quel tramonto, ogni volta che torno al mare , torno a me. Mi ricorda sempre chi sono e ogni volta mi rieduca alla libertà, a quel senso di libertà che mi ha cambiato lo sguardo sulla vita. Davanti al mare ritorno al cuore, sorgono intuizioni, emergono sogni che salgono a galla insieme alle onde.
" Ogni volto che torno davanti a te, io mi specchio .
Ricordo chi sono.
Tu con la tua infinita sete di bellezza
Mi riporti a riva, li dove terra incontra le tue onde.
Li dove tutto si confonde e si perde .
Tu sei lo specchio dei miei occhi, quando ti vedo mi vedo.
È come se in te ritrovassi il cuore.
È come se tu, con le carezze del tuo vento, addolcissi ogni cosa, e mi insegni che la mia natura è la libertà.
I gabbiani che ti volano sopra sono messaggi nel vento che riguardano tutti .
Mi riporti a ciò che Sono.
Ad un senso alto e profondo di pace e libertà, di amore senza confini.
In te riconosco chi sono.
Col tramonto tu lasci in cielo le orme del tuo canto, le forme della tua bellezza senza tempo.
Le persone che ti guardano si colorano del tuo incanto.
È un ricordo, starti a fianco .
È un ritorno al cuore.
Al fine ultimo del viaggio..
Amore."




































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