Rientrare a lavoro.

Aspettare la felicità non può portare a niente. Il tempo è adesso, le felicità è questo momento. Ovunque ti trovi. Non nascondo che tornare in ufficio dopo 6 mesi di aria libera e natura non sarà cosa facile. Ma come sono grato ad ogni cosa sono grato anche ad un lavoro che mi ha permesso di viaggiare e vivere esperienze sulla mia strada verso la felicità.

Ricordo i primi momenti di questi 6 mesi trascorsi...  uscito dall' ufficio ho camminato senza toccare terra, ero parte del laghetto dell' eur,  incantato davanti  alla luce dell acqua, così immerso da sentire l' acqua negli occhi, nelle orecchie, nella pancia.
Una sensazione indimenticabile.
Una sensazione che mi ha accompagnato in sei lunghi mesi di passaggi e paesaggi,cambiamenti e ricordi, pensieri e lacci sciolti, una libertà senza confini,mai provata prima. Ho capito, mentre guardavo il laghetto, che qualcosa stava entrando dentro me, per sempre. E l'india mi ha comunicato cosa era: semplicemente la vita. Come se non l'avessi mai vista veramente. Quella polvere di cui parlano gli indiani é pura verità, non ci fa vedere le cose per quello che realmente sono..mettiamo sempre la nostra posizione e il nostro giudizio davanti alle cose che ci appaiono. Quando ci spogliamo dei nostri condizionamenti, troviamo la pace.Ho vissuto svegliandomi al ritmo della natura, senza sveglia che non sia stata quella degli uccelli o dei mantra. Non c'è cosa che possa paragonarsi ad una pace dello spirito cosi alta e pura. L amore ti entra dentro e spazza via ogni paura, se ne frega del tempo, ti ride in faccia e passa, ti abbraccia e avanza, ballando. É straordinario quello che può capitare ad un cuore innamorato della vita: Corre saltando, ride ballando, si sveglia ringraziando. Non so se libertà sia fare ciò che ti pare ogni giorno. Sicuramente svegliarmi e scegliermi la giornata é stato un dono che ricorderò in eterno. Scegliere di aiutare i bambini costruendo spazi per giocare, o donando pasti, in strada ad anziani senza casa, di pulire mucche ferite dal dolore della strada, cuccioli appena nati, giardini e spiagge, strade e templi.. col cuore allegro di muovere il proprio corpo per gli altri, rendendo utile il proprio essere li, in quel momento,mettendo tutto sé stessi. Col cuore in pace tutto il mondo diventa amore, ogni compagno di viaggio è stato per me un insegnante, un fratello, un amico che non pensavo di poter incontrare mai. Ho vissuto cosi tanti incontri, conosciuto così tante persone interessanti, uomini e donne che non si sono mai vergognate di mostrarmi il lato più tenero,  più genuino. Ho ricevuto aiuto quando non me lo aspettavo, conosciuto maestri, guru, insegnanti, situazioni di disagio paura divertimento e incanto.  Tornare a lavoro non è certo facile. Timbrare sedersi e sentire sopra di te non il vento ma l'aria condizionata. Lavorare non per ciò che sei o sei capace ma perché devi. Mi trovo a 42 anni senza aver saputo davvero imparare una professione. Amo da sempre scrivere e da anni mi appassiona la fotografia, il viaggio, la ricerca, lo yoga e la meditazione, ma una vera e propria professione non l'ho mai imparata. Ma non ha senso guardare indietro, oggi sono questo..e sono contento di tutto ciò che ho ricevuto. Sono grato a tutto, e lo sono al mio lavoro che mi ha permesso di vivere finora tutte le esperienze che ho vissuto. Viaggiando impari da altri popoli che vivere di poco non è una vita triste ne noiosa, è una vita essenziale! E noi abbiamo perso il valore dell'essenziale, di cio che veramente conta. Non dovremmo mai perdere di vista la bellezza della vita, la fortuna che abbiamo. I popoli più poveri che ci accolgono col sorriso insegnano proprio questo: noi abbiamo tutto e viviamo col broncio, loro senza niente si divertono con ciò che ricevono ogni giorno dalla vita. Ci hanno inculcato che per vivere bisogna fare denaro, e dopo aver fatto il denaro pagare rate, tasse, debiti, banche, assicurazioni, farmacie, scuola, chiesa, casa, macchina. Una vita semplice mangia bene e poco, spende nulla per dottori che non ti servono, macchina che Non ti serve, la scuola é la vita, casa e un letto sono un diritto di ogni essere vivente, un pasto é ovunque. Queste sono le cose essenziali, ma dobbiamo fare soldi. ok, ci adeguiamo. Ma almeno, possiamo ridurre, il più possibile. Più riduciamo più ci liberiamo, più saremo leggeri e tranquilli.

Tra continuare a seguire i nostri mai sazi desideri e  vivere una vita tranquilla oggi preferiamo di gran lunga la prima scelta. Preferiamo correre senza sapere dove, senza saper scegliere dove fermarsi, per ogni nostro istinto deleghiamo al navigatore digitale, a google, alle app, agli i-phone, ai social che ormai rappresentano le nostre odierne relazioni sociali. Abbiamo sempre voglia di un nuovo telefono, un nuovo amico, una nuova relazione, un nuovo viaggio, una nuova casa.. viviamo dentro un spot promozionale, siamo nascosti nel  prodotto da lanciare. Non ci accontentiamo mai, e viviamo comunque insoddisfatti. abbiamo dimenticato la gratitudine, pur avendo il doppio di ciò che avevano i nostri genitori, il triplo dei nonni. Eppure, senza social, senza avere 1300 friends e like, si riunivano in tavolate di ragazzi ragazze famiglie e giochi, chitarre e armonia, senza troppi desideri da soddisfare ma con una percezione molto più reale di cosa scorre in fondo alle cose.  Una cinquecento portava famiglie intere al mare e quel giorno sembrava l'evento della vita. Una semplicità simile é completamente scomparsa, oggi diamo tutto per scontato e ci ritroviamo sempre più soli, siamo un paese pieno di beni materiali e di depressi, figli soli, mamme assenti, mariti che fuggono, e poi hashtag, foto di vacanze dei vip per seguire una vita virtuale, che non ci appartiene. Viviamo l'era dell' assenza. Un vuoto che non sappiamo più come coprire, così ci hanno regalato i social per dare un senso alle nostre giornate. Un posto pubblico dove poterci lamentare senza urlare, senza che ci prendano per matti. Siamo soli, ma abbiamo centinaia di like. Poi appena usciamo di casa non riusciamo neanche a dire un semplice "buongiorno".
Io credo che riscoprire la vita sia il vero senso dei nostri giorni incasinati e pallidi, senza sole nella pelle, senza cuore nelle parole. Se riusciamo a ritrovare in ogni momento che viviamo un incontro di stelle, forse avremo più voglia di scappare dai social per riscoprire il bello di goderci la libertà che vedevamo come un sogno quando uscivamo di scuola,quando finiva il servizio militare o quando nostra madre ci diceva.. " ora che hai finito i compiti puoi uscire." Li fuori, c'è un mondo meraviglioso, e noi, fin da piccoli, lo abbiamo sempre saputo.

" La grandezza della vita non si misura dalla grandezza del luogo in cui si è vissuta."


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grazie.