Siamo Uno.

Passeggiando per le vie alberate, i sentieri e le cascate.. mi accorgo di aver trovato il giusto posto per salutare l india con calma e gratitudine. Respiro il silenzio, la semplice vita indiana, la tranquillità di una paciosa esistenza senza macchine, nel verde. Tra i viaggiatori qui a Dharamkot la piu alta maggioranza è di provenienza israeliana. Mi fermo a parlarci e mi raccontano una vita israeliana mai conosciuta da vicino ma solo attraverso le mediatiche verità occidentali che non raccontano mai la reale umanità dietro gli eventi, l autenticità delle tradizioni e dei sogni di ogni popolo, che viaggiando scopri essere molto simili. Mi raccontano che ogni israeliano, dopo il militare, si prende una pausa, mentale e fisica, e inizia a viaggiare. Le méte più battute sono il Sudamerica e l'India. Il loro legame con la religione é forte come quello degli indiani, li ho visti non piegarsi davanti al budda, né porgere candele.. avrebbero tradito la loro fede.  Sono sempre allegri, aperti, socievoli, girano con freesby e stelle che fanno girare a tempo di musica, suonano sempre e sorridono a tutti. Sono attratti dal buddismo e dall' india, ma non riescono a  staccarsi mentalmente dalla loro guerra, é troppo radicata da non poterne farne a meno. Non la vedono come una guerra, ma come una difesa legittima che purtroppo causa morti, vorrebbero anche loro la pace ma non saprebbero indicare la via. Quello che io penso é che la pace non può mai essere compromessa, in tibet hanno trovato pace ma é costata morti e una bandiera fatta a pezzi. Ora i negozi hanno la bandiera cinese, le guide turistiche sono cinesi, i monasteri sono cinesi. La pace Si ottiene solo lasciando le armi. Togliendo i piedi dalle case, le mani dalle terre. Mi rilasso studiando e leggendo gli insegnamenti del Budda, trovo preziosa e rivoluzionaria la sua illuminazione. Spesso, da occidentali, vediamo il volto sereno di un Budda, come un lontano mondo zen che esiste solo nei centri massaggi o a Bali. Ma se guardiamo in profondità, è un insegnamento che riguarda la nostra vita di tutti i giorni. Nel momento in cui stiamo cucinando, due ragazzi si stanno baciando sotto un albero, una donna con splendidi anelli sta sfogliando un libro, un giovane africano sorride passeggiando allegro con in testa grandi cuffie, una madre chiama il figlio, un marito torna a casa, una macchina parte, un altra si spegne, tutto passa al ritmo di un secondo, ma é tutto connesso. Siamo legati gli uni agli altri, da bombay a rieti, da singapore a oslo, siamo li, nel passo dell' altro, nelle scoperte dei giovani e nelle poesie degli anziani, ogni attimo è fuggente ma straordinariamente puro, ogni viaggio è connesso ad uno stesso posto, siamo una famiglia globale e questo, se realizzato, potrebbe in un secondo mettere fine ad ogni lite, incomprensione o guerra. Rendersi utile all' altro è il più nobile scopo, questo è il viaggio più importante da intraprendere. Scoprire noi stessi nell' altro ci apre il cuore e ci rende più leggeri, prendiamo ogni avvenimento con più ironia e se smettiamo di identificarci con ciò che ci succede, la vita prende una strada luminosa, se sorridi una volta ti ricambia cento volte, tutto si fa brillante e giocoso come un sogno, l'uomo che si diverte con poco è il più serio degli uomini. Sono gli ultimi giorni indiani e li sto vivendo con lentezza, mentre scrivo, mangio, o cammino. Lento. E grato. Torno a casa sperando di portare il valerio conosciuto qui in ogni persona o via che incontrerò, nei legami familiari e nelle amicizie, nelle nuove scelte e nelle nuove facce. Perché è il viaggio che ci rende felici, non la destinazione.

Commenti

  1. "Siamo lì nel passo dell'altro" sintesi perfetta del viaggio da fare, ogni giorno, ogni minuto. Grazie

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