Insegnare.

Insegnare è trovare uno spazio che non abbiamo mai conosciuto. È forse l'esperienza più alta che si può provare nella vita nel dare qualcosa agli altri. Nel momento in cui tu sposti il tuo corpo dalla posizione dell'allievo in quella dell'insegnante senti che il mondo ti sta mettendo davanti una responsabilità enorme. E questo può spaventare fino a non sapersi muovere, a non sapere cosa fare, cosa dire, dove cominciare e come. Soprattutto a chi, come me, ha sempre affrontato con timidezza dover parlare in pubblico. È stata la mia prima esperienza di insegnamento dello yoga, le altre mie esperienze di insegnamento sono state coi bambini, in india, attraverso il gioco, il dialogo e le matite. I bambini si prendono tutto quello che offri come qualcosa di unico e prezioso.





I grandi hanno un'infinità di bisogni,se piove vogliono il sole, se fa caldo la pioggia, manca sempre qualcosa che metta a tacere il richiamo dei desideri non soddisfatti.



Davanti a me ho trovato un gruppo che ormai conosco da un anno,ho provato a farli muovere attraverso l'insegnamento. L'emozione è stata indimenticabile, ho come sentito di non essere all'altezza di un livello tale. Dopo il blocco iniziale ho guardato quello che dovevo fare e ho forse dimenticato di guardare e accompagnare il gruppo come avrei dovuto.  I consigli degli insegnanti e dei compagni di pratica sono stati importanti e spero di farne tesoro. La cosa che più mi ha sorpreso è stato vedermi li portare gli altri ad eseguire la pratica, ed è stata un emozione per il cuore vedere altri insegnanti inchinarsi e chiudere gli occhi, come a proteggere qualcosa di sacro che in quel momento passava per la mia bocca.  Al momento del feedback ho ricevuto complimenti enormi e critiche forti, ma in entrambi i casi non ho provato nessun particolare stato emotivo di reazione gioiosa o triste, ho sentito di stare di fronte a me e guardarmi da una prospettiva a distanza, senza il minimo identificarmi con valerio che veniva giudicato. Riccardo, il mio amico, ha sottolineato questo aspetto:" sei un livello superiore 10 volte a tutti riguardo alla completa dissoluzione del tuo ego, tutti reagiamo ai giudizi con emozioni contrastanti e scomode." Io, in realtà, ho visto ogni giudizio come aiuti per il mio percorso e poi credo che dire la verità non sia mai sbagliata, la verità non ha io e te, è per sua natura amica di ogni praticante che la cerca tutta la vita. È giusta sempre, e quando vedi una cosa giusta non puoi che esserne a favore, e non ha importanza se in mezzo ci sei tu o altri, resta la verità il fulcro del nostro vivere, non la nostra persona.




Due giornate di sole, vissute in una casa ormai diventata una comune dove condividere pasti, pratica sogni e sorrisi.

Gennaio mi sta regalando sole ogni giorno, quale migliore strada per vivermi questi giorni con me stesso, camminando nella natura in totale libertà senza nessun sguardo all'orologio.








Questa mattina una signora anziana dall'accento napoletano mi fa: mi hai salutato col sorriso e io neanche ti ho risposto, scusa ma ho la testa da un altra parte." Ho trovato tanta gentilezza nel suo sguardo, e una dolce umiltà nel richiamare la mia attenzione. Io ero già andato avanti non curante del suo silenzio perché so che spesso chi non si.conosce non si saluta, ma se entriamo in profondità, se guardiamo le cose da una nuova angolazione, vedremo nell'altro la luce riflessa del nostro sguardo; siamo tutti connessi, tutti viviamo la stessa vita, anche se con esperienze diverse, ma tutti vogliamo essere felici, vivere insieme, stare in pace.



In questa vita nasciamo piangendo per il dolore di essere ricaduti nel vortice della mente che ci porta di vita in vita a ripetere esperienze. Ogni giorno dovremmo ricordarci CHI SIAMO. Quando la gentilezza avvolge il nostro cuore, lo sguardo degli occhi e il colore della pelle diventano luce.

Dovremmo ricordarci ogni giorno della preziosa occasione che abbiamo in questa vita, ci è stata donata per servire gli altri e liberarci definitivamente degli errori commessi in milioni di vite.


La sofferenza non è mai fisica, felicità e dolore provengono sempre dalla mente. Un pensiero che ci arriva al mattino, se non abbiamo gli strumenti per ossevarlo, ci scatena una serie infinita di altri pensieri che si legano come lacci a quello iniziale e ci fanno stare male tutto il giorno senza neanche capire il perché.

Quando un pensiero sorge, se lo osserviamo consapevoli della sua natura impermanente, quel pensiero cade e si scioglie. È cosi che si rompe uno schema mentale dovuto a condizioni ambientali e culturali. Stravolgiamo la nostra vita guardando cosa accade ogni momento nella nostra mente; è tutta li la natura della sofferenza nel mondo. Se facciamo attenzione a come funziona la nostra mente entriamo nel flusso della consapevolezza, è questa la vera rivoluzione di una vita intera. Una mente libera da ignoranza, illusione e attaccamento è una mente che ha smesso di provocare sofferenza. E da una mente consapevole possono nascere solo pensieri e gesti amorevoli, parole buone, azioni giuste.
Avviene nella mente la stravolgente rivoluzione. La mente purificata è connessa al cuore, una sola luce chiara e luminosa. I condizionamenti della mente ci fanno vedere le cose come fossero annebbiate, non per come sono realmente. La confusione e la mancanza di chiarezza generano bisogni e attaccamento perché non sappiamo darci risposte a temi piu grandi di noi, quindi smettiamo di cercare e ci illudiamo la felicità possa risiedere in una vita eterna, nei desideri o nelle cose materiali. La mente riconosce il dolore condizionata da ciò che abbiamo imparato e conosciuto,solo attraverso una attenta e profonda indagine interiore potremo risvegliarci togliendo il velo dagli occhi e riscoprendo nel puro amore il senso della libertà.



Nasciamo, cresciamo, ci ammaliamo, invecchiamo e infine moriamo. Continuamente, da un tempo senza inizio. E il viaggio non avrà fine finché non ci saremo arresi al flusso infinito e luminoso della consapevolezza.



La malattia è una preziosa occasione per capirne il senso e la strada che ci apre, la vecchiaia ci dona saggezza, il dolore rinascita, l'infanzia il gioco, la maturità in questa vita ci affida nelle mani l'esperienza dell'amore. Un amore che va conservato come un tesoro, condiviso e portato nel mondo, versarlo nel palmo della mano di chi incontriamo, bagnare ogni cuore con le nostre parole e la nostra comprensione.  Se lasciamo che sia l'amore a guidare la nostra vita, sarà l'amore a parlare e a fare le giuste scelte.



Un'anima che si risveglia non sa più cosa sia la paura di morire, di invecchiare soffrire o ammalarsi. Sa che ogni secondo muore, ogni stagione cambia, ogni vita cessa; si gode il momento, apre il cuore all' altro e cerca di attraversare l'esistenza senza lasciare pesi ne rancori, ne dispiaceri ne pensieri, una mente non inquinata da attaccamento galleggia leggera nel flusso, gioca col tempo, danza senza resistere al cambiamento. Siamo onde che si intrecciano e si fondano nello stesso mare che ci accoglie e unisce.



Insegnare è trasmettere una goccia di divina sapienza attraverso il nostro corpo e le nostre labbra.

Dalla nostra parola e il nostro sentire scorrono gli antichi insegnamenti e finiscono nel cuore di chi li riceve. Un cuore aperto è l'unico vestito che deve indossare un maestro.

È un nobile strumento al servizio degli altri. Un aiuto prezioso per cambiare la propria vita, per diventare sé stessi: esseri umani, consapevoli di vivere nell'amore, di essere amore.

Ieri ho ricevuto il nome spirituale:  Hari Devprem Singh.



"È un angelo che serve con grazia, un'anima pura senza attaccamento all'ego. Eleva tutti coloro che ti circondano con compassione. Risveglia un flusso di creatività, gentilezza e prosperità. "



È affascinante fluire in questo viaggio dove ogni passo in avanti è una presa di coscienza, ogni cosa che imparo mi mostra una nuova strada, e aumenta la responsabilità che ho nei confronti del prossimo.

Di pomeriggio passeggiare a Testaccio è rivivere una Roma genuina e popolare, che ancora si incontra in strada, si aiuta, canta e ride. Il forno,il mercato, il baretto, le finestre e i cortili, i bambini che giocano, le mamme che si incontrano, la vita nelle piazze, la romanità che si respira nei vicoli e sui palazzi.



Il Tevere lentamente mostra la sua luce e il passare delle giornate, il cielo dipinge un ponte tra la strada testaccina e i vicoli trasteverini.






A piedi mi vivo ogni angolo, dagli scorci di viale aventino fino all'eleganza di via nazionale.




È una fortuna poter fermare il tempo.



 " la corsa della vita
Per me si è già fermata negli occhi tuoi.."

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