Post

La mia Asia.

Immagine
Continuo a girare la mia asia e rendermi conto ogni secondo di quanto sia sempre più mio questo mondo. Mi apre ogni volta il cuore e gli occhi, mi illumina lo sguardo, mi fa sentire parte del mondo, senza radici, profondamente legato al solo sogno di una vita felice. In ogni foto che scatto, in ogni abbraccio che vedo scorre in me la comprensione intima della compassione. Il mondo attraverso un treno, un autobus, un tempio, un villaggio, un piatto di riso, un bagno condiviso, un saluto caloroso .. quello che ormai so, è che un viaggio vero non conosce biglietto di ritorno, ti lascia andare per la tua strada dovunque sia la porta di casa. Parti e non sei più quello di prima, sei altro, sei nell'altro, sei l'altro. Il viaggio in asia mi ha insegnato che una stretta di mano, un piatto versato, un pianto asciugato, un sorriso abbracciato è tutto ciò che la vita si aspetta dal tuo cuore. Non è nei musei che visiti, nelle foto che farai vedere, è nel tuo nuovo te che si è plasmato i...

Love in the world.

Immagine
You can find yourself or you can find another part of yourself. You can try to get all you want or you just have a look and yourself comes in the eyes of a local taxi driver in kathmandu that explain you that life can change in one second, like this. In nepal you don't need to talk, you need to see. Nepal teached me one thing: if you open your eyes time is just an illusion, you don't have to look at clock, you just live the moment and enjoy life. In nepal you arrive and lose yourself in a bus in a street in a temple. They don't speak much English, so you 'll learn to find yourself alone, and understand that efforts are the meaning of a trip. I decided to take local bus, go on the market, live in the nepali house, meditate in the temple, eat on the road, enjoy the traffic jam, smile in front of the pollution. You will wallk in the middle of nowhere, you will feel in old middle age, without shops, bank, iPhone. You will be between Budda and Shiva, lord Krishna and Hanuma...

Peace.

Immagine
Altra aventura alla ricerca del bus.. mattinata vissuta tra stazioni fermate e stradine sperdute.. nessuno che sa dirti che autobus prendere.. dicono solo no. I bus hanno tutti le scritte in nepalese, l'inglese non lo parla nessuno, specie nei piccoli paesi, io mi ritrovo in mezzo al cuore dello smog attendendo il miracolo. Riesco a capire che da una stazione posso avvicinarmi, pronunciarla correttamente altra impresa, perché ci sono luoghi con lo stesso nome o quasi. Arrivo ad una città che non è quella, scendo e aspetto, dopo ennesima attesa, arrivo alla fermata, già 3 autobus. Infine un ultimo mi porta a destinazione. Viaggiare in bus é esperienza di viaggio, è vivere i posti, vedere come si muovono i locali, soprattutto in certe località ancora autentiche come queste, aiuta a calarsi nella loro realtà. Arrivo a kirtipur, antico villaggio medioevale, posto semidiroccato ricco di fascino, appeso tra due colline, alto sopra KATHMANDU, dove la gente vive in una semplice comunità...

.. ma ho visto il tuo nome sull'asfalto blu.

Immagine
Esco di mattina presto, cerco un bus che mi porti in città, nessuno sa darmi spiegazioni, né indicazioni, nessuno parla inglese. Arrivano bus uno dietro l'altro, ragazzi di 13 o 14 anni urlano da un angolo all'altro della strada, in mezzo al traffico impazzito; in quel momento, capisco perché tutti si meraviglino sono senza guida. In effetti, non è un viaggio semplice senza nessuno che possa darti una mano. Ma è anche il gusto sfrenato di insaziabile libertà che ti fa vivere  luoghi cosi autentici senza nessuna scorciatoia, coi suoi pro e i contro di un viaggio on the road, tra i locali. Dopo un 'ora di domande a vuoto camminate da una via all'altra, finisco nel bus giusto. Arrivo e cammino per circa un'ora fino a raggiungere il cuore spirituale di Kathmandu. La piazza un altro gioiello, si apre  con cancello d'oro, porta di  ingresso in un altro mondo divino all'aperto. Diversi templi, uccelli, donne che portano i figli, mendicanti, monaci, bramini e...

Patan.

Immagine
Oggi mi sono diretto verso Patan, stavolta ho scelto il bus locale, dove tutto è locale; i rosari, le statuette, la musica e le porte aperte, le ghirlande e le botte sul finestrino del ragazzo arrampicato che da il via all'autista. Guardo fuori e mi incanto nel vedere la vita in questi mondi. Questo vivere lento, in strada, rilassati, con semplicità, avendo poco, a volte pochissimo. Questo stare insieme, le cerimonie da un vicolo all' altro per una serie interminabile di feste e rituali. Si vive di poco, ci si siede continuamente in strada per un caffè insieme, si condivide ogni cosa. I lavori per andare avanti sono quelli di altre epoche passate, lo scambio che non conosce arrivismo, nessuna competizione può servire per un pezzo di pane scambiato con un piatto di ceramica o un vaso di argilla, le maglie fatte a mano o la sciarpa per la figlia, si cuce, si lavora il legno, si va nei campi a lavorare la terra, si vende al mercato il cibo essenziale, i vestiti per la stagione...

Come nei sogni. (Bhaktapur e Nagarkot)

Immagine
Sempre grazie alla nepalese della guesthouse, il mio ormai amico driver mi viene a prendere. Mi faccio portare a Baghtapur, città antica e pieno di fascino. Dutante il viaggio mi racconta dei suoi periodi in india, del suo guru e della elastica fede che abbraccia ogni credo e si sposa nella unità universale. Giunti in città, scendo e mi perdo in questo affascinante luogo senza tempo, dove non girano auto, dove tutto è rimasto come secoli fa: artigianato, palazzi e templi antichi, cortili piazze e statue ferme come questo luogo, incurante del progresso, immobile e sereno, dove regna silenzio, pulizia e pace. Non devo saltare sopra pozzanghere e coprirmi il volto dallo smog, qui è un'isola felice dove posso rilassarmi e restarci dentro come in un sogno. BERTOLUCCI girò qui il film Il Piccolo Budda, e ancora oggi ne sento gli effetti. Sembra ancora come in in film, giganteschi palazzi, scalinate, statue enormi di leoni ed elefanti, divinità e pietre.  Mi fermo all'angolo, a...

A piedi in Nepal.

Immagine
Ho fatto più di 5 km a piedi per tornare in hotel, un viaggio solitario schivando vacche cani fango e macchine. Per non sentire il delirante traffico ho messo alle cuffie la mia musica e mi sono fatto allietare il cammino da Rino Gaetano, Eddie Vedder, Bob Dylan, Lucio Dalla, Faber e David Bowie. Ho messo una scialla per coprire il volto dallo scarico di gas e fumo che colora le strade e il cielo di uno dei luoghi più inquinati al mondo. Quello che più mi affascina è vedere come induisti e buddisti convivono serenamente rispettandosi e pregando per i diversi Templi che si intrecciano nelle vie. Una tolleranza che fa di due culture un solo popolo, di due religioni una sola anima. Si rispettano nonostante le innumerevoli differenze e le innumerevoli affinità, come ci sono in tutte le religioni, ma questo noi fatichiamo a capirlo; preferiamo credere ad un Dio migliore di altri che prima o poi spazzera' via gli infedeli. Che religione è se chiede soldi, se trasmette paura, se incit...