Come nei sogni. (Bhaktapur e Nagarkot)

Sempre grazie alla nepalese della guesthouse, il mio ormai amico driver mi viene a prendere. Mi faccio portare a Baghtapur, città antica e pieno di fascino. Dutante il viaggio mi racconta dei suoi periodi in india, del suo guru e della elastica fede che abbraccia ogni credo e si sposa nella unità universale. Giunti in città, scendo e mi perdo in questo affascinante luogo senza tempo, dove non girano auto, dove tutto è rimasto come secoli fa: artigianato, palazzi e templi antichi, cortili piazze e statue ferme come questo luogo, incurante del progresso, immobile e sereno, dove regna silenzio, pulizia e pace. Non devo saltare sopra pozzanghere e coprirmi il volto dallo smog, qui è un'isola felice dove posso rilassarmi e restarci dentro come in un sogno. BERTOLUCCI girò qui il film Il Piccolo Budda, e ancora oggi ne sento gli effetti.



Sembra ancora come in in film, giganteschi palazzi, scalinate, statue enormi di leoni ed elefanti, divinità e pietre.  Mi fermo all'angolo, ascolto un canto che mi ricorda le lezioni di yoga, davanti ad una piazza scenario di magia e misticismo. Mi godo questa immersione di pura pace e penso alla mia insegnante, il canto dolce dalla voce femminile fa volare nell'aria il mantra Sat Nam e io sento il mio cuore grato alla vita e a questo momento, in Nepal.
Giro, intorno a me c'é chi fa astrologia, chi cura con medicine antiche, chi lavora la ceramica, chi vende frutta, tutto in una strada. Ciò che mi tocca sono i mendicanti, soprattutto bambini. Un signore anziano quasi mi aggredisce, io gli stringo la mano e gli do quello che posso, lui mi guarda abbassa il capo e mette via i soldi. Più in basso, una signora mi guarda senza muoversi, prendo ciò che mi ero portato da mangiare e lo lascio nelle sue calde e rosse mani; il suo sorriso e le mani in preghiera mi riempono il cuore di tenerezza.

Mi fermo per un chai, il te indiano, che qui scopro si pronuncia Chia. 3 nepalesi mi fanno compagnia e inizia una divertente e piacevole conversazione; Uno di loro studia medicina, un altro è guida di trekking, l'ultimo ha appena aperto un ecovillaggio sulle montagne. Ridiamo e sorseggiamo, ci scattiamo una foto e li saluto mentre in 3 vanno via in moto carichi di sorrisi.

Siedo in cima al tempio, alla fine della scalinata; di fronte a me,il sole,mi scalda e mi abbronza, ai miei lati leoni ed elefanti proteggono la mia fase relax.




Mangio in una terrazza sopra la piazza, il ragazzo che mi porta deliziose pakora con farina di ceci, mi mostra come qui una volta non c'era nulla.

Continuo a camminare e a perdermi.
Le incisioni, le statue, le decorazioni, le figure scolpite nel legno, camminare qui è un viaggio nel tempo.


Il posto è un luogo dei sogni, ogni piazza è una cartolina, ogni cortile è opera d'arte rimasta intatta nonostante i terremoti. Alla galleria nazionale mi fermo ad ammirare le scritture, i dipinti, soprattutto mi colpisce l'immagine del tanto venerato Bhairava: unito alla sua energia femminile, la Shakti, è descritto così: La salvezza si ottiene dalla magica unione di potere maschile e femminile.

Vado verso la parte più vecchia e lo spettacolo è ancora più evidente; si respira la vita nei piccoli vicoli, le botteghe, le donne che passeggiano nel cuore di piazze deserte dominate da leoni giganti e il colore rosso dei mattoni, della terra, dei cancelli. Mi fermo in un forno Himalayano, un giardino dove sono presenti piante quadri e disegni in una tranquilla atmosfera zen. Ho voglia di una cosa dolce, mentre osservo l'interno una ragazza dal tavolo mi fa cenno che qui è buono, entro. Italiana, di Roma, vive a Berlino. pittrice, viaggiatrice e guida turistica. Viene da un intenso periodo indiano dove ha lavorato ad un progetto sul traffico di vite umane a Calcutta.

Mi faccio un tè nepalese con masala e scelgo un muffin con zucchine.

Ridiamo delle nostre esperienze, confrontiamo birmania cambogia india e nepal. Mentre usciamo decidiamo di proseguire per il centro storico, ridiamo tra le bandierine tibetane che colorano le mure antiche, ci fermiamo nella piazza della ceramica e ammiriamo le donne che a cielo aperto mostrano i lavori delle loro mani.


Silvia non ama viaggiare da sola, le mancano le amiche e la condivisione, ha smesso con la meditazione e i viaggi spirituali, si dedica a se stessa  penetrando nella pittura e nel tango.


Ci troviamo a scherzare come due amici romani, ricordando i locali che non ci sono più e la bellezza di roma che ancora ci incanta. Ci abbracciamo alla fermata dei bus e in quel momento realizzo quanto sia unico viaggiare da soli.

 Vedo un uomo con a bordo una persona anziana cadere dalla moto; si è appena poggiato a terra ma questo basta per far precipitare l'intera via a soccorrerli:li alzano li puliscono, sbattono sui loro corpi per assicurarsi sia tutto ok; un piccolo diversivo può diventare  un evento storico.

Torno verso l'ingresso, guardo ancora la piazza principale prima di raggiungere il mio paziente amico nepalese, che con sorriso divertito riparte in direzione Nagarkot lungo una via che costeggia campi di riso e villaggi di montagna; qui è la zona prevalentemente abitata dall'etnia newar. Bellissime donne dal volto scurissimo e l'orecchino al naso si affacciano curiose per salutarci, una di loro è anziana e si sta facendo quasi 20 km di dura salita fino in cima con sacchi sulle spalle;  le diamo un passaggio fino al suo villaggio, dove bambini mi salutano da lontano e signori dal volto nero e i capelli bianchi mi scrutano. Appena scesa lei,un ragazzo in moto ci chiede di accompagnare una ragazza sola che stava salendo.Il suo sorriso fa dimenticare la nostra stanchezza.

Gyatri mi dice che qui si aiutano.tutti,è gente semplice e buona,lavorano la terra, nei campi di riso e sperano in un.visto per l'europa o Dubai per andare a lavorare.Lei chiede di potermi invitare a casa per un tè. Una casa vecchia affacciata sui monti, colorata di giallo. Suo figlio mi corre davanti ridendo e porta il tè per la mamma. Lei ce lo serve con una grazia che qui abbiamo dimenticato. Lei non parla inglese ma non fa altro che sorridere, un linguaggio universale più benefico di mille parole. La ringrazio, le regalo un pareo che porto sempre con me e un pacco di biscotti per il figlio.

Lei stringe a se il mio piccolo dono con un sorriso che non smette di seguirci.. e si perde tra le alte vette di un villaggio lento e beato, abitato da occhi che trasmettono saggezza più di numerosi templi.

Saliamo verso la cima, facciamo doppia scalinata e poi abbiamo tutto il panorama per noi.



Un regalo della natura che chiude col tramonto dietro le vette una giornata di emozioni.Purtroppo sua Maestà Everest oggi non si fa vedere da me,sarà la timidezza.Ma so che un giorno ci incontreremo.
Per il ritorno Gyatri mi comunica, per accorciare e guidare meglio, di provare il tragitto dall'altra parte; mai Idea fu più sbagliata! Più di un'ora di viaggio tra buche, sassi, strade interrotte e polizia che ci fa pagare il pedaggio della zona. A completare l'opera mette come colonna sonora di questa avventura i mantra del suo guru!! Dopo un'ora di traffico e recite in sanscrito, chiedo un po di musica Hindi: mi dice che non può, è come il sesso, la droga e l'alcol; ora che è devoto del guru che lo ha salvato da depressione blocco alle articolazioni e allergie alla pelle, non può più cadere in tentazione. Mi racconta che nessuna meditazione o medicina aveva fatto guarire la sua sofferenza, questo guru con pochi giorni gli ha fatto dimenticare ogni dolore e ogni affanno. Quello che era prima, oggi non esiste più, farà sesso solo quando incontrerà moglie, sarà onesto a lavoro e con le persone,cosi da garantirsi la fine di ogni rinascita e l'accesso ad una dimensione ultraterrena senza più ritorno. Lo stuzzico con una mia perplessità: e se scopri che poi non c é nulla? Ride, e mi fa: impossibile, ho incontrato in sogno il guru e Dio, già so dove vado. Il traffico è infernale, vedo camion in fila attendere le ore 20 per entrare in città. Lui sorride e canta i mantra.
Finalmente arriviamo e non vedo l'ora di bagnarmi i piedi al caldo. Sotto l'hotel un uomo prende la terra con le mani e la mette sopra le acque che creano pozzanghere, un ragazzino salta sopra un camion tra i fili della luce e gli uccelli, gli ultimi bus arrivano a tutta velocità con gente che scende al volo.
Il Nepal,in pochi giorni, già mi è entrato nel cuore.


L'acqua calda non c'è, recupero con un buon chapati ricoperto da patate e fagiolini.
Che lusso mangiare sul letto e guardarmi un film!

Appena mi stendo il sorriso di quella donna che mi ha offerto il tè in casa rimbalza da un occhio all'altro. Ho bisogno di meditare.


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