Nonna Paola

 Nonna guardava me ma chissà cosa vedeva nella forma di miei occhi, cosa sentiva nel suono della mia voce, quante grida in lontananza l'avranno chiamata lì sotto casa, dove c'era la strada e un mucchio di abitazioni. nonna Paola, prima di andarsene, aveva uno sguardo spento su questo mondo perché aveva intrapreso una nuova strada,aveva acceso una luce diversa che per noi era ombra per lei era l'accesso ad un mondo che voleva ritrovare e portare via con se. 


nonna lava i piatti e senza neanche accorgersene mi parla dei suoi dolori,di una casa che non sente più sua,di fantasmi che entrano senza permesso e di nonno che la tradisce.


 io sono un adolescente ribelle e vedere nonna cedere era come convincermi che questo mondo è una merda.L' Alzheimer è dietro l'angolo di ogni vita, é come un' ultima strada da percorrere prima di andare via. io allora, a quel tempo, non sapevo accettare le cose ingiuste, non potevo vedere nonna stesa in terra che cerca una via d'uscita da quella casa, da una vita che non voleva più.

 ecco, io ho preferito vederla così: nonna era una  ribelle e per andarsene da tutti si è fatta rapire da una forza oscura che ti mette un muro tra due realtà. disperatamente, la notte, cercava di aprire la porta. Sento ancora i suoi lamenti. io e mamma andavamo ad alzarla, accarezzarla, calmarla. Sembrava appena atterrata nel nostro mondo bruscamente  svegliata dentro una vita che non voleva vedere. Aveva dato tutto nella sua vita. Aveva accolto i dolori dei figli,gli amici dei figli, le famiglie dei figli, per tutta la vita ha sognato di seguire il cuore.


ma prima di quello doveva lavorare. a 12 anni già gestiva la tabaccheria a via clelia. Ha vissuto l'infanzia in tempo di guerra, per un filone di pane, in cambio, la sua famiglia donava sale e sigarette.



Poi ha iniziato con i vestiti,dal cucito alle creazioni per la casa non non ferma mai il cervello, ha sempre fatto funzionare la sua geniale capacità di creare.



Quando abitavano a largo orazi e curazi,  faceva il corso per maglierista. 


Poi si sono spostati a via noto, a ponte lungo, e li ha cominciato con zia evelina a cucire grembiuli e vestaglie a cottimo.


Ai tempi di via lidia, nonna lavorava al mercato, aveva un banco dove vendeva maglieria intima e pigiami.


E a casa, vendeva abbigliamento di Ferrone.


Nonna è diventata mamma a 18 anni, quando nasceva mia madre lei era diventata povera, nonno aveva perso il lavoro e lei doveva tirare su 4 figli. Lavorava cosi tanto che non trovava il tempo per tirarli su dal letto. 


Da questi tempi duri nonna aveva tirato fuori il carattere piu forte delle difficoltà, non aveva tempo per piangere, doveva farsi segnare per il latte o per il pane, e spesso erano le figlie piccole a scendere in strada per le compere.




 Via lidia era la casa della felicità, una terrazza affacciata su via Latina così grande da girare in bicicletta. Era il frutto del suo tenace temprato carattere siciliano e generoso cuore Romano. in tempo di guerra lasciava il filone di pane alle famiglie che non lob avevano e  quelle immagini di paura e povertà l'hanno resa umile e piena di coraggio. Cresce quattro figli tra le difficoltà quotidiane le urla di nonno e i lavori che perde. Suda ogni giorno per garantire Il latte per i piccoli e il fornaio continuava a segnare sul conto.  Nonna si inventa abile nel commercio al punto da intraprendere rapporti con Ferrone. si apre un negozio dentro casa a via menghini e quello diventa la sua vita. ogni nostro  regalo veniva da li. era una gioia mettere a posto le camicie negli scaffali che mi indicava, osservare i colori e gli abiti, stili diversi che mi faceva provare ridendo con amore. nonna spesso soffriva. poi rimetteva a posto le lacrime insieme ai maglioni, piegava le rughe e stirava le polo di Maurizio. Guai a chi entrava in camera di zio, era il suo mondo e andava tutelato! Quel senso di rispetto e di libertà me lo sono portato con me. quando mio fratello combinava guai in giro lei lo faceva entrare in casa,  era il calore e la speranza, un rifugio sicuro dove restare riparati.aveva protetto anche me quando non tolleravo più gli altri ed ero spesso scontroso. Se  litigavo in casa e andavo via era lì ad aprire la porta senza metterci sopra nessun giudizio, senza chiederti niente. quando sono andato a vivere in Belgio per un anno,  lei con la piu genuina delle intenzioni ha chiamato la casa dove abitavo ed ha semplicemente detto: scusi,che posso parlare con Valerio? nonna era così, brillava vita nei suoi occhi,non aveva bisogno di viaggiare. Le bastava un mazzo di carte e un'amica con cui ridere, una tazza di latte e un ciambellone per il nipote, una partita a scala 40 con i ragazzi del quartiere fino alle 4:00 del mattino. lei era una eterna ragazza che si divertiva e gioiva anche all'interno della casa.


Nonna mi ha fatto vedere la felicità nelle scatole colorate dei biscotti bucaneve, nei savoiardi dentro il latte, nel cacao che amava spolverare nei dolci.


Era così rilassante vederla riempire le caselle della settimana enigmistica con gli occhiali che le cadevano sul naso,  per nonna il mondo che si respirava in casa bastava. un Natale pieno di gente, di nipoti e ciambelloni, gli amici del quartiere che suonavano dopo la mezzanotte, i regali da cercare in una divertente caccia al tesoro famigliare che faceva sentire bambini anche gli adulti. una nonna che ama il gioco resta agli occhi dei nipoti una eterna bambina. una compagna di giochi, la gioia del passatempo e la certezza di essere accolti qualsiasi sia il nostro sbaglio.

Il senso delle cose lo intravedevo quando mi apriva lo sportello dei dolci o quando mi invitava per il latte della Sera dicendo un semplice:  vale vieni a prendere il cappuccino? in quel momento ho imparato il costo della felicità. nonna è stata per tutta la vita una bambina che si è ribellata al mondo degli adulti, non ha accettato i ritmi di non società che andava avanti veloce, ai soldi fatti nelle banche o nelle grandi imprese preferiva i soldi chiusi in un  fazzoletto  nel reggiseno, una cassaforte intima dei Risparmi di famiglia vissuti col sudore della schiena e il movimento delle mani.  la manualità è sempre stato il frutto di un mondo semplice, quello in cui nonna ha sempre creduto,quello vissuto in casa,  nelle botteghe o nei mercati del quartiere. Nonna era amata dai nipoti e dagli amici, si era stancata degli adulti che hanno preso le macchine per allontanarsi dagli altri, che hanno rinunciato alle feste e alle tradizioni e anche se pieni di soldi si sono ritrovati piu soli. ricordo di essere tornato prima della fine contratto nella mia esperienza come animatore in un villaggio turistico di Fuerteventura; nonna stava poco bene ed ero preoccupato, mi sentivo in colpa di stare lì a divertirmi mentre lei soffriva. i dottori ripetevano continuamente che a tenerla viva era il suo amore per la vita. quando vedevamo la televisione insieme era uno spasso vederla ridere davanti alle trasmissioni di Corrado.  era sempre elegante, mai una parola fuori posto, mai una parolaccia. La osservavo pettinarsi anche solo per stare in casa, chissà quante volte si è sentita sola e non l'ha mai detto a nessuno, chissà quanti pensieri e quanti rimpianti. me la ricordo al mare a Nettuno seduta come una principessa sulla sdraio sotto l'ombrellone, la vedo mangiarsi di gusto il cocomero, fare il gavettone a mio padre, ridere e scherzare con gli amici, mantenere quel sano ottimismo che la faceva puntualmente rassicurare me, mio fratello e zio prima di andare allo stadio: je famo 3 pallini!! ogni domenica prima di andare alla partita ci preparava panini con le fettine panate o con  polpette, a volta anche la frittata. ricordo il suo amore a distanza per i cani, non si avvicinava mai , donava tutto ciò di cui avevano bisogno, come se per lei il contatto si potesse avere solo tra umani.


Non parlava mai di Fiumicino, dove ha vissuto gli anni più belli e felici della sua vita insieme alla casa di VIA Lidia. lì è  dove ha vissuto il sogno della famiglia unita; figli,nipoti amici tutti a giocare felici. Nonna veniva da CastelVetrano, una parte della Sicilia penetrata dal sistema mafioso; ha visto morire familiari, conosciuto un mondo che non le apparteneva. Di siciliano aveva  l'orgoglio quello autentico, quel calore del Sud che ha la forza di tenere in piedi una famiglia. ha sopportato nella vita  dolori fisici e del cuore ma da ogni intervento ne è sempre uscita sorridendo. al funerale, quando sono tutti usciti sono rimasto lì seduto davanti al suo corpo.  Francesco, senza dire niente si è seduto al mio fianco. Ho versato lacrime quanti erano i sorrisi che mi ha regalato nella vita. la ricordo a TorSan Lorenzo, un estate in cui aveva deciso di troncare con nonno; era rilassata, sorridente, libera. La sua allegria era il centro dell'attenzione, le amiche assorbivano la sua luce e ne traevano incanto. Questa era nonna Paola. L'allegria di vivere. 


Mi ha sempre confessato il suo amore speciale per mio fratello, suo primo nipote.

era un nipote Speciale pur volendo un grande bene anche a me. così con i figli, stravedeva per Maurizio e Maria. Maurizio è quello con cui ha vissuto di più. Maria è stata la figlia di cui andava orgogliosa; intelligente e appassionata cui si aprivano le porte della vita, prima nell'insegnamento e poi nella politica.  Ha voluto bene a tutti e quattro i figli ma sicuramente  mia madre e l'altro fratello, mio zio Dario, hanno sofferto queste mancanze di attenzioni, questo venire sempre dopo, questo non sentirsi considerati. Nonna era anche questo, figlia genuina di una cultura arcaica e dura,  ha fatto del suo meglio per tenere in piedi una famiglia, non facendo mancare l'amore. la domenica portava tutti a Porta Portese, e guai a chi non si alzava!! Fece lei il vestito  del matrimonio a mia madre, dopo che un'amica, all'ultimo, si era rifiutata.


Sono stato in sicilia, a Castelvetrano, per vedere dove è nata nonna. Ho chiesto ad amici e parenti dove fosse il suo portone ma l'unica cosa che sono riuscito è sapere è che fosse nata a via Roma.


Me la sono girata tutta cercando di immaginarla bambina che si guarda il mondo con occhi innocenti e incantati.



Nonna è stata un amica.


Una maestra di vita.


Lei mi ha dedicato anni di amore e conforto, rifugio e gioia.


La sua luce, ancora mi accompagna, la sua voce è ancora li a farmi compagnia.


Tutti i suoi doni e il suo generoso amore sono perle racchiuse dentro me.


Mi manca parlarci e avrei voluto farlo oggi, ascoltare i suoi racconti e abbracciarla.


Nonna non voleva più vivere il dolore di restare, ha deciso di volare via scegliendo di dimenticare per ricominciare a vivere. Da un altra parte, in un altra dimensione. Una scelta di libertà dal dolore per raggiungere vette di silenzio ed amore vero, quello che avrebbe meritato di ricevere in vita.


Nonna è tornata a vivere, da anima libera,e ora chissà in quale corpo sarà andata a posarsi, leggera come aria, eternamente bambina, finalmente salva.


Sento il suo affascinante passo, viene spesso a trovarmi in sogno per non lasciarmi solo.


Il nostro dialogo continua.. 


E non avrà fine.


Grazie di tutto, No'.







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