Sono un insegnante.

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Il vecchio me ogni tanto Si riaffaccia e fa capoccella, come a dirmi.." credevi di esserti liberato di me, ma io sono sempre qui, non puoi sbrazzarti di quello che  quello che eri. In realtà,  non è tanto il passato a cui ci attacchiamo quanto le vecchie tendenze e il modo di fare e dire  a cui ci siamo abituati a formare un carattere, un modo di essere e di essere visti, riconosciuti. e diventa quasi una tentazione che non riusciamo a controllare. A volte, anche nel più profondo evoluto e luminoso dei percorsi il passato riporta a galla volte le vecchie usanze e credenze,  le cose che non ti sono piaciute di te. Se mi chiedono se  io mi piaccio, io rispondo  che la cosa che più mi è piaciuta di me è stato di essermi messo in discussione, di aver riconosciuto le mie colpe i miei limiti di essermi perdonato e di aver perdonato, di aver capito che i problemi non sono sempre esterni ma sono sempre interni.  mi sono detto un giorno.." ci sono cose di me che non mi piacciono e le voglio cambiare, e oggi ci sono ancora cose che non mi piacciono,  azioni e reazioni che avrei preferito non fare ma ci sono tantissime cose che mi piacciono perché ho visto  crescere in me la voglia di  di migliorare ogni giorno, di essere migliore. ma soprattutto di superare e di essere più forte delle mie abitudini del mio carattere delle mie tendenze  quando diventano nocive, quando non rispondono più in linea con il tuo percorso, non  rispondono più a quella che è la tua reale volontà più profonda e la tua necessità.


 oggi al funerale pensavo che in quella stessa chiesa dove abbiamo festeggiato la Comunione della piccola Giada è la stessa chiesa dove abbiamo salutato mia zia, e la cosa che più mi sorprende è vedere una famiglia che in quegli anni era piena di papà zii nonni nipoti figli.. oggi sgretolata con poche persone rimaste. Zii e cugini  che non ci sono più e mi vien da pensare proprio alla natura impermanente  delle nostre vite.  come una stesso luogo può essere ritrovo di gioia o ritrovo di dolore.  vedo zia con vestito elegante e le scarpe trendy, il mio Rosario tra le mani. penso a quanto sia commovente rivolgere la sguardo alla persona che ci ha dato tanto e ringraziarla in un momento così difficile. sono stato alla casa di cura in mattinata, attaccato alla bara,   tutto il tempo.  mentre le persone intorno  parlavano del più e del meno del Lavoro o dei soldi io ero concentrato sul dedicare la mia preghiera ad un viaggio di pace di zia. La preghiera viene spesso vista un qualcosa di astratto pesante troppo serio e spesso distante, in realtà la preghiera è semplicemente rivolgersi al cuore. semplicemente lì. nessuno  divinità e nessuna  chissà quale figura mistica,  semplicemente rivolgersi al proprio cuore, scendere lì e sedersi in quel luogo incantato incontaminato  e puro e ascoltare le risposte,prendersi  il conforto, ascoltare i consigli che il cuore con nostro unico maestro ci fornisce sempre anche in momenti di dolore. quando medito, la mattina presto, dopo una bella doccia fredda, la sensazione che ho è proprio di farmi una  bella doccia che mi rupulisce tutti i pensieri tossici che arrivano alla mente di continuo se non li fermiamo. Giada,   con una tenera e affettuosa dolcezza mi dice che zia ha voluto aspettare il suo compleanno  prima di andare via.


 dopo la cerimonia io e bizio andiamo a fare due passi al pigneto,  per stendere un po' la mente e ci facciamo distrarre da un bellissimo sole sulla via pedonale dove una roma alternativa e popolare racconta storie di passeggio e di passaggio lungo il mercato e i baretti affacciati sulla Casilina.


Parliamo di quanto ci incuriosisce il mondo e le persone, lui le andrebbe a fotografare tutte, io ne scriverei le storie.











I media sanno benissimo che più spingono le persone verso la paura, la disperazione e la depressione, più avranno malati. Il vero virus è questo: installare nel nostro organismo potentissime pillole di paura, terrore, preoccupazione, ansia, separazione, solitudine, disagio.. con questa strategia avranno al sicuro il controllo delle menti e delle forze, il corpo non è piu un sistema perfetto in grado di autoproteggersi ma un veicolo per espellere tutto ciò che la mente introduce.


Più paura diffondi, più malati avrai. È semplice. La malattia nasce nelle nostre reazioni agli eventi. Se tu sei depresso, ti senti solo e spaventato, un tg che ti aggredisce ogni giorno minacciandoti che potrai morire da un momento all'altro, avrà su di te effetto boomerang. Non saprai ribellarti perché sei troppo debole fisicamente, e lo sei perché hai la mente inquinata dalle paure indotte dall'esterno. 


Prova a spaventare una persona felice: dovrai sudare 7 camicie!!!


Prima di parlare di virus hanno creato un popolo di infelici: il gioco è fatto!!


Ecco perché non a tutti prende, ecco perché ci sono positivi che stanno bene e milioni di asintomatici.. perché in ospedale ci va chi aveva paura ad andarci. 


E se ci va chi non ha paura, lascerà che faccia il suo corso la malattia, perché la malattia ci comunica sempre un cambiamento, qualcosa da superare. Niente è mai terribile, negativo, male assoluto, qualcosa da cui fuggire o per cui deprimersi o spaventarsi.


Abbiamo un corpo forte, perfetto, costruito di amore e sensi delicati, una coscienza che sta facendo un viaggio per accompagnare la nostra anima sulla via del ritorno. È solo un raggio di sole a guidare le nostre vite, siamo essenza divina, indivisibile e priva di odio.


Ora, umani e spaventati, crediamo che l'altro sia un pericolo per la nostra salute e la nostra vita.









La vita è una continua sfida.


Che bello baciare e abbracciare mia madre, stringerla,.ricordare insieme i momenti con zia. E poi andare da papà, baciarlo sulla guancia, asciugargli la lacrima, stare sulla sua spalla, abbracciarlo forte.


Rivedere i miei cugini, parlarci di come sono oggi le nostre vite, Riccardo, con cui ho condiviso l'adolescenza, mi racconta dei suoi figli e mi invita un giorno a casa sua.


Mamma dice a mia cugina che il mio carattere tranquillo manca in casa, dove papà litiga sempre con tutti. Ridono. Si scherza con le lacrime agli occhi.


Una giornata iniziata in una chiesa per un funerale, finisce in un centro Yoga per il mio diploma di Insegnante.


Io e Riccardo, come sempre insieme, facciamo la strada che per un anno abbiamo percorso lungo un cammino che ha stravolto la mia vita. Gli unici a non mancare mai, siamo gli unici insieme a Luciana e Angela, a ritirare il diploma nell'evento speciale per la consegna.


Appena siedo sul tappetino della Via del cuore, sento scorrere dentro tutti i momenti e le emozioni di un anno vissuto dentro questo posto, a contatto con persone fantastiche, insegnanti preziosi, storie di umanità profonda.


Alla consegna, Hari Bajhan, la mia preferita, e guarda caso si chiama come madre, esordisce così: ecco il mio scrittore!!! Ma lo sai che sul mio sito c'è una pagina con tutte le tue parole??""


Resto imbambolato.  A fine serata la ringrazio per un anno di insegnamento, non solo di Yoga, ma di vita. Lei mi risponde che ricambia di cuore.. " valerio, sei una persona speciale."


Detto da lei, con 20 anni di insegnamento e quasi 30 di yoga, è un regalo che fa da cornice al diploma.




Senza mascherina né distanze, ci abbracciamo con Giulia, Angela, Antonella, Marzia .. il loro sorriso e il loro calore è un ritorno a casa.






Emozionato e diplomato, esco nel fresco dell'infernetto, guardo Riccardo e ridiamo di gioia. 






Il viaggio di ritorno è un bagno di allegria, ci sentiamo leggeri e soddisfatti, tanti sacrifici fisici mentali ed economici dentro un anno che ci ha cambiati dentro, e reso più belli.





Torno sotto casa, vado alla solita pizzeria per una Marinara grande. Chiedo alla signora alla cassa chi fosse Martina di cui leggo un adesivo. La signora, verace romana e di una semplicità che ricorda mia nonna, si emoziona: era una ragazzina de 18 anni, il fidanzato, che correva sempre con la macchina, è finito sul muro. Pensa, la vedevo sempre, il fidanzato era come un figlio per i genitori. Ora loro, all'età che hanno, sono di nuovo genitori di un piccolo di 6 mesi. Tesoro, non puoi capi quanto è bello sto fio."


Rientro in casa.. leggo i messaggi di tutti gli amici e le persone care che hanno saputo del mio diploma. 







Ora sono un insegnante di yoga. 


Spero che attraverso di me, possa passare .. il filo che ci lega tutti.







Oggi, è il 17. Molti dicono porti sfortuna. Ma se sommi 7 e 1 esce 8, che è infinito.






Non esiste morte, esiste solo l'amore.







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