In pace.

Quello che ci rimane è il tempo più bello che ci potevamo ritrovare. Ogni secondo è un attimo prezioso da sfruttare con un pensiero dolce, con un sogno leggero, con un sorriso, una speranza e un amorevole augurio. Ogni cosa ha una funzione preziosa, ogni incontro che facciamo lungo la strada ha un motivo preciso, e ci verrà mostrato con chiarezza se ci apriamo senza paura ad ogni evento, anche il più tragico, il più doloroso. Accettare ogni sentenza, ogni giudizio, ogni perdita con una serena consapevolezza che è pura libertà da ogni desiderio, da ogni attaccamento, da ogni paura. Guardare l' altro con occhi amorevoli senza che ci sia una personale aspettativa in cambio. Metterci nell'altro e amare ogni avversione, ogni persona come fosse nostro padre o nostro fratello. Che senso ha amare piu degli altri solo le persone che ci vogliono bene e ci sono vicine? Siamo tutti nello stesso mondo, con lo stesso scopo, anche il piu duro degli uomini è nostro fratello, anche il più lontano dei paesi è casa nostra. Avanzare lenti senza paura di ammalarci e di finire, senza paura di invecchiare e di perdere cari, amici, amori, gioventù, forza e lucidità. Lasciarsi andare, lasciar scorrere senza trattenere, sentirsi parte del flusso, senza mettere pesi tra noi e gli altri, senza mettere sbarre tra la nostra vita e il mondo che ci accoglie. Incantarsi della bellezza è la nostra più ardua missione.

In questi giorni osservo Roma desolata, e provo un senso di sollievo nel gustarla a piedi, mi perdo tra i vicoli, mi lascio andare ai lunghi viali isolati, una sensazione di profonda leggerezza, ritrovo una città silenziosa, tenera, libera da macchine e urla, negozi e centri commerciali, da semafori e vigili, da motorini e rumori, da stress e smog, da luci che non siano cielo e fori, alberi e prati, sampietrini e scalini. Vado a trovare Paolo al forum, albergo che affaccia sulla Roma di Cesare e Augusto, la mia preferita incantevole terrazza dove fermarmi a scrivere e contemplare bellezza. Sono io tra i turisti, il mio Paolo non c'è. Guardo Roma addormentarsi, poche anime camminano sotto il cielo blu, nella storica via dell'impero, tra l'anfiteatro Flavio e l'altare della Patria, posti di una bellezza estremamente sconcertante, ma che hanno sempre a che fare con la guerra, la lotta, il corpo che vuole sopraffare l'altro, sconfiggerlo, uniliarlo, dominarlo per il potere, instancabile cappio al collo che ogni governante maschio ha tenuto stretto senza mai liberarsene. Di Roma preferisco esaltarne il genio architettonico, lo spazio vitale, la vita comunitaria, le strade, le pietre, il lavoro manuale ancora oggi esempio da studiare, la legge, i valori spirituali, l'arte, i canali di irrigazione, le terme, le invenzioni sociali, lo studio del mondo e dell'uomo. Mentre esco dall'hotel mi ferma uno dei ragazzi che lavorano al ristorante, mi saluta con un affetto che quasi mi spiazza, non credevo neanche si ricordasse di me e invece restiamo a parlare come vecchi amici nonostante avesse turisti in attesa. I vicoli del centro sono perfetta armonia e  rilassano lo sguardo, vissuti in questi giorni fanno tornare indietro col tempo, ai film di Fellini, al realismo di Pasolini. Mi piace guardare il mio quartiere, trovarlo tenero negli sguardi della gente, mentre non hanno fretta, e salutano con simpatia il clochard che ormai è un amico di tutti. Mi accorgo che fare la spesa non é piu un pensare solo a me stesso, è un riconciliarsi col pianeta, è rispettare gli animali e le piante, i contadini e i paesi in via di sviluppo. Così mi sembra il minimo fermarmi e dare quello che posso al ragazzo che tende un cappellino americano in attesa di un gesto gentile. È una barca grande il mondo, non un barcone che fa sprofondare innocenti, il mare è una nostra madre, e dovremmo farci crescere e nuotare pesci, non buttarci uomini che fuggono dal dolore e in cambio prenderci con la spada altri innocenti, con occhi spaventati e facce da pesce. Gli unici abitanti che Non hanno mai dovuto pagare nessun affito per viverci. Che non hanno mai chiesto di uscire da casa, che per loro è il mare, la piu bella delle case.

Dovremmo avere tutti nel cuore più compassione, per ogni uomo e ogni animale, dovremmo vivere in armonia con la natura e con gli altri, senza uccidere nessuno per vivere, tantomeno per fare soldi.

Provate ad andare ai cancelli di Ostia, di mattina presto; la sabbia calda, l'atmosfera calma, poca gente e un mare che brilla. Non smetteresti mai di nuotare in questa tavola blu.. e mentre alzi
 lo sguardo vedi un gruppo di pesci vicino ai tuoi piedi muoversi libero in acqua. In quel momento realizzi di essere uno di loro, uno come loro. Senti di farne parte, della loro vita in mare, di quella pace, di quella libertà. Senti che la tua e la loro vita sono la stessa cosa, che si è parte dello stesso mare in cui si naviga insieme, con diversi compiti ma con lo stesso fine: vivere insieme in armonia.



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