Come é cambiata la mia vita.

Da piccolo mi chiudevo nel mio sgabuzzino a giocare coi giocattoli. Non volevo mai uscire a vedere il mondo. Mamma voleva proteggermi dai pericoli esterni,  avevo come unici amici Fonzi, Big Gym e Tiger Man.

La timidezza è fondamentalmente la paura di accettarsi. Questa paura tende a chiudere ogni porta alla conoscenza, sia di te che del mondo.

Non avevo amici, non volevo nessuno, volevo solo giocare e stare in pace.

Questa voglia di tranquillità, questo voler restare beato in un mondo privo di conflitti è rimasta anche da grande e si è scontrata con la dura realtà delle relazioni.

Questa introspezione, questo tendere a  chiudersi a riccio, ha ingigantito un guscio fino a renderlo  inaccessibile agli altri.

La paura degli altri e del mondo non mi faceva mai fare il salto per guardare la vita, cosi com'è.

Non riuscivo a capire le mie qualità, riuscivo a guardare solo quelle degli altri. Non avevo interesse a conoscere il mondo né me stesso.

Un giorno mio padre ha deciso di aprirmi la porta di casa;  ho spalancato gli occhi per la prima volta.

Amici, partite, pallone, racchettoni, bici, skate, oratorio, cortile, comitive, zuffe, scivoli, canti, grasso delle macchine, canti, preghiere, bestemmie, comitive da affrontare e un talento al collo del piede: vita, irrefrenabile e indescrivibile Vita!

Non volevo mai tornare a casa, ero sempre sporco di grasso e pieno di lividi, ma correvo ancora dentro casa, e ridevo..  una bomba di energia!!

Mi sono scoperto simpatico, di compagnia e forte a calcio!!

Le ragazze non riuscivo a guardarle, quando ci parlavo era per sfidarle o sfotterle, era la mia difesa timida ad un mondo che non conoscevo e mi spaventava( tutto torna!!).

Manuelina mi aspettava dietro la porta di casa per vedermi, ma io non sapevo neanche come farmi notare da una ragazza. Ci siamo ritrovati e oggi, siamo ancora amici.

Dentro di me, restava in profondità una malinconia non capita, una rabbia figlia di quella paura di stare al mondo, di farne parte.

Un diagio interiore cresciuto nei banchi di scuola e davanti ai professori, la classe rappresentava tutta la mia paura di vivere. Studiavo, leggevo, facevo ricerche ma avevo paura del giudizio al punto che facevo scena muta alle interrogazioni.

Risucivo ad esprimermi solo scrivendo. E nei temi, uscivano le prime tracce di mondo che vedevo coi miei occhi.

Quello che ci troviamo ad affrontare da grandi è lo specchio di cosa siamo stati da bambini.

Nella fase adolescenziale la voglia di evadere dalla società ha montato una rabbia che, prima in casa e poi fuori, é sfociata irreparabilmente senza freni: stadio, politica, strada, incidenti, scontri, odio che non faceva che soddisfare la mia disperata voglia di comunicare al mondo che non riuscivo a parlare di me.

Finisco la scuola tra difficoltà e anni ripetuti, faccio lavoretti saltuari come fattorino, operatore telefonico, facchino per ditte di trasporti, aiutante ai mercati di abbigliamento.

Arriva il momento della leva militare, dove la rabbia raggiunge il suo culmine.

All'età di 23 anni sto per esplodere. Non trovo alcun senso alla mia esistenza, ne parlo con mia madre e parto.

Un anno di volontariato all'estero per un progetto della comunità europea; vivo in belgio, presso una famiglia, conosco volontari di tutto il mondo, ho la mia prima esperienza con una ragazza, svedese e più grande di 10 anni, mi sembrava di sognare!!

Sono arrivato in Belgio che ero un bambino impaurito di me stesso e sono rientrato in Italia più vivo che mai, pieno di gioia.

Inizio ad uscire, conosco gente, visito città, musei, mostre, vado ai concerti, esploro la mia città, faccio corsi di inglese, lavoro e guadagno bene, mi rilasso con massaggi shatsu, vado in palestra, gioco a calcetto, vado ai locali e conosco ragazze.

Due storie molto intense mi aprono al mondo del sesso e delle relazioni, ma le insicurezze e le paure sono sempre in agguato.

Vado in spagna per una stagione estiva come animatore; altre storielle e tanto
divertimento. 

Tutto sembra scorrere per il meglio.

Poi arriva il lavoro fisso e le storie quelle importanti. Penso di essere arrivato, faccio anche pensieri di mettere seriamente la testa a posto e fare famiglia. Poi la realtà mi comunica che non può funzionare.

Vado con amici in Thailandia, resto estasiato dal sorriso orientale, dagli odori la musica, la filosofia, il caos e il relax, tutto mi fa pensare che il sogno della mia vita è da queste parti.

Ci vado ogni anno, per una decina di volte, penso di mollare tutto, faccio colloqui tra le colline di Chiang Mai, al nord, ma non vanno in porto.

Esploro la thailandia da nord a sud, vado nei villaggi di montagna, nelle isole vicino alla malesia, nei piccoli centri abitati, sto tra le famiglie, conosco le tribù di origine tibetana. Vivo alcuni mesi al nord, altri mesi giro alle isole, faccio ritiri nei monasteri, imparo a meditare, a fare yoga, a respirare!!!

Faccio corsi, imparo l'arte del massaggio, mi perdo nella cultura del sorriso che abbatte ogni barriera e ogni paura.

Ma sento di non aver ancora trovato la chiave.

La perdita di mia nonnna e del mio cane Ulisse mi rattristano profondamente e allo stesso tempo accrescono la mia sensibilità ed empatia: sento sempre più dentro di me la voglia di cercare amore in giro per il mondo.

Conosco cosi tanti viaggiatori che ancora oggi ne perdo il conto, ancora oggi ci sono in contatto e li ritengo tutti miei insegnanti lungo il cammino.

Cambogia, Laos,  Srilanka, India, Nepal, Birmania.. anni di viaggi nel cuore dell'Asia più autentica e spirituale e anche in quella più turistica e materiale!

Mi faccio amici speciali, condivido stanze, materassi, tende, case monasteri sale yoga e ashram.

Dopo anni di aereo, bus treni tuk tuk e barche.. decido di fernarmi, andare piano, andare lento, a piedi.

Faccio i 300 km  che da Leon portano a Santiago. E qui capisco che tutto il mondo si muove grazie alla condivisione con l'altro. Il senso di tutto, il piacere dell'incontro, il gusto della sosta, il dono dello scambio, la gratuità del dono, la genuina forma di accoglienza, la trasformazione del dolore in amore per la vita.

Al cammino di Santiago ho alzato la mano dell'altro e ho accettato la mano che mi ha tirato su. Ho iniziato a conoscermi davvero attraverso il mio dolore e la mia solitudine, ho imparato la gratitudine e il senso universale dell'esistenza: è nel momento in cui lasci il tuo IO fuori la porta e vai ad abbracciare un fratello che nemmeno conosci.

La bellezza della vita è ad un passo da te, devi solo aprire gli occhi e osservare.

I sorrisi, la natura, l'accoglienza, il senso del dare e ricevere, il meno hai e più sei.

Meno accumuli cose più accumuli esperienze, emozioni, insegnamenti.

Il vero denaro è nel cuore delle persone, è un regalo straordinario quello che può farti vivere un cuore che brilla, un volto che illumina.

La felicità è in quell'incontro con la parte più profonda di te, non devi andare da nessuna parte per cercarla.

Inizio a scrivere ogni giorno, ogni cosa che vedo, che provo, che vivo. La passione per la scrittura e la lettura si associano a quella della fotografia, cosi penna e macchina fotografica diventano  le mie armi migliori per raccontare la vita.

Mi sono accorto di essere parte del mondo ed è stato quello il mio viaggio piu grande. 

Un giorno ero a Bodhgaya, in India, luogo dove Budda si è illuminato. Proprio li, in una strada lontana da tutti, vivono famiglie senza neanche i vestiti addosso, bambini a terra che si aggrappano alle tue gambe. Sono andato nella mia stanza ho riempito lo zaino, sono sceso e ho lasciato tutta in quella via, a quella gente meravigliosa. I bambini ridevano come se avessero visto oro; in quel momento ho capito che il motivo per cui io sono qui è quello di DARE. Da qui fino al mio ultimo respiro.

Lavoro in un call center,  dove ho incontrato L'AMORE, e dove ho scoperto che la gentilezza fa miracoli.

Le relazioni sono il campo più difficile da attraversare durante la nostra vita. Quando incontri qualcuno con cui decidi di voler stare, in quella persona è riflessa la tua vita. Èo specchio fedele di ciò che noi veramente siamo. Stando con l'altro abbiamo la preziosa opportunità di osservarci da un'altra angolazione;  è devastante vedere quanti blocchi paure aspettative e dolori vivono dentro di noi. Milioni di persone con storie familiari diverse convivono dentro di noi e se non riusciamo ad uscire dallo schema mentale cui siamo intrappolati finiamo per vivere relazioni "io contro te", anziché "io sono te."

La relazione è una straordinaria occasione per capire da dove proviene il dolore e da dove sorge la felicità. È una occasione di crescita unica al mondo.

Se in famiglia abbiamo vissuto urla, liti, accuse e offese, noi cercheremo relazioni dove si litiga e ci si offende. Se ci è mancato amore andremo dove non ci sentiamo amati, se crediamo di non meritare felicità staremo in situazioni di dolore, se non siamo mai stati ascoltati e capiti staremo con chi non sa ascoltare.

La persona che abbiamo di fronte deve affrontare lo stesso problema: ritrovarsi dentro l'altro e lottare ogni giorno per non vederlo.

Ma se impariamo ad essere altro dal proprio vissuto familiare,  l'amore che abbiamo nel cuore sboccia e si gode ogni goccia di questa esperienza unica. Che richiede coraggio ma che ti consegna la libertà.

La via del cuore è il nostro destino.

Quando andiamo oltre i nostri schemi mentali e familiari è come rinascere una seconda volta. 

Nei miei viaggi ho scelto di fermarmi cercando di dare una mano in esperienze di volontariato, perché li, nella mano che diamo è come dire grazie per essere stati accolti.


Mentre dai capisci cosa vuoi essere nella vita, cosa vuoi. 

Insegnare in una scuola di bambini, zappare la terra in un orto, aiutare in un ecovillaggio, in un monastero, lavare curare e accudire animali, vivere in famiglie locali.. sono esperienze molto più appaganti delle più famose attrazioni turistiche. 

Nel mio aiutare ho ricevuto aiuto, ho capito come le persone scelgono di essere felici.

Se ti fai guidare dal cuore, diventi tu ciò che hai sempre voluto vedere nel mondo.

Sono vegano da 10 anni, perché credo sia sempre più importante sentirsi responsabili nei confronti del pianeta, di milioni di vittime ogni giorno, di noi stessi.

In India ho conosciuto il Dalai Lama e dopo un corso di 10 giorni ho preso rifugio nel buddismo tibetano. In Nepal ho fatto un ritiro sotto le cime dell'Himalaya, e ora in Italia sto finendo un corso di formazione per diventare insegnante di Yoga Kundalini.

Lo yoga ti sostiene nel corpo alleggerendo la mente; forza e leggerezza si fondono in una sola anima, che è il mondo. 

La meditazione ti riporta a casa. A ciò che sei.  Molto più vasto e illimitato di quello che hai sempre creduto.

La mente è la causa di una ricerca infinita di dolori e malattie che affliggono gli esseri di tutto il mondo. Se impariamo a guidarla e a non farci guidare abbiamo aperto la porta al più grande cambiamento della vita.

La meditazione è come un colpo improvviso che ti stende al tappeto, ti cuce la bocca e ti toglie ogni velo. Sei questo momento, il resto è solo un sogno. 

Come può spaventarci un sogno? Come può non divertirci un gioco?

Sarebbe vita senza lo slancio di un abbraccio, la libertà di un canto, sarebbe musica senza un ballo? 

È negli uccellini sul balcone, nel vento tra gli alberi, nel silenzio della sera, nelle lacrime di un anziano, nelle risa di un bambino, nei colori di casa, nel bacio di due amanti a Ponte Sisto.


Questa mia crescita spirituale ha generato una pace interiore che ha portato serenità ad ogni incontro fatto negli anni, in casa e a lavoro, con gli amici e in città. Ho scoperto nell'amore la liberazione da tutte le paure. La liberazione dal dolore è il vero unico scopo a cui ogni giorno dedico con passione la mia vita. Ho ritrovato quel senso di tranquillità e serenità che cercavo da bambino quando me ne stavo chiuso in camera a giocare, e la gioia della condivisione che ho scoperto uscendo di casa.scoperto

Ho trovato nell'amore la liberazione da tutte le mie paure. La rabbia è volata via, lasciando spazio al perdono e alla comprensione, alla gentilezza e alla compassione.

Questo ha fatto di me una persona nuova. È stato come rinascere.

Il dono di questa vita è aver capito il prezioso insegnamento  di sentire la responsabilità di aiutare gli altri, ovunque nel mondo, ogni giorno.

Amando gli altri, ho imparato ad amarmi.

Questo è il Senso che ho trovato lungo la mia via.

Non è necessario seguire una guida spirituale per essere felici. Non è necessario andare in palestra per tenersi in forma:basta fare pochi esercizi, ma ogni giorno.

Non serve seguire libri, maestri, dottrine o religioni..

Basta scriversi 10 regole di vita che facciamo proprie  e ce le portiamo per il resto dei nostri giorni.

E per fedeltà a quelle regole riusciamo ogni giorno a fare piccoli miracoli:

Ci svegliamo col sorriso, chiamiamo un nostro amico, andiamo a vedere il mare, arriviamo fino all'altra parte della città per non far sentire sola una persona.

Per credere veramente in qualcosa è necessario ritrovare l'amore. Quello che era seduto in un letto di ospedale al momento della nascita. 

La fine della sofferenza è l'amore.

L'amore è gentile. La vita è una nostra amica. In natura tutto avviene con un movimento dei corpi, con un colpo di vento, uno scambio di sguardi, una scia di odori. 
 avvinghiarsi per un momento diventa amore eterno.

Ogni giorno, al nostro risveglio, dovremmo ricordarci che è un nostro dovere essere FELICI.

Il nostro amore, il nostro essere, le nostre vite.. sono INFINITO.

Nulla rimane,nulla scompare. 

La verità è dentro di noi.

NOI SIAMO AMORE.




" il mondo ha urgenza di essere cambiato. Ma va cambiato con la pace".




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grazie.