Da Roma a Castel Gandolfo.


Circondato dalla vita.

Dormire con gioia.

Svegliarsi grati.

Gustarsi il sonno.

Un pasto.

Il cielo al tramonto.

Il riflesso del sole tra gli alberi.

La birra fresca.

Sdraiarsi a villa celimontana.

Girare in bici.

Visitare le chiese romane tra le mura del celio.

Giro a piedi con gli occhi sospesi tra le nuvole e i balconi. Guardo i glicini sopra le mura più antiche, i fiori nei parchi, le foglie che spinte dal rincorrono gli uccelli verso destini  che non verranno mai colti.

Prendo la bici e mi sposto senza mèta a sentire il vento d'estate.

Mi muovo tra le vie intorno alle ville, entro in un magico chiostro che accoglie dentro Santo Stefano Rotondo, passo sotto gli archi, tra le antiche case romane del celio poggia in pace la Basilica san Giovanni e Paolo.







Da li entro in villa Celimontana, aspetto il gruppo per la meditazione e mi rilasso sul prato, accolto da un senso di pace.

La luce qui è sempre in armonia con le mura intorno.






Vado con mio padre al museo delle mura,  Passiamo dal parco della Caffarella, entriamo sull'appia antica e ci inoltriamo tra le ville e i ruderi dentro la parte più magica della città. Papà guarda i fiori, si incanta a vedere le ville, le piscine, i pappagalli sui rami, resta sorpreso dalle piccole invenzioni della natura, le nespole e le more, i balconi e le chiese, tutto è una scoperta improvvisa.



Entriamo al museo delle mura. Saliamo per un giro dentro il parco che costeggia la camminata intorno alla antica fortezza delle mura aureliane.

Mosaici, plastici, reperti e finestrelle, cadiamo sopra la città che dall'alto splende facendoci tacere.

La bellezza ha il potere di suscitare rispetto.






















Vediamo Roma nei suoi angoli più nascosti, papà mi fa sentire i suoi racconti mentre io spazio lo sguardo tra gli alberi di un verde rigoglioso che rinfresca la città soffocata dalle macchine.

La passeggiata tra il parco e l'appia antica è un gioiello, un momento che vivo con enorme gratitudine. Io e mio padre, in cammino rilassati, tra le bellezze di Roma.




In un risveglio nel pieno delle forze, decido di andare a camminare, per arrivare li dove vado ogni estate, sul lago di Castel Gandolfo.

Cosa è per te la libertà?

È quella di poter fare ogni giorno quello che mi chiede e suggerisce la mia anima.

È agire, pensare, sentire e parlare sempre in totale sintonia con l'amore che possiedo dentro.


Alle 8:30 esco di casa, è bellissimo attraversare il parco in mattinata. la luce, il cielo sopra gli alberi, un venticello che accarezza le braccia,  soffia sui capelli.
È bellissimo al risveglio portare il corpo a stare nella natura, è il miglior regalo che possiamo fare alla nostra salute ogni giorno, dedicare almeno un'ora di attività fisica all'aperto. camminare in mezzo alla  natura aiuta a distendere a pensieri, rilassa la mente, porta riflessioni nuove. È soprattutto rigenerante per il fisico, per il cuore e la mente. Di mattina, l'aria così fresca  ha una luce particolarmente tenera, al parco si respira un aria serena, questo mondo che cammina, va in bici, che porta a spasso il cane..  c'è un mondo che esce di casa presto e si va a godere il fresco della mattina. Il parco regala  questa luce particolare, un silenzio magico.  la valle della  Caffarella è un'oasi di tranquillità.  ascolto il suono del uccellini che accompagnano le passeggiate nel verde. le coppiette sotto le grotte, sento i colori intorno, il vento che sposta le foglie, il blu del cielo, dolce, delicato, sopra di me, al fianco dei miei passi.






Dal parco entro sull'appia antica.

Ascolto Stormy Weather.

Ballo e fischietto, canto e rido. Felice. Grato. Passo il Tempio di Ercole, la strepitosa Villa Quintili, il mausoleo di Galeno, il berretto del prete.

Più cammino piu mi accorgo di di quanto sia fondamentale il viaggio in se come destinazione. Mi accorgo che mentre cammino mi guardo intorno e tutto ciò che mi circonda, la vita che mi circonda,  mi fa capire quanto sia unica ricordarsi di essere presenti in questo momento.

 il cammino che sto facendo è proprio la mia destinazione. non è dove dovrò arrivare domani tra 3 ore tra un giorno 10 anni. quello che veramente è essenziale, fondamentale,  è essere completamente ancora vivi, aperti  completamente al 100% a questo momento. veramente grati, pieni, pieni d'amore, gustando la vita di quest'attimo con  gratitudine. questo è  il viaggio. Questa la destinazione.  Nel mio ascoltarmi, nel mio riflettere, nel guardare il cielo, mi accorgo di sorridere. Nel sentire il vento degli alberi, mi accorgo di essere felice. nel sentirmi così accarezzo tutta la vita e  questo poco mi basta e mi riempie. Non chiedo niente altro, non vorrei essere da nessuna altra parte. Questa camminata è un cammino spirituale.











Piano piano resto solo nella  camminata.  solo io e Una ragazza  in bici.





Che sia il mio passaggio nel mondo non  un peso per la terra. nell'erba che non calpesto, nella differenziata dei rifiuti,  nelle carta che raccolgo,nella strada che pulisco, che non sia il mio passaggio un'arma che ferisce la terra che abitiamo e dove camminiamo. Che sia un passaggio in punta di piedi che chiede permesso e rispetta il pianeta che ci ospita. Cercando di non inquinare o di limitare. Nel mangiare sano, nel bere acqua da una sorgente,nel pulire, nel differenziare e nel riciclare.

Dopo Santa Maria delle mole, arrivo a marino..






Poi frattocchie, lascio il sentiero della Regina Viarum per tornare nel traffico per un tratto.





Poi salgo sulla strada che porta al semaforo dell'appia nuova.

Da li, riprendo la via Francigena, fino alla strada dei vini.

"Imagine there is no country .. "


Sento nel mio cuore l'odore dell'estate...




È sempre dopo la sofferenza l'inizio della felicità.









Sulla via vedo un signore che lascia dei fiori su un albero, davanti la piccola immagine di un ragazzo troppo giovane per perdersi tutto quello che ci ruota intorno.











Rinfresco gli occhi con la luce del lago.











Arrivo finalmente su al centro storico,piazza della libertà. Mangio zuppa di verdure, mi fermo per un caffè, riempio la borraccia e scendo giu. Incontro la ragazza con la bici, ci scambiamo commenti sul viaggio. Faccio biglietto del treno e vado giu al lago.











Mi tolgo le scarpe e mi immergo in acqua.

 Libero.



Più vado giu con la testa, piu guardo la sabbia che brilla. Alzo la testa e osservo il lago, la vita esplode ovunque. Crescono fiori tra l'erba, figli belli come il sole, il panorama intorno é sollievo per l'anima.



Nuoto e rinfresco il corpo.



Una rigenerante immersione nella natura per rilassare le gambe dopo la fatica dei 20 chilometri.



Vado a farmi due passi lungo il lago, una coppetta gelato mango e fragola.

Siedo, rilassato, guardando la vita di paese.




A volte, non riusciamo a chiedere scusa, a dire "ho sbagliato, perdonami." Semplicemente perché non lo facciamo neanche con noi stessi.

 Spesso ce ne diciamo cosi tante, siamo cosi poco gentili con noi stessi che ci dimentichiamo di volerci bene. Ci manca il coraggio di darci una carezza e amarci per come siamo.

Se non amiamo con tutto il cuore la persona che siamo, come potremo mai amare incondizionatamente gli altri?

Un cuore in pace con sé stesso è un cuore che ha imparato ad amarsi.





"A volte la felicità costa meno di un pound."



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