godetevi la vita.













































a volte sento il bisogno di metter un freno.

spingere stop senza fare altro che osservare.

un bisogno profondo di stare con me stesso.

un bisogno spasmodico di silenzio. 

riprendere il contatto con la pura essenza delle cose.

basta sedersi all'ombra in un caffe' consegnato da due mani gentili per provare un delicato sollievo. 

lo stesso che senti quando il vento si appoggia sotto le ginocchia.

un senso di liberta.

una magia che ti riporta sulla tazzina il sapore delle cose.

godersi la vita e' stare dentro quel secondo  con tutta l'anima e il cuore.

senza perdersi niente.

senza perdersi.



L'amore è la mia ricchezza.

Non esiste tesoro al mondo grande quanto questo.

Ho questo e mi basta. Perché ho tutto.

Nessuno me lo può rubare.

È una fortuna averlo scoperto.

È il diamante più prezioso.

L'uomo più ricco del mondo è colui che porta nel palmo della mano una goccia di amore.

Niente ha più valore di questo.

Tutto quello che abbiamo da fare in questa vita è cercare di migliorare la vita delle persone.

Facendo leva su come è migliorata la nostra.

Non ho niente eppure sento di avere il massimo. Ho raggiunto la vetta.

Nulla è così importante come sembra.

È importante gioire.

 essere felici.

È importante cercare conoscere e trovare l'amore che abbiamo dentro.

Una volta trovato, conserviamolo. E doniamolo.

Sento i miei ridere e la vita splendere.

Tutto ha un senso più alto e profondo.

Sono grato a questa enormità che è la vita.




"Capitano, il mozzo è preoccupato e molto agitato per la quarantena che ci hanno imposto al porto. Potete parlarci voi?"
"Cosa vi turba, ragazzo? Non avete abbastanza cibo? Non dormite abbastanza?"
"Non è questo, Capitano, non sopporto di non poter scendere a terra, di non poter abbracciare i miei cari".
"E se vi facessero scendere e foste contagioso, sopportereste la colpa di infettare qualcuno che non può reggere la malattia?"
"Non me lo perdonerei mai, anche se per me l'hanno inventata questa peste!"
"Può darsi, ma se così non fosse?"
"Ho capito quel che volete dire, ma mi sento privato della libertà, Capitano, mi hanno privato di qualcosa".
"E voi privatevi di ancor più cose, ragazzo".
"Mi prendete in giro?"
"Affatto... Se vi fate privare di qualcosa senza rispondere adeguatamente avete perso".
"Quindi, secondo voi, se mi tolgono qualcosa, per vincere devo togliermene altre da solo?"
"Certo. Io lo feci nella quarantena di sette anni fa".
"E di cosa vi privaste?"
"Dovevo attendere più di venti giorni sulla nave. Erano mesi che aspettavo di far porto e di godermi un po' di primavera a terra. Ci fu un'epidemia. A Port April ci vietarono di scendere. I primi giorni furono duri. Mi sentivo come voi. Poi iniziai a rispondere a quelle imposizioni non usando la logica. Sapevo che dopo ventuno giorni di un comportamento si crea un'abitudine, e invece di lamentarmi e crearne di terribili, iniziai a comportarmi in modo diverso da tutti gli altri. Prima iniziai a riflettere su chi, di privazioni, ne ha molte e per tutti i giorni della sua miserabile vita, per entrare nella giusta ottica, poi mi adoperai per vincere.
Cominciai con il cibo. Mi imposi di mangiare la metà di quanto mangiassi normalmente, poi iniziai a selezionare dei cibi più facilmente digeribili, che non sovraccaricassero il mio corpo. Passai a nutrirmi di cibi che, per tradizione, contribuivano a far stare l'uomo in salute.
Il passo successivo fu di unire a questo una depurazione di malsani pensieri, di averne sempre di più elevati e nobili. Mi imposi di leggere almeno una pagina al giorno di un libro su un argomento che non conoscevo. Mi imposi di fare esercizi fisici sul ponte all'alba. Un vecchio indiano mi aveva detto, anni prima, che il corpo si potenzia trattenendo il respiro. Mi imposi di fare delle profonde respirazioni ogni mattina. Credo che i miei polmoni non abbiano mai raggiunto una tale forza. La sera era l'ora delle preghiere, l'ora di ringraziare una qualche entità che tutto regola, per non avermi dato il destino di avere privazioni serie per tutta la mia vita.
Sempre l'indiano mi consigliò, anni prima, di prendere l'abitudine di immaginare della luce entrarmi dentro e rendermi più forte. Poteva funzionare anche per quei cari che mi erano lontani, e così, anche questa pratica, fece la comparsa in ogni giorno che passai sulla nave.
Invece di pensare a tutto ciò che non potevo fare, pensai a ciò che avrei fatto una volta sceso. Vedevo le scene ogni giorno, le vivevo intensamente e mi godevo l'attesa. Tutto ciò che si può avere subito non è mai interessante. L' attesa serve a sublimare il desiderio, a renderlo più potente.
Mi ero privato di cibi succulenti, di tante bottiglie di rum, di bestemmie ed imprecazioni da elencare davanti al resto dell'equipaggio. Mi ero privato di giocare a carte, di dormire molto, di oziare, di pensare solo a ciò di cui mi stavano privando".
"Come andò a finire, Capitano?"
"Acquisii tutte quelle abitudini nuove, ragazzo. Mi fecero scendere dopo molto più tempo del previsto".
"Vi privarono anche della primavera, ordunque?"
"Sì, quell'anno mi privarono della primavera, e di tante altre cose, ma io ero fiorito ugualmente, mi ero portato la primavera dentro, e nessuno avrebbe potuto rubarmela più".




Il segreto di un uomo affascinante è il sorriso che ha nel cuore. 

Cammino senza fretta cercando di non perdere nulla di ciò che mi ruota intorno.

Sentirsi in vacanza in una semplice passeggiata di quartiere con mio fratello, conversare di scelte e di serenità. 

Col cuore sensibile e la mente riposata possiamo viaggiare da un punto all' altro gustando il miracolo di ogni frammento. 

Un colore, un balcone, un incontro, un dolcetto, un pensiero leggero, una risata, una parola. Tutto, si srotola davanti al nostro sguardo e passa, come a mostrarsi, come a segnare una linea che riguarda tutti.

È la linea di questa esistenza, la possiamo leggere su una mano, ma non importa quanto sia lunga la sua durata, ciò che è essenziale è la qualità di un secondo vissuto. 

Vado al parco con Adriano, calmo la lacrima di un mio amico al telefono, dono sollievo seduto al bar con lizio, mi viene naturale prendere parte ai problemi degli altri cercando di alleggerendo il peso delle tragedie di ognuno.

Due passi a via Latina, poi al parco, poi la via appia, tutto mi sembra unico e infinito, una luce che brilla in ogni passante, in ogni negozio, in ogni istante.

Cerco col cuore di raggiungere più mani possibile. Se tutti tornassimo ad una vita più semplice non ci sarebbe più bisogno di spiegare niente, tutto sarebbe illustrato nei gesti quotidiani della gente.

Mi fermo a vedere delle foto con bizio, mio fratello, e quei pochi istanti durano un'eternità, sono vita vissuta, incanto e bellezza.

Cammino solo a via di porta latina, mi gusto il verde della città, da villa scipioni arrivo a Caracalla, fino a circo massimo. 

Con Daniele attraversiamo il ghetto, campo de' fiori, via dei coronari, Castel Sant'Angelo, San Pietro, Borgo pio, tra un gelato ed un caffè, una vista sul fiume protetti dagli angeli sul ponte, finiamo a Trastevere per ammirare la luce del mondo, il tramonto sull'isola Tiberina, un'aria rilassata che incanta e fa sentire in vacanza.































Mi dimentico cosa sia il lamento, mi sento così grato che in ogni cosa mi ci perdo dentro. Entro nella chiesa dove si sono sposati i miei, mi emoziono camminando e pensando a mia madre felice che entra. Guardo i fori, la notte su roma, gli affreschi sui soffitti, gli occhi del mondo, lo sguardo della vita.








Ricevo un messaggio mentre sto facendo yoga, alzo gli occhi e tengo a bada il cuore, tutto si mette a posto quando sai di amare un volto.




La luce delle piazze, il vino bianco fresco splende insieme al tramonto, i sorrisi di una nuova estate, una canzone che non smetti di ascoltare, tutto ha un nuovo inizio, continuamente, sempre.

Le casette di Trastevere, attendere senza fretta che passi la bellezza, come uno spettacolo che sta per iniziare, tutto volge al termine e non smette di ricominciare. Il mondo versa negli occhi di chi vede continue perle di straordinaria bellezza, gioia che si manifesta quando riesci a coglierla, ad amarla, viverla.

L'uomo che ha imparato ad amare non riesce a smettere di incantarsi, trova nei piccoli gesti il volto di un mondo migliore. 

Stare nella natura, volersi bene, dimenticare il potere, sentirsi in pace, bastarsi, avere continui compagni di viaggio anche quando si è soli, nella mente e nel cuore, camminando con sé stessi, dialogando con la propria anima. 

Piccole pillole di felicità che se prese da ognuno darebbero al mondo la rivoluzione che aspetta da tempo. 

Non più divisioni, soldi, guerre, competizioni, paure, io e mio, povertà ricchezza, sfruttamento, potere, violenza. 

La vita tra gli alberi, tra gli altri, ad occhi aperti, con mani che si allungano verso altre mani. Cosa ci serve di più?

Nessun bisogno di soddisfazione né di successo, nessun orgoglio da difendere o paura da proteggere, nessuna infanzia tradita, nessuna ferita incurabile, nessuna rabbia da far scontare. 

Siamo gocce di universo sparse lungo il mondo. Abbiamo infinita pace nel cuore che non vede l'ora di emergere e inondare il mondo di luce.

Brevi racconti di famiglia, sorrisi 
dentro una tavola, ricordi che camminano, niente affoga se tenuto a galla dal sapore della meraviglia, dal cuore che batte e disconosce il tempo.

Mi vedo dentro di lei mentre sento di essere la sua anima, e lei la mia. 

Tutto ciò che ci accade ci fornisce risposte. 

Ogni dolore ci insegna che ne avevamo bisogno. 

Possiamo convivere insieme a mille persone sentendosi soli e da soli sentirci meglio che altrove.

Ora ho voglia di prendermi cura di un po' di me. Curare il mio silenzio, la musica che risuona dentro.

Ho voglia di pace. Di ascoltare la mia voce. 

Voglia di camminare. Di vedere. Di abbracciare. 

Aria aperta, spazi grandi, incontaminato splendore, natura selvaggia, amore.

Voglia di me. 

Fare l'amore con sé stessi è un percorso che richiede coraggio e libertà.

Un uomo che si illumina senza luce sa dove andare, sa cosa cercare. 

Ci spaventa affrontarci perché dovremmo dire a noi stessi che siamo capaci di essere diversi, una versione migliore di ciò che crediamo.

Sulla vetta del mondo l'uomo si ritira dalle distrazioni per andare più a fondo,togliendo impurità e futili abitudini.

Veglia sulle paure il saggio che insegna a giocare, a divertirsi, a godersi le cose.

La vita è una donna amica che ci siede accanto, che ci ascolta e ci guida.

Siamo innocenti anime che non riescono a svegliarsi da un sonno profondo. 

Ogni schiaffo che diamo ad un altro ci ritorna contro.

Mi consola vedere una barca che va lenta verso riva, mi rincuora il profumo di un gelsomino, mi allieta il canto del mattino.

Sono sceso dai miei desideri per andare in mare a vedere dove sorge il dolore.

Nel mare della vita, nei luoghi segreti dove nessuno va, soffia il vento della conoscenza, parla la verità di ogni storia. 

Appesi al ramo delle nostre incertezze vaghiamo senza sapere dove sia il tesoro, dove sia il punto di incontro tra inizio e fine, tra sempre e mai.

Quando plachi le attese e ti stendi al sole, non hai altro da chiedere, hai solo da lasciare andare.

Siamo figli eternamente incapaci di guidare una bici, impauriti di essere giudicati e sbagliati. 

Niente è più perfetto di un corpo che viaggia lento, che si gode il raggio di sole e si addormenta lieto.

Non dobbiamo essere giudicati da nessuno, abbiamo il solo compito di essere grati ogni giorno, aiutando chi non riesce a vedere, calmando tutte le paure.

La vita è bagnata ogni giorno da enormi onde che portano amore nel mondo. 

Lasciamoci rinfrescare da idee leggere, da sguardi nuovi, dai getti di aria libera, dagli infiniti insegnamenti della compassione. 

La nostra vita è una strada da fare con passi consapevoli, accompagnando la coscienza verso la liberazione.

La nostra responsabilità è guidare la mente verso pensieri amorevoli, il corpo verso azioni generose, la lingua verso parole sagge.

Tutto ciò che ci resta è stare in ascolto.

Svegliarsi all'alba, dormire al tramonto.

Gioire molto di ogni poco. 

Esserne grati. 

Sentirsi il timone del mondo non una barca che si lascia trasportare.

Se curiamo il cuore con gentili gesti di amore, non sentiremo più nulla farci tremare, non avremo nessun istinto che ci porti a reagire, a scattare, a dimostrare.

A volte,  uscire dal mondo, è un tentativo saggio di entrare dentro sé stessi, cosi a fondo da restarci a lungo.

La nostra vita è luce.

È come la donna che amiamo. 

Lei è il risveglio felice. 

Il motivo di un sorriso. 

I colori della giornata.

Godiamoci il fresco e il caldo, le ombre e le rose, le cattedrali e le strade, le parole e le storie, i sogni e i dolori, i suoni, gli amori. 

Un perdono al giorno ci porta in alto, fino a conoscere il mondo. 

Non c'è colpa, tutto insegna.

Brilliamo come neve in una montagna specchiata nel lago. 

La nostra anima siede in attesa del nostro risveglio. 

Il tempo è solo l'occasione di un momento che non andrebbe perso. 

Minuti, ore, numeri, cose, oggetti, nomi, paesi, bandiere.. viviamo senza sapere che tutto ciò che noi siamo è privo di etichette, è Amore.

Io Ti AMO.



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