Namasté

Si prova uno strano senso di beato incanto davanti a ciò che è sacro. Ad Haridwar, appena ti avvicini al fiume senti il suono dei canti di chi sta per bagnarsi, incontri gli occhi felici delle donne che immergono i loro figli nella pancia di Mother Ganga, il sacro fiume Gange. Mi fermo sulle scale ad ascoltare il vento fresco prima del tramonto,  osservo lo scorrere incessante del fiume circondato dai famosi Ghat, antichissimi templi che si affacciano con le loro imponenti cupole. In acqua splendono le polveri colorate  dipinte sui volti  della moltitudine di persone affollate sulle scale, intorno al fuoco.mi trovo in mezzo agli indiani, Nei gradini davanti al Gange, ad assistere alla cerimonia aarti, un rito che ogni giorno al tramonto riunisce folle di persone. Mi colpiscono sempre le donne; dalle più giovani alle più anziane, come sorridono, si lavano, si bagnano il viso e chinano la testa in acqua.. è pura poesia la loro, una danza che paralizza lo sguardo, i loro sguardi sono immagini di storia. Ci trovo dentro tutta la saggezza indiana, secoli e secoli di scritture e mantra si possono leggere nei loro occhi. Haridwar ha una luce magica, musica e allegria nelle piccole vie che sono un festoso e stimolante  trionfo di colori. In particolare questi giorni, che si festeggia l' holi festival, sacro agli indù. Vedo donne intorno a tronchi di alberi che intrecciano fili colorati, pregano e accendono il fuoco, bambini che ti lanciano palloncini di acqua dai balconi, gente che ti spalma sul viso polveri gialle, blu e rosse come fossero creme idratanti. Mi fermo a prendere uno speziato tè con zucchero, in un vicolo dove si respira autentica vita locale,  da una simpatica donna che mi mostra i dolci da abbinare. Un suo amico si presenta e facciamo due chiacchiere. Mi fa notare come tra di loro si sentono fratelli e sorelle e accolgono anche me come fratello, non vede il motivo di fare differenza se straniero o indiano. Mi parla di divinità e conclude dicendo che tutto porta all' amore: la vita è come il viaggio che stai facendo, una volta concluso dovrai tornare a casa. Non importa pensare a quando tornerai, devi goderti il momento e viverlo con amore, siamo tutti qui per questo, il nostro linguaggio quando ci rivolgiamo ad un altro è quello di chiudere le mani all' altezza del cuore, in segno di rispetto. Devi preoccuparti solo di creare buon karma, la mia accoglienza ora sta rendendo felice il tuo cuore. Pensa a questo." L' India non finisce mai di stupirti. Salgo in cima al manda devi, tempio sacro. Mi allontano dal tempio, lascio un pasto ad un bambino che preferisco di gran lunga ai guru che chiedono soldi. Vado verso il panorama, solo. Mi giro e vedo che il bambino dopo aver mangiato ha lasciato il sacchetto ad omaggiare un tempietto sulla sabbia. Mentre sto andando via un nepalese mi ferma. È qui per lasciare le ultime ceneri rimaste di suo padre, è venuto dal Nepal sin qui, per lanciarle verso il gange, in questi sito sacro.restiamo in silenzio a guardare gli alberi, poi ci distraiamo finendo a parlare di buddismo, shiva e meditazione vipassana. É un giornalista freelance, un essere genuino e illuminato. Piccole fiammelle escono dalle finestre dei templi, voci di donne cantano il sacro nome di Madre Gange, fiume che protegge. Il Gange a fine giornata é una luce che irradia, si porta con se canti sospesi in aria, battimani da entrambe le sponde che lo costeggiano, fuochi, bacinelle di fiori, incensi e sguardi  avvolti in una sola grande moltitudine. Il saluto migliore ad una giornata cosi ha una sola voce: namasté.

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Impara ad amarti.

La felicità non va mai a dormire.

grazie.