Tiziano Terzani

Quando cammino in Asia, quando parlo con le persone, quando osservo la vita, il pensiero va sempre a Tiziano. Ho conosciuto forse una piccola parte del suo mondo, attraverso i suoi libri ho viaggiato e sognato ogni luogo che ha vissuto. Mi sono avvicinato al suo sguardo sereno un giorno di tanti anni fa, vedendo in una libreria la copertina di "Il mio ultimo giro di giostra." Non sapevo nulla di lui, ma quel sorriso mi ha stregato per sempre. Da quel giorno ho comprato quasi tutto di lui, ho fatto sua ogni parola, ho sentito nel cuore ogni sua emozione. Viaggiare e scrivere è il mio sogno da quando sono bambino e Tiziano me lo  ha ricordato in ogni suo racconto. Nel suo coraggio di vivere mi sono perso, nel suo amore per la vita mi sono immedesimato, nella sua sincera voglia di equilibrio ho trovato il senso al mio cammino. Quando parlava ai giovani ricordava di non " restare chiusi in un ufficio dentro posti già ammuffiti, scegliete una vita in cui vi riconoscete, la mia vita non ê mai stata un lavoro, ho sempre fatto tutto con passione." I suoi racconti, le esperienze solitarie, la vita in ashram, la cina, Tailandia, nepal, india.. i sogni infranti e le nuove avventure, i pericoli e gli articoli, la profezia di un indovino e i viaggi in treno, la scoperta del cancro e l'accettazione della malattia, la via contro la guerra e la perdita del proprio nome. Un sentiero di pace lungo viaggi lettere libri incontri e interviste, un uccello che volava leggero, un uomo senza maschere, un giornalista come non si trovano più. Mi ha detto tante cose attraverso la penna: che la risata é il più grande insegnamento della vita, che cambiare idea è una virtù gigante, che viaggiare non é spostarsi, é reinventarsi, sempre.  Mi ha mostrato una via senza seguire regole rigide,  ha raccontato al mondo cosa si nasconde dietro lo sguardo di un passante, di un rivoluzionario, un guerriero, uno sciamano o un monaco tibetano. Se ne é andato restando sempre sé stesso, incantato da ogni respiro di vita, un indiano innamorato della sua italia. Ha vissuto almora con la stessa intensità di Orsigna e non ha dimenticato mai di correggersi. Ha accettato con serena distacco la fine dei suoi giorni, senza restare attaccato alla vita, ma restando fedele all'amore. Ha guardato le vette toscane parlando col figlio di come sia divertente la vita, anche davanti alla morte. Ha smesso di curarsi, di avere un nome, di scrivere sui giornali e di credere agli altri. Ha avuto al suo fianco una compagna di vita che ha il suo stesso sguardo limpido, ha cresciuto due figli insegnando loro che stare lontani é un bene di famiglia. Ha gioito e meditato, camminato e fotografato, rischiato e raccontato, riso di sé e dei suoi limiti e poi ha lasciato il suo corpo.. Ridendo.  Ma forse non si sarebbe mai aspettato di aver lasciato dietro di sé  un piccolo esercito di viaggiatori che, proseguendo il suo cammino oggi cercano di andare fino in fondo.. fino a diventare ciò era riuscito quel barbuto uomo bianco di Firenze: liberi dalla testa ai piedi.  Perché .. come diceva Tiziano..:" solo chi ha il coraggio di perdersi può ritrovarsi." Avevo pensato di raggiungere almora, dove ha vissuto in una delle sue tante esperienze indiane, ma sempre lui mi ha insegnato che.. " ognuno deve fare il proprio cammino.."


Mi piace essere in un corpo che ormai invecchia. Posso guardare le montagne senza il desiderio di scalarle. Quand'ero giovane le avrei volute conquistare. Ora posso lasciarmi conquistare da loro. Le montagne, come il mare, ricordano una misura di grandezza dalla quale l'uomo si sente ispirato, sollevato. Quella stessa grandezza è anche in ognuno di noi, ma lì ci è diffìcile riconoscerla. Per questo siamo attratti dalle montagne. Per questo, attraverso i secoli, tantissimi uomini e donne sono venuti quassù nell'Himalaya sperando di trovare in queste altezze le risposte che sfuggivano loro restando nelle pianure”.

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