Gole del Sagittario e lago di Scanno.

Quando esco di casa, guardo le mura del quartiere, sento sempre che questa fresca aria del mattino a colli albani, è sempre magica.



Gli amici con cui hai condiviso i primi calci e i primi abbracci, sono ancora li.



Sono ancora li a ridere come al muretto, portano allegria nei bar, sorseggiano felici di stare insieme.



Prima del tramonto, il tempo ha un ritmo rilassato. La fresca luce che si posa sulle vesti leggere delle teenagers, le insegne dei negozi vengono sfumate dai raggi del sole, solo il pensiero di un prossimo viaggio cambia i volti delle persone, negli occhi sorride la gioia dell' estate.







Mi torna in mente un ritornello "It's too late to apologize.. "



La gente non la vuole vedere una persona felice, preferisce vedere qualcuno che fa ciò è meglio per lei, che preferibile perché fa ciò che piace, che è comodo da capire, che è comune, vicino a noi, che ha e nostre debolezze ma tante cose materiali da sognare, che ci mancano, che non abbiamo. preferisce vedere chi è famoso, chi ha più cose, chi calciatore chi attore, ne parlo lo invidio, guardo le auto le donne le piscine, non vado mai a vedere se sia felice.  una persona quiete, serena, in pace, fa molta meno notizia e molto meno successo. difficilmente sentirete  una persona che dice " guarda quanto è serena quella persona, quanto è bella quiete e tranquilla.  questa cosa non viene mai sottolineata, si fugge da chi sta bene, si preferisce sognare chi ha di piu anziché sognare la propria felicità. Spesso, lo si chiama frikkettone, santone,  fuori di testa, strano, non di questo mondo.



Se non ti arrabbi mai,non reagisci, non fai quello che fanno tutti, non sei una persona in pace, sei una persona strana.




Propongo ai miei una nuova camminata, stavolta la destinazione è Abruzzo.



La fortuna di viaggiare con loro, di gustarmi i posti, i panorami, i colori, attraverso i loro occhi.




Mi godo ogni secondo, ogni sguardo e parola, mi emoziono nel vederli contenti.

Non più giovanissimi, hanno ancora una santa voglia di vivere, scoprire, incantarsi.

Partiamo con quella serena allegria che muove le montagne, colora i paesaggi, fa sentire beati.

Papà al volante canta, mamma guarda fuori, io leggo il giornale, quella serenità del viaggio nello scoprire nuovi posti accende in noi una curiosità piena di entusiasmo.

Arriviamo al piccolo centro storico di Anversa degli Abruzzi, un caffè nelle piazza centrale, mentre i miei siedono all'ombra io vado a fare due passi.










Un luogo di poche anime gentili, affacciato sui monti, circondato da pietre e chiese.



Entro al centro turistico, chiedo una mappa dei sentieri, i signori mi accolgono sorridendo curiosi di sapere come siamo organizzati.

Scendiamo giù, un robusto signore dalle guance rosse e la pancia che esce dai pantaloni, ci parla della zona di dove parcheggiare, ci consiglia piatti tradizionali come il famoso castrato ottenuto dalla macellazione di piccoli agnelli alla sola età di un anno e mezzo.

Ci inoltriamo nel sentiero del fiume,papà guarda gli alberi e le piante, trova fichi, noci, raccoglie fiori per mamma. Fischia, canta, ride e scherza.

Mamma mi racconta un esperienza che non avevo mai conosciuto: avevo solo due anni, continui problemi di raffreddore,così il dottore consigliò un po' di montagna. Mamma, su consiglio di un amico, scelse di andare da queste parti, a Rio Freddo, una ventina di giorni.

Lei, da sola, con me e bizio, 2 e 7 anni.

Mi racconta di venti giorni di totale solitudine tra poche anime, nella natura, in una appartamento gestito da una famiglia  che offriva ogni giorno piatti fatti in casa, tradizionali.




Quella natura, riusci a liberarmi di blocchi respiratori, e oggi capisco la mia continua ricerca di ossigeno e alberi.

Lungo il sentiero, dei giovani di Pescara ci seguono, avendo perso orientamento.

Passiamo tra secolari tronchi intrecciati, foglie e piante rigogliose, lussureggiante vegetazione che brilla sopra le correnti, il fiume è l'unico suono che ci accompagna, si cammina all'ombra.











Il sentiero si intreccia con gli altri, ci fermiamo al fresco, bevendo alla sorgente facendo uscire acqua nella tradizionale usanza.

Torno sopra alla macchina per prendere il pranzo, provo a prendere un altra strada, ma quando capisco di arrivare ad un altro centro storico, preferisco riprendere il sentiero.

Cammino solo tra gli alberi, nel fresco  rigenerante del bosco sento il corpo nel pieno delle energie, non sento fatica, tocca l'acqua delle sorgenti, guardo il colore del fiume, le piante arrampicate sulle rocce, l'uomo qui sente di esserci sempre stato.



Prende due pesanti borse frigo, le carico sulle spalle e riparto per il sentiero.

Mangiamo tra gli alberi, la gente canta e balla, chi fa il barbecue, chi si sdraia sul prato.

Pasta, birra, panini, frutta,racconti.  sento di essere nel cuore del luogo più importante della vita, la felicità.





I miei scherzano tra loro, si guardano intorno, richiamano continuamente l'attenzione alle piccole cose, sono affascinati dai colori, dai sapori, dagli odori, dalla natura che qui esplode di varietà e pace.

Dopo il pranzo riprendiamo il cammino, dopo altre salite e discese, bosco e piccole cascate, noto la stanchezza dei miei, che nonostante l'età resistono con un agilità che mi sorprende.

Dico di aspettarmi, io proseguo in alto a guardare le vette da vicino, li dove il sole


si nasconde per poi apparire dietro.







Resto a guardare la sconvolgente immensità della natura, la sua calorosa potenza che chiarifica e nobilita.

Papà si piega per sentire l'acqua, scopriamo il sedano acquatico, il luppolo, la canapa, un mondo vegetale poggiato sulle acque, rigoglioso e splendente.

Forme geometriche allineate donano ai gruppi di piante un solo colore, la perfezione sembra disegnata a matita.

Papà si sorprende nel vedere le rocce avvolte nei rami, i tronchi piegati da una parte all'altra del fiume, le piante stendersi su rocce calcaree.

Il sentiero delle sorgenti è un immersione nel bosco, in questa natura incontaminata, oasi wwf.














Torniamo alla macchina.

Il viaggio verso Scanno è ancora una veduta panoramica sulla natura intorno. Le pareti rocciose circondano la strada, mi fa strano vedere montagne preziose come diamanti spaccate per far andare avanti il progresso.

Arriviamo a villa lago, i miei restano a guardare il lago, io scendo fino all'eremo di San Domenico, a rendere omaggio a questo monaco eremita che amava passeggiare in questi luoghi silenziosi, per poi contemplare la vita di fronte al lago.










Un ponticello porta a piccole spiaggette poco popolate, il mio ideale relax.

Una piscina a tratti blu a tratti azzurro poi verde, incastrata dentro un bosco, luogo magico, dove si respira tutta la sua energia.

Lasciamo lo splendente lago san domenico per dirigersi al borgo di Scanno. Caffè in piazza, i miei siedono all'ombra, io cammino nel centro storico. Mi rattrista vedere come la smania di turismo e di guadagno abbia fatto perdere ogni concezione architettonica in sintonia con il delizioso centro storico. Cosi, attaccati ad una chiesa barocca, trovi case e hotel moderni, facciate verniciate come chiazze che guastano il gioiellino dei vicoli e le piazze del piccolo Borgo incantato, che dai vicoli mostra la natura del paesaggio.




La chiesetta in piazza, tutta in stile barocco, presenta un presepe esempio di arte. Dagli artigiani ai pescatori, dai contadini alle lavandaie, nei volti e nelle case è rappresentata la società dell'epoca, e tutto in movimento.













Scendiamo giù al lago, ultima biretta sdraiati al prato; qui, è una Riccione di Abruzzo. Comitive, bar, pedalò, alberghi, ristoranti.. un turismo che non avrei mai immaginato, il lago ha un aspetto che affascina, ma cosi presentato è più una discoteca che un luogo immerso nella natura.







Questo fine giornata, sdraiato coi miei al sole, con un venticello fresco che si poggia sulle guance, è la perfetta magia per dire ancora Grazie.




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grazie.