Nostalgia.

 Ho nostalgia dei maglioni a righe. Di mamma che prepara i cocktail. Delle sigarette sopra le carte da gioco. Di nonna Elvira che copre i numeri della tombola con le bucce dei mandarini. Ho nostalgia di Barbara che mi lancia sul letto. Mi manca zio che guarda fuori dalla finestra e ascolta jazz.. mentre il fumo della sigaretta evapora come quel secondo. Lo vedo ballare dei passi di Michael Jackson e schioccare le dita.. lo ascolto sul divano .. in silenzio.. e mentre lui mi racconta le sue storie, io mi immagino alla sua età, e vorrei da grande essere come lui. 


Mi manca la Roma degli anni 80, i giornali sul cruscotto, il capello lungo e la camicia a quadri, lo stereo in spiaggia, i baci alle feste in casa.


Ho nostalgia dei mondi dove l'umanità, l'essere umani, aveva un peso. 



Mi manca la leggerezza dei juke box, salire in moto con mio padre, vedersi i film al cinema tutti insieme. 


Quei baffi grandi, quegli uomini coraggiosi che studiavo tra le mie letture, i presentatori alla tv, gli attori e i cantautori, mi manca quel mondo che toccava in profondità i grandi temi dell'esistenza umana. 


Mi manca quello stringersi in casa, intorno ad una chitarra, parlando di come poter intervenire per salvare la società.


Ho nostalgia dei film senza cattiveria, delle strade senza macchine, delle epoche classiche, dei giardini dove giocare liberi, dell'amor romantico, dei poeti e dei telefilm, delle gite in comitiva, dei sogni lucidi negli occhi dei giovani. 


Mi manca ballare fino al mattino, la Roma dei panni stesi, nonna che stende in terrazza, le giornate al cancelletto, i pantaloni a righe, la discoteca di pomeriggio, i giornalisti coraggiosi, i calciatori che amavano la maglia, i giudici e i politici con ideali, i ragazzi che fanno radio, gli striscioni in piazza, gli abbracci fuori ad un carcere, le lacrime di ritorno da un viaggio, i baci al porto di nettuno, pitturare in un centro di volontariato e cantare i cranberries, ridere sotto la pioggia, calciare in cielo un pallone bianco, mamma che balla, papà che fischietta, bizio che corre ad un concerto, mi manca quel nostro stare fermi..  su un muretto, contemplando la vita che passa, cantando U2,  mettendo gli stessi vestiti e guidando una sola macchina. 


Ciò che è tuo è nostro e ciò che è mio è di tutti. Sentire quella forza del gruppo che ti fa sopportare il dover crescere.


Poi arrivano i matrimoni, i mutui, i telefonini, gli abbonamenti sky, la violenta indifferenza, l'oratorio che chiude, i cortili si riempiono di macchine, ai gradoni della curva sostituiscono i seggiolini da teatro. Mi mancano le trasferte sotto la pioggia e vedere in quel gol a dieci minuti dal termine il senso ad una vita di speranze.


Mi mancano le passeggiate con Francesco e il pub la sera, ho nostalgia di un mondo che è scomparso per fare posto ai gruppi su whastsup e alla comunicazione sui social.


Ho nostalgia di un mondo che ancora trovo intatto negli occhi della mia famiglia, tenacemente ancorata ai valori di un'epoca lontana, semplice,  fatta di silenzi e vesti cucite in casa, di sorrisi alla cassa e dischi portati in valigia.


Quel saper stare insieme senza niente, come se quella gioia fosse la piu grande ricchezza. Un tesoro raggiunto senza aver faticato. 


Mi mancano le notti al portone, aspettare l'alba per la pizza del forno appena uscita.


Quelle chiacchierate sembravano non finire mai.. non avevi voglia di tornare a casa.. perché sentivi che andare a dormire avrebbe spento quella magia che non sarebbe piu tornata. 


Quella magia infatti, non è più tornata.


Ma resta, eternamente. Ed è felice la vita se hai speso in compagnia momenti così infinitamente belli. 


L'amore per la vita è intramontabile.

Ho troppe nostalgie. E neanche una, oggi, riesco a ritrovarla nelle cose che vedo.


Non c'è piu nessuno che in piazza scrive "pace" sulle magliette.


Quello che ci hanno lasciato.. è una rabbia per quello che non abbiamo e non per quello che ci hanno tolto.


Ci hanno tolto la magia ribelle del sognatore che cammina nel mondo per difendere il suo diritto di essere libero.









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grazie.