Figlio dei sampietrini.

Oggi a roma è tornato a splendere un sole accecante, così forte da togliere ogni paura di uscire da casa.

Il virus della gioia è molto più potente di quello che trasmette paura, ansia, panico.

I giornalisti da mesi ormai vendono panico che si moltiplica coi social.. per poi fare i finti sorpresi di vedere la gente spaventata.

Economia bloccata, nessuna voglia di stare con gli altri, paura di muoversi, tutti bloccati sul sito dell'Ansa aspettando un miracolo dal Dio tg.

Io prendo la mia canon e mi dirigo al bar; porto un caffè al portiere del mio palazzo, cammino fino al parco, mi fermo sulla panchina, apro il libro e mi rilasso al sole. Scatto qualche foto, sorrido ai bambini di coppie in bici, ai cani che si avvicinano, ascolto 3 amici anziani che parlano di calcio.

Al parco il cielo posa nuvole bianche sopra le chiome di una primavera che inizia ad affacciarsi. Il comitato della caffarella è un luogo di incontro dove i volontari permettono di noleggiare bici, lasciare che i bambini trovino nella natura la loro scuola di vita.




Sparsi in punti differenti ci sono alberi piantati dai cittadini di zona, piccoli orti, percorsi che portano a conoscere il bosco sacro, gli uccelli in volo e segreti ruderi dove secondo leggenda Numa Pompilio   si incontrava con Egeria.

Una ragazza si siede sulla panchina dove sono io, iniziamo a conversare sulla preziosa fortuna di un parco così bello a pochi passi da casa. Osserviamo i conigli correre felici, parliamo della necessità di trovare rifugio nella natura per assentarsi dal ritmo della città, dal rumore che non prevede mai il silenzio.

La pace che trasmette un suono di uccelli è ossigeno per il cuore.

Parliamo di fotografia, yoga, viaggi, lei è igienista dentale  e ama andare al teatro col suo compagno e fare passeggiate nel verde.

La chiacchierata dura molto e ci porta in luoghi inusuali per un incontro tra sconosciuti, e anche questo ci fa osservare come viaggiare aiuti a buttare giù i muri della mente che limitano la nostra conoscenza.

Mi parla del suo bisogno di condividere e di come la società odierna abbia ingabbiato tutti dentro una stessa polvere che non ci fa vedere più niente.

Così molti proseguono a vivere per inerzia rincorrendo la fine del mese senza mai esplorarsi dentro.

Tra social, gruppi, chat, applicazioni, siti per incontri, viviamo dentro uno schermo e non riusciamo a vedere il mondo fuori, ad incantarci, ad incontrarci casualmente, improvvisamente, dal niente.

Ci salutiamo, io proseguo a camminare, faccio alcuni scatti ad uccelli poggiati sui riflessi delle acque formate dalla pioggia, i colori sopra gli alberi esplodono di risveglio.

Dalla caffarella esco su via latina, mi fermo da un simpatico siciliano che mi fa assaggiare polpette di carciofi e cavolfiori, accompagnate da un delizioso pane nero fatto da lui.

Proseguo fino a villa scipioni, mi fermo alla Chiesa di San Giovanni a porta Latina, viaggio in questa strada fuori dal tempo, tra i sampietrini e le ville romane, tra le mure di porta latina e il verde intorno. Mi soffermo a pensare a quante volte mi sono incantato camminando per Roma, quante volte ho sentito il brivido del viaggio solo alzando gli occhi verso una cupola, un vicolo, una villa.



Da caracalla arrivo a circo massimo, vedo la gente correre e mi da sollievo registrare immagini positive che non cedono al panico generale. È ovviamente giusto fare attenzione al nostro stile di vita, ma questo andrebbe fatto ogni giorno della nostra vita, e sentirsi improvvisamente impauriti come stesse per scoppiare la guerra sembra molto più infettivo di un virus.



Vivere con la consapevolezza che la malattia esiste senza per questo farne tragedia aiuterebbe ad affrontare con più leggerezza ogni evento della vita.

Dal circo massimo mi fermo per un caffè ad uno dei bar che preferisco. Proseguo su via di san Teodoro, arrivo a via della consolazione, dalla rupa Tarpea salgo fino al Campidoglio, dall' alto l'arco di Settimio Severo svetta sui fori tra il tempio di Saturno e quello di Vespasiano.



Mi fermo davanti alla bellezza del mondo; non esiste angolo di ogni mio viaggio che possa regalare tutto questo. Non è possibile trovare altrove cento meraviglie in 100 metri, qui sono messe insieme e non ti stanchi mai di lasciarle vivere dentro i tuoi occhi.



Scendo verso il Ghetto, attraverso il Tevere, vado a Santa Maria in trastevere, porto un po' da mangiare ai ragazzi che sono fuori, mi fermo per un buon vino bianco nel cuore di un quartiere che è casa di ogni innamorato della vita. Termino la mia camminata di 3 ore nel cinema nascosto tra le antiche viuzze storiche di Trastevere.

In un bar una signora esorta un ragazzo ad aiutare un altra persona in stato di ebbrezza:" fai una buona azione e vedrai che se tu dai, ti ritorna triplicato."

La vita è semplice: ti chiede solo di volerle bene.



E per farlo, puoi iniziare volendoti bene, partendo da li sposti quello che hai versato nel tuo cuore goccia dopo goccia ad ogni cuore che incontri, ad ogni momento che vivi.



La vita è un tunnel che va percorso tutto... anche quando è lungo e senza luce.. perché quel tunnel ti mostra uno spiraglio.. e quello spiraglio è l'amore.


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grazie.