Living Life with a smile.

Volevo dirti tante cose...

E si scaglia l'onda sul viso.

Una lacrima poggia sul juke boxe, le nuvole scendono a fare due passi, lasciano il sole a disegnare il cielo.

Ore preziose per guardare il mondo con occhi diversi. Faccio due passi col mio amico mario, sotto l ombra di un albero gigante che rinfresca la mente ci facciamo da scudo, l uno con l altro, come da piccoli.

Passo davanti la chiesa, guardo le famiglie giocare coi bambini, vedo i papà attraversare la strada, i capelli biondi salgono sulle spalle del mondo per guardare meglio quello che non c è.

Una colazione in.compagnia di pino daniele e di mio fratello, i pensieri volano ad un futuro che non si fida del presente.

Io e Riccardo partiamo in moto verso il mare. Voliamo lontano dal caldo di Roma per andarsi a bagnare la testa e il cuore.. in una piena estate.. piena di domande e risposte.

Il mare ci fa assaporare il gusto delle piccole cose. Racconti, un succo fresco delle mitica tassoni, partita al calcio balilla, dove stranamente perdo.😀

Sono sveglio dalle 5, con il cuore attento ad ogni respiro, il corpo in trepida smania di allungarsi e distendersi sopra le resistenze.

LASCIA ANDARE, DICE IL MARE.

Dal mare io e Riccardo raggiungiamo la via del cuore per un intensivo su mantra e suono.

Il blu del cielo colora i villini dell'infernetto.

Durante le meditazioni e i mantra realizzo che la felicità non sa esprimersi in presenza della paura.


Il canto vibra dai piedi alla testa, si ferma sul cuore, poi prende i capelli e li stira fino a toccar le stelle.

La beatitudine non si può descrivere a parole.

Dopo il.canto finiamo meditando dentro il cuore dell'altro. Ad occhi chiusi, io e ric ci abbracciamo, come perfetta chiosa di una giornata vissuta insieme, tra il cemento e il mare, vicino alle dune e di fianco alle pinete, seduti come fior di loro su tappetini che sono porte aperte del mondo tutto.

Resto aperto col cuore poggiato sulla sua schiena, come a sorregger ogni strazio col peso della tenerezza. Mi svuoto completamente in una dolce resa.

Uno dentro l altro, senso e spiegazione di ogni legame, di ogni relazione.

Due corpi che diventano uno, una luce bianca che veste due anime.

Quando sciogliamo l'abbraccio accolgo tutto il resto: brividi salgono e scendono ad una velocità pazzesca, su e giù come se stessi ancora sulla moto, preso da scossa che dura tanto, lasciandomi fermo, arreso completamente al beato incanto.

In quel momento una sola parola esce dal mio petto: conforto.

Proprio il contrario di comfort.

Conforto che sostiene e tira su, sposta e accoglie, come una casa col camino sempre acceso, una mano che apre la porta e lascia entrare.  Un abbraccio che fa dimenticare ogni distanza, che spezza ogni paura. Un papà che rivede il figlio, una lacrima che canta, un gruppo che diventa intimo senza parlare.

La gioia è a disposizione di tutti.

Il conforto è la mano di chi viene a prenderti sotto casa, che ti manda una canzone e poi siede al tuo fianco, in silenzio.

Ad un certo punto della vita, lasciamo vivere la vita.

Ad un momento del nostro andare lento sentiamo sprofondare la verità fino a farci tacere.

In quel momento, quando molliamo la presa, l'amore è il primo corpo che si presenta sotto casa.

Nulla pesa più, nulla resiste, nulla trattiene.

Ci buttiamo tra le braccia del mondo bagnando il pavimento delle nostre lacrime, come fossero sassi che indicano il percorso.

Aldilà del dolore respira calma la felicità.


Nel binario opposto ai tormenti, quello dei treni fermi e del coraggio che sciopera, silenzioso parte il vagone della felicità. 

Siamo un corpo solo, che fatica a camminare quando riempie lo zaino di paure.

Siamo una famiglia di fratelli, uniti dallo stesso desiderio, mentre un altro chiede aiuto noi vibriamo porgendo la mano. Siamo nati perché nessuno al mondo si senta solo.



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