roma e' vuota.

ho seguito il volo di un gabbiano sopra l' isola tiberina.

a spasso.. tra i miei sogni cresciuti dentro uno sgabuzzino pieno di giochi.

occhi che si spalancano sopra i tetti delle case.

su in terrazza a prendere i panni con nonna, a leggere il giornale con nonno, ascoltare nonna che mi racconta la sicilia.

''la vita era ingenua, ovvia, come noi.''

non togliete mai la penna ad uno scrittore, non piegate le gambe mai ad un viaggiatore, non fermate il ballo di una donna, il microfono ad un cantante, il pennello ad un pittore, non togliete la tavola ad un surfista, non fermate la musica che respira dentro le anime di questo mondo; sono la risorsa di tutti, sono un bene del mondo;se non ascoltiamo i sogni di un bambino, se non sappiamo ascoltare cosa  ci  racconta nostro figlio, non sappiamo ascoltare noi stessi, non riusciamo a percepire la vita, il tempo, non sentiamo i brividi che ci raccontano cosa siamo.

guardate roma dall'alto, guardatele il viso, guardate che luce sprigiona all'alba, che sorriso riesce a stendere al tramonto, guardatela la vita dai balconi, ora che siete a casa. guardatele le vite ferme, calme, i vicini che finalmente si guardano, si salutano, si scambiano speranze, cori, sorrisi, giochi. questa e stata sempre la vera anima di questa citta.

da piccolo le mamme dei miei amici guardavano me come mia madre  guardava i miei amici. la mattina sentivi i discorsi da una finestra all'altra, i richiami all'ora di cena erano una protezione che non limitava la liberta di correre sotto casa.

sono aumentate le macchine, il rumore, l' indifferenza.

ormai nello stesso palazzo non ci si conosce piu. distanti anche se vicini. ora lo stiamo capendo.

e torniamo a guardarci, a sentirci comunita, a condividere.

ma non c ' e' bisogno di diventare virale a tutti i costi, si puo tornare ad una vita semplice senza bisogno di like, ad una tranquillita armoniosa, allo stare insieme senza  schermi, in un parco, tutti insieme, senza hashtag.

tornera la vita normale.. e chissa se saremo riusciti ad imparare la lezione.

se avremo imparato ad apprezzare le piccole cose, le piccole bellezze, i silenzi lunghi, i momenti senza far niente, i film insieme, le parole crociate, i libri e la musica jazz, i disegni e i racconti, i sorrisi e le danze sul balcone.

ci siamo ricordati di essere un mondo che unisce tutti, di essere una comunita che non per caso vive insieme. ci siamo ricordati di essere paese. e come tutti i paesi sente la necessita di ritrovarsi popolo, in quanto comunita di fratelli che condivide disagi e gioie,silenzi allegria e rumore.

ci siamo ricordati di essere vivi, in salute, fortunati, e legati anima e corpo con il panettiere della norvegia e la casalinga dello Zaire.

viviamo tutti con la stessa necessita:  vivere bene, da questo momento fino al nostro ultimo.

abbiamo tutti la necessita non solo di stare in salute, ma di essere felici. se ci svegliamo sereni ogni giorno, andremo via leggeri come piume da questo mondo, andando a posare le ali su altre lacrime che hanno bisogno di fresco e leggerezza, che hanno bisogno di  vita.

la vita e' un viaggio, andiamo e torniamo,  finche non saremo stanchi di sperimentare.

ce ne andremo definitivamente il giorno in cui ci faremo bastare l'amore.

quel giorno saremo una cosa sola con l'infinito. fusi nella polvere di un solo istante che unisce tutti e non torna piu.

nel momento in cui avremo compreso fino in fondo che la nostra missione e' sperimentare l'amore universale.. saremo gioia che cammina senza corpo,  saremo pelle che sorride e mette le mani calde sulle ferite di milioni di vite cariche di dolore non capito, mai affrontato, mai sciolto.

finche non sciogliamo lacci duri come pietre, saremo dentro le nostre prigioni ad aspettare qualcuno che faccia il lavoro al nostro posto. ma l'attesa non sara mai soddifsatta.

avremo piaceri temporanei, ma navigheremo nel dolore finche non avremo coraggio di volare alto, sopra il peso del nostro io, del nostro corpo e ci identificheremo solo con l'anima del  mondo.
allora saremo acqua che spenge ogni fuoco.




nei suoi occhi ho sempre visto l'estate. le vacanze sul mare. i baci dentro le tende.

nei suoi occhi ho letto i miei sogni da bambino. quel bambino  che si vedeva grande. e felice.

prima di andare a dormire datevi un bacio.. se vi manca l'amore.

e dite a voi stessi: TI VOGLIO BENE.

ho volato sopra i tetti di Roma.. insieme a quel gabbiano.

ho guardato l'isola che piega una linea tra la sinagoga e la trattoria della Sora Lella.




da quella parti, di notte, la luna viene sempre a farci visita.

ho guardato le scritte sui muri, gli alberi che cadono in acqua e le coppie che passeggiano.

ho capito che questo e' il mondo che ho sempre sognato.



roma questi giorni e' vuota. sembra agosto, la roma sognata nei film in bianco e nero degli anni 60.

e' tornata quella delle cartoline. quella che ha fatto  incantare il mondo intero.

torneremo a stringersi piu forte. e sara ancora piu bello.



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grazie.