Primavera

Fa strano vedere sorgere una nuova primavera in un momento in cui siamo costretti a stare chiusi.

" io spero che esista anche un Dio delle piccole cose.. "


In questi giorni, il cielo è libero da scie chimiche, da polveri e gas, da scarichi inquinanti, da telefoni e sigarette sulle strade.  Dalle urla, dai condizionatori, dalle potenti case di distribuzione.

È cosi bello vederlo perfettamente limpido, uno specchio che guarda le nostre case dove le persone  cercano disperatamente in un canto o nel tg un amico con cui parlare.

Il rifugio nei social è una disperazione di massa come quella dei drogati in astinenza. Il più grande bisogno cui ci aggrappiamo mani e piedi è proprio quello di ottenere riconoscimenti. E quale luogo migliore dei social, dove anche chi non ha amici può averne 1000 senza conoscersi? Se ottengo un like sono figo, interessante, valgo, ho gente che apprezza, che mi considera. È una solitudine che i giovani imprenditori americani hanno saputo cogliere con uno spiccato acume.

Che faccio in casa tutto il giorno? Mi connetto e mi sfogo: col politico, col vicino, col milanese, col cinese, poi metto un inno, faccio emozionare, ridere, e mi sento figo e pieno di amici.

Poi quando spengo sento il vuoto. Cosi riaccendo e metto un altro post.

Preferisco la condivisione di due chiacchiere semplici sotto casa, un audio di una volontaria tedesca conosciuta in Belgio, un documentario di un dottore che parla di quanto la morte può essere una realtà che se accettata ci fa vivere ogni giorno apprezzando la vita.

C'è un bellissimo sole, che mi godo in terrazza facendo yoga.




La primavera è il sacro e puro movimento della rinascita: un sole alto ci ricorda il prezioso insegnamento di rinnovarsi sempre, risorgere dalle ceneri, aprire i petali dopo aver tolto le ultime gocce di fango.

Abbiamo la tendenza a cercare sempre quello che non abbiamo. Per una vita io ho dato la colpa all'ufficio, alla politica, al sistema, alla gente, ai soldi, alla famiglia: poi ho capito che mentre giudicavo e mi lamentavo, in quella critica c'era la paura di ammettere le mie responsabilità. Ero fermo, immobile, però mi raccontavo che non potevo cambiare in un mondo cosi sbagliato. Poi, un giorno, ho continuato a lavorare in ufficio, ma ho preso a fare anche altro, mi sono mosso: ho fatto un corso di scrittura creativa, mi sono segnato a yoga, due corsi di meditazione, viaggi di volontariato, un corso di fotografia, ho aperto un blog, mi sono iscritto ad un corso per diventare insegnante di yoga.

Certo che avrei voluto far altro come lavoro, ma ho capito che stando fermo le cose non potevano cambiare. Ho scoperto nel tempo che mi restava un'infinità di cose da poter conoscere ed esplorare. Soprattutto seguendo le mie passioni e capacità.

 È solo conoscendo cosa vogliamo essere che iniziamo un cambiamento.

Basta una piccola abitudine quotidiana come una corsa al parco o un disegno, un romanzo o un film, basta ampliare i nostri orizzonti e non restare chiusi dentro una sola scatola.

Il nostro organismo, cosi come il nostro cervello, ci offre infiniti passaggi da attraversare, mondi da esplorare.

Attraverso alcuni movimenti fisici possiamo liberare blocchi emotivi e sciogliere abitudini mentali.

La primavera è un nuovo inizio.

È il ritorno del sole. La stagione del caldo, della pelle nuda al parco, delle attività all'aperto.

I sorrisi torneranno presto a viaggiare sulle bici e sopra scarpe leggere, attraverso gonne colorate e tessuti orientali.

" in quel posto che alla luna ha appeso un aquilone."



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grazie.