Libertà di essere felici.

Non si può parlare di 5g. Se ne parli, sei un complottista.

Eppure qualcuno ne sta parlando, ci sono professori esperti medici dottori che ne parlano da tutto il mondo, studiosi che stanno facendo delle ricerche a beneficio della nostra salute, che non vengono mai invitati.

La censura della stampa italiana si abbatte su ogni critica al nuovo 5G.


https://www.ambientebio.it/societa/la-censura-della-stampa-italiana-si-abbatte-su-ogni-critica-al-nuovo-5g/

Gli stessi che ogni giorno ci vendono immagini gonfiate, che riempiono lo schermo parlando di fake news, mai che vanno ad indagare sugli alberi che a Roma hanno già sradicato per le installazioni delle antenne. Degli accordi con la Cina, con Huawei, delle conseguenze sulla nostra salute che hanno questi raggi e queste radiazioni. Delle connessioni tra virus e radiazioni, niente. Non si può neanche discutere." Dovete solo ascoltare noi. Le grandi reti televisive ,i grandi gruppi dell'informazione, chi detiene il potere mediatico che tiene incollate la famiglie sulla sedia a piangere per i malati e a tremare di paura. Vogliono una popolazione che non si documenta, che ascolta solo l'informazione ufficiale che imbavaglia la libertà di ogni cittadino. Ora hanno anche creato degli spot pubblicitari per dirci di non informarsi altrove. Come a dire, la verità la possediamo solo noi, tu devi solo fidarti. E lo spot dopo, guarda caso, è proprio per farci ammirare le meravigliose potenzialità del 5g.

Tutte queste favole che ci raccontano ogni giorno su quanto stiamo diventando piu buoni sono lontane dalla realtà. Io esco il giorno, non si respira questa atmosfera da libro cuore. La gente è abbrutita, ha paura, si rincorre per picchiarsi fuori dai supermercati, è triste, ha paura dell'altro, si scansa, ti gira intorno, odia chi corre, chi non ha la maschera, questo dovrebbero raccontarci,  il giornalista vero fa questo: registra l'umore della gente, il cambiamento di una società, la resa non dichiarata ma palese di un popolo addormentato, di un immobilismo senza più ideali, fuori da ogni possibile scossa di ribellione.

Però il cittadino democratico deve solo ubbidire e seguire i canali ufficiali di informazione.

Un professore ha lanciato un messaggio ai bambini: non mi importa che siate promossi, mi importa che siate felici.

La felicità passa attraverso un libro, un racconto, i giochi con un compagno, no solo compiti su compiti perché devi finire l'anno.


“Tutti promossi, purché siate felici”


https://www.tecnicadellascuola.it/il-prof-tutti-promossi-purche-siate-felici

Inchiodi bambini di 6 anni davanti ad uno schermo. Un bambino già non può uscire non può giocare non può socializzare,tu pensi alle lezioni online e ai compiti da affidare.

Puoi usare le applicazioni, ma per un oretta e lo fai giocare, lo fai ridere, distrarre, metterlo in relazione con gli amichetti.

Ricevo un messaggio da mia zia che parla di gratitudine e felicità, nonostante le maschere,nonostante l'età.

Ci fossero ogni giorno messaggi cosi. Io li farei ascoltare ai bambini che oggi sono inchiodati dentro app che non capiscono. E Dio protegga la loro sana ribellione ad uno schermo che è come un muro tra i giochi e i parchi. Io farei ascoltare questi audio alle televisioni che non ci parlano mai di felicità. Con tutte le sue dune, la sua sabbia, il sole e la pioggia. Ma è li, a ricordarti che esiste. E ogni giorno, per arrivare in cima il trekking è sempre doloroso, non ti risparmia fratture e ferite, ma poi ti premia con quella luce tra le vette dell'Himalaya. E guardi giù, e pensi: ma quanto è bello attraversare un dolore se poi posso vivermi tutta questa bellezza?



Non più infelicità... ma in ...... felicità!!!

Vivere dentro la felicità.

Bisognerebbe mettere l'uomo al centro di ogni risoluzione, non il denaro, non l'economia.

La felicità è il pensiero unico che dovrebbe muovere ogni politico, ogni medico, ogni economista, ogni uomo.

Ho ricordi di un ragazzo che andava sotto le scalette delle finestre di casa mia per farsi di eroina. Io lo guardavo e non riuscivo a staccarmi dal suo volto. Ero alto, magro, viso scavato e occhi lucidi, profondi come il mare. Ancora adesso, lo ricordo bene. Lui mi guardava e mi urlava contro, ogni volta che lo incontravo ero spaventato e lo sognavo la notte.

Oggi, guardo il suo volto e capisco perché lo guardavo cosi intensamente: ero folgorato dal dolore che leggevo nei suoi occhi. La luce che emanava il suo sguardo era paura, richiesta di aiuto, una maledetta voglia di abbracciare il perdono.

Ho ricordi anche più felici.

Ad esempio, la fine della scuola e l'inizio delle vacanze al mare.

Le cartelle lanciate in aria alla fine degli esami. Leggere "promosso"e abbracciare Francesco, l'amico per sempre.

Mettere la sciarpa sul letto di un ragazzo palermitano, marciare cantando con la sciarpa della Roma al collo, piangere prima di gioia poi di tristezza per aver finito il mio anno di leva all'esercito.

Pensavo che una volta libero dalla divisa e gli anfibi sarei stato libero per sempre. Non era cosi. Tornava tutto come prima.

La patente. Il primo bacio. Il primo amore. Lo scudetto della Roma. Lei che mi dice Si. Il primo aereo. Il viaggio con gli amici.Fare la valigia. L'aereo che si alza in cielo. La coppa come miglior calciatore. Insegnare in india. La prima macchina. Il motorino. Il regalo della bici. Il pallone tra le mani. Incontrare il Dalai Lama. Mio fratello che mi viene a trovare in Belgio. Fare le formazioni prima della partita di calcetto.


Il primo stipendio.

Entrare allo stadio.

Sentire l'inno.

Tuffarmi dalla roccia.

Saltare da un elicottero.

Il primo viaggio da solo.

Il mio primo libro.

Il mio primo Ti Amo.

Parlare spagnolo.

Parlare inglese.

Francese.

Fiammingo.

Thailandese.

La mia prima Canon.

Le mie prime foto.

I piedi sulla sabbia.

Scartare un regalo.

Soffiare sulla torta.

Aprire un libro.

Ricevere un sms.

Leggere una lettera.

Trovare un biglietto sul tavolo.

Alzare il motorino su una ruota.

Il primo blog.

Aprire la sciarpa.

Trovarla davanti casa.

Fare una scritta sotto casa di Francesco.

Entrare in discoteca.

Gustare una birra fresca.

L'inizio del concerto di Vasco.

Entrare in acqua.

Toccare l'erba dell'olimpico.

Conoscere Francesco Totti.

Il massaggio alla testa.

Ballare con Andrea sotto l'acqua.

"Vivere... È passato tanto tempo."






C'è bellezza nel servirti una tazza di te. Nel preparare il caffè per la famiglia.

Nello scorrere della doccia sopra la testa mentre ascolti De Gregori.

Nel sorriso di Francesco che dopo la mia lezione di yoga mi dice: ho cercato di seguire il tuo ritmo ed ho notato che era come il mio.

Nella tranquillità di Adriano che dopo una meditazione guidata da me mi fa come regalo il suo volto rilassato.

È bellezza perdersi nella camminata tra i vicoli del quartiere, sotto i balconi, vedere da lontano la luce del parco, cercare nei volti delle persone il senso di questo momento.

Mi tornano in mente gli occhi grandi dei conigli che mi guardano alzando le orecchie per poi rifugiarsi sotto i cespugli..  mi manca respirare il ritmo armonioso della natura.

Mi manca sentire il battito cardiaco del vento.. il soffio di aria pulita che mi rinfresca la pelle..

Il calore del sole..

Il blu del cielo..

Il gioire senza fretta di un istante semplice osservando la bellezza.



Tornare in libreria.. camminare nel quartiere.. senza macchine e folla che corre, vedere le  strade vuote, la luce del sole le fa sembrare spazi deserti.. quella della pioggia la fine di ogni rumore.  basta veramente poco per tornare a dire GRAZIE.




Ogni giorno sembra domenica.

Ogni giorno è un'occasione per sentirsi migliori di ieri.



Sii coraggioso.
Sii forte.
Sii paziente.
Sii libero.
Sii amorevole.
Sii calmo.
Sii gentile.
Sii buono.
Sii te stesso.
Sii padre e madre.
Sii anziano e bambino.
Sii niente e tutto.
Sii te e insieme.

Ogni cosa è illuminata.



Ogni giorno è senza tempo,
Ogni uomo è tuo fratello.


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grazie.